Yves Devreux: da pilota a fotografo

“La fotografia è uno scatto per coloro che immortalano attimi fuggenti. Conta il momento presente, perché l’istante dopo è già il passato.” Paulette Larson

Yves Devreux si può descrivere come un uomo curioso della vita, avventuroso, alla ricerca di un modo per trasmettere il proprio talento e condividerlo con gli altri: fotografare con il cellulare.

Per lui non ha importanza lo strumento.

Ciò che conta è essere “l’occhio dello strumento che ferma l’istante”.

Ho conosciuto Yves quasi un anno e mezzo fa, il suo accento francese viene dall’origine belga e gli conferisce quel timbro di voce piacevole ed elegante. Non avrei mai pensato di poter realizzare insieme a lui un progetto così importante, e al quale Yves teneva molto: “un libro fotografico, la raccolta delle mie migliori foto”.

A dir la verità non sono le sue foto migliori, perché selezionare 200 esemplari fra circa 5.000 è stato sì faticoso, ma soprattutto difficilissimo: ne sceglievo una ma non sapevo veramente quale altra scartare!

Il tempo ci ha aiutato, ci siamo presi il giusto ritmo per riflettere, rivedere e cambiare, e questa attenzione ci ha permesso di realizzare un progetto armonico, ben pensato e piacevole. Il formato delle sue opere, poi, permette di godere tutta l’esplosione delle immagini anche tra le pagine di un volume.

Sono perciò contenta di poter presentare questo libro e il suo autore: Yves Devreux.

Benvenuto Yves. Da pilota ad appassionato di fotografia, come è incominciata questa tua passione?

Ciao Paola, felice di poter realizzare questa intervista con te.

Direi che, più che una passione, la mia è sempre stata curiosità per tutto quello che mi circonda.

La fotografia permette di bloccare per sempre e poter condividere momenti, paesaggi, dettagli o situazioni che non torneranno se non fermati nell’istante in cui mi hanno colpito.

Le mie foto non sono mai il risultato di una lunga ricerca del miglior angolo o di molteplici scatti per poi selezionarne le migliori. Vivo della spontaneità dell’attimo, una mia reazione all’osservazione che provoca un’emozione oppure qualcosa di interessante che mi capita al momento.

E’ una domanda ovvia, ma quante foto hai fatto in questi anni e quali sono le tue preferite?

Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo qualitativo dei cellulari, abbiamo sempre sotto mano un apparecchio fotografico e come tutti, penso, ho moltiplicato in modo esponenziale il numero di foto.

Questo permette, ancora più che nei tempi passati, di cogliere luci e momenti fugaci, non essendo più legati al “portarsi dietro” un apparecchio fotografico.

Devo dire che la prima cosa che attira il mio sguardo è sempre la luce che incornicia il soggetto fotografato.

Che cosa ti colpisce per fotografare con il cellulare invece che con la macchina fotografica

La comodità e la semplicità dei sistemi di assistenza automatici dei cellulari. La messa a fuoco del soggetto e la scelta della luce si fanno semplicemente appoggiando il dito sullo schermo.

E’ uscito il tuo primo fotolibro…

Il mio primo fotolibro è il risultato congiunto del sostegno di mia moglie e mia figlia, convinte da sempre che dovevo pubblicare le mie foto, e l’incontro “non casuale” con te ( LAB The Right Tool) che hai messo a disposizione le tue competenze per valutare quali potevano essere le foto di maggior interesse e come presentare il progetto grafico del libro.

Da qui abbiamo creato un percorso fotografico in tre lingue, che si sviluppa in capitoli, che compongono la storia fotografica del libro.  La raccolta di foto volutamente si articola creando differenti emozioni e donando un senso di armonia riconosciuto da tutti coloro che sfogliano il libro.

Sono grato a te di questo aiuto e quindi donerò al NonSoloWork Blog alcune foto da pubblicare per farmi conoscere meglio e mi piacerebbe sapere i commenti e le opinioni del pubblico che segue il blog.

Ne approfitto per fare a tutti un augurio a tutti per un miglior 2021.

Per coloro che vogliono mettersi in contatto e mail  yves.devreux@gmail.com

www.ydfotos.com 

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