Vivere curiosi tra scoperta e responsabilità

anziana curiosa

In una intervista lasciata poco tempo fa ad un noto quotidiano italiano, Fanny Ardant alla domanda ha paura della vecchiaia?  La famosa attrice francese risponde “no non ho paura di invecchiare, ho paura di perdere la curiosità nella vita “.

Donna stupita al computer

Fa riflettere la risposta, personalmente mi sembrava sincera nella sua essenziale verità, perché il perdere la curiosità significa perdere l’energia e la potenza per capire, indagare, conoscere e comprendere i fatti della vita e noi stessi.

La curiosità forza l’uomo a esplorare il mondo, lo motiva a cercare di capire i suoi misteri, a scoprire nuove cose, è virtù che arricchisce la mente, che stimola la creatività, che apre nuove possibilità.

Tutto questo è indiscutibilmente vero, ma come sempre accade, è nell’equilibrio che è meglio muovere la nostra individualità per non farci sopraffare, per non farci dire “It’s beyond my control” “trascende ogni mio controllo”, esser curiosi, viver curiosi significa essere attenti, responsabili con antenne ben dritte per cogliere i diversi pericoli.

Basta fare una breve riflessione, la curiosità contemporaneamente ha causato all’uomo guai, conflitti, sofferenze.

Possiamo sintetizzare che la curiosità ha reso l’uomo saggio, ma allo stesso tempo anche folle, a volte.

Perché la curiosità è anche un pericolo, è una sfida, che richiede coraggio, intelligenza, che può portare a violare i limiti, a sfidare le regole, a rischiare troppo.

È una scelta, che implica libertà, rispetto, etica che richiede una grande senso di responsabilità.

Può essere passione, che può diventare ossessione, che può consumare la vita, che può distruggere l’amore, come nel celebre film “le relazioni pericolose” * dove il gioco, la seduzione e la curiosità morbosa si spinge oltre e dove i protagonisti Glenn Close e John Malkovich rimangono vittime dallo stesso loro gioco.

“Curiosity kill the cat “, i proverbi in fondo hanno sempre la loro saggia verità.

La curiosità è una ricerca, che non ha mai fine, che dà senso alla vita ecco perché Fanny Ardant che dalla vita ha avuto molte soddisfazioni e successi percepisce una forte paura la sua eventuale perdita.

Essere curiosi vuol dire rimane vivi, vuol dire non dare mai per scontato la vita, i suoi processi e fasi ricordiamoci solo le dosi, di non abbondare per passare dalla curiosità alla morbosità o alla sfida pericolosa per noi stessi e per gli altri.

Mi piace sempre chiudere con un piccolo aforisma in questo caso funziona a meraviglia!

“La curiosità non è peccato, Harry, ma dovresti esercitare cautela”.  (Albus Silente, Harry Potter e il calice di fuoco)

* Le relazioni pericolose (Dangerous Liaisons) è un film del 1988, diretto da Stephen Frears, tratto dall’omonimo romanzo di Choderlos de Laclos e dall’adattamento teatrale del romanzo ad opera di Christopher Hampton, sceneggiatore del film.

Glenn Close ricevette il plauso della critica internazionale e la sua performance è oggi ritenuta una delle migliori dell’epoca, in particolar modo la scena finale, col primo piano dell’attrice allo specchio, è stata definita “da antologia della storia del cinema” (da Wikipedia)

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