Sostenibilità aziendale… lo sapevi che???

La sostenibilità oramai è veramente entrata appieno nelle argomentazioni di tutti i giorni, sia a livello privato che poi riguarda lo stile di vita noi cittadini sia a livello aziendale nell’affrontare temi legati alle strategie o ai comportamenti responsabili delle imprese e che si rifanno alle linee guida ambientali, sociali e di etica del business.

madre natura

Questo naturale sviluppo del tema, al di la di alti e bassi che però non negano un trend oramai chiaro, a mio parere confermano, se ce ne fosse bisogno, due elementi: il primo è che sempre più il modello di consumo e di scelta del consumatore tiene conto nella scelta del prodotto di quelle prestazioni socio ambientali che vengono dichiarate dalle aziende produttrici in differenti modi.

Dall’altro la sempre più stretta correlazione tra la sostenibilità, nel suo senso più olistico (ambientale, sociale ed economica) e governance “sostenibile”, che sta entrando con sempre maggiore insistenza nei modelli di gestione di impresa, partendo da quelle più grandi per arrivare poi ad investire anche quelle più piccole.

Per governance “sostenibile” si intende mettere a punto tutti quei comportamenti e quelle regole che governano appunto l’impresa e che si rifanno ai concetti responsabilità ambientale, sociale e di etica del business.

Ogni impresa a nostro avviso non può prescindere da scelte di comportamenti e strategie  che si rifacciano ai valori della sostenibilità, poichè sempre più vale la regola del “chi sporca paga”  volendo estendere io concetto di sporcare anche all’ambito sociale. “Sporcare” la dignità di donna e di uomo, lavoratore o meno, cittadino del mondo, centralità di ogni azione e chiave di ogni cambiamento aziendale e sociale. E il pagare non è inteso solo come un pagare “pecuniario” ma è un pagare in termini di risultati disattesi nei termini più ampi di prestazione aziendale.

Quindi focalizzarsi per cercare di soddisfare il bisogno dei singoli significa inevitabilmente prendersi cura del pianeta in cui noi viviamo, poiché a mio avviso il bene del singolo e della comunità in cui vive e strettamente e inevitabilmente correlato con il bene dell’ambiente e viceversa.

Quindi prodotto/servizio che renda il vivere quotidiano migliore, deve senza alcun dubbio sempre e comunque soddisfare quel bisogno di sostenibilità che c’è in ogni uomo/consumatore.

Quindi per ogni prodotto servizio offerto che debba soddisfare i bisogno del consumatore c’è sempre la necessità di dover soddisfare un bisogno che è quello ambientale e sociale. Non si può dire che per alcuni prodotti e servizi si possa prescindere dai valori della sostenibilità.

sostenibilità mini
path to the sea through the forest

Oggi si è già allargato il perimetro relativo alla tipologia di aziende che sono chiamate a rendicontare la loro attività attraverso report che contengano prestazioni ambientali, sociali e di etica del business. Infatti la direttiva 2014/95/UE ha proprio questi obiettivi allargando recentemente anche il numero di imprese cui viene indirizzato questa direttiva (Dgls 254/2016).

E le MPMI ? Ovviamente al momento la legge del libero mercato e la costruzioni di un vantaggio competitivo guida l’operare delle aziende e le invita a valutare eventuali impegni volontari prendendo come riferimento proprio il Dgls 254/2016 cui ci si può rendere conformi.

Ma il fatto che l’impegno sia volontario e non guidato da un obbligo, in una valutazione di competitività di impresa e di libero marcato, crea senza dubbio un vantaggio che nell’ambito della sostenibilità si può tradurre in un vantaggio di costo (efficienze) o un vantaggio di differenziazione e posizionamento (nuove opportunità di mercato).

Se hai una PMI e vuoi sapere come fare un percorso di sostenibilità, contattataci 

 

 

 

 

 

 

 

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