Quasi pronta la prima vera città galleggiante del mondo. Siamo a pochissimi minuti di barca da Male, capitale delle Maldive. Qui stanno costruendo una intera città galleggiante, che potrebbe ospitare fino a 20.000 persone (no, non stiamo parlando di un villaggio vacanze!)

Proprio questo mese saranno rivelate le prime unità galleggianti ultimate. Il progetto ne prevede 5000 tra unità abitative, ristoranti, svago, uffici, scuole e servizi. I primi abitanti di questo vero e proprio esperimento del pianeta entreranno nelle loro abitazioni a inizio 2024 (se tutto andrà come previsto) e l’intera città potrebbe essere ultimata entro il 2027.

Quasi pronta la prima vera città galleggiante del mondo. Un esperimento in vista del futuro

Il progetto nasce come risposta ai mancati sforzi che il mondo sta facendo per combattere il cambiamento climatico (abbiamo giusto appena parlato dei fallimenti nell’ultimo indice Sdg). Il livello del mare sta aumentando e non smetterà di salire.

Ormai molti esperti devono affrontare come prevedibili le stesse sconfitte che ci stiamo procurando da decenni.

Una città completamente galleggiante è un vero esperimento, portato avanti da una joint venture tra lo sviluppatore immobiliare Dutch Docklands e il governo delle Maldive.

Quasi pronta la prima città vera galleggiante del mondo

Non è naturalmente un caso che proprio le Maldive corrano a questi ripari: l’80% della loro superficie è a meno di un metro dal livello del mare. Le Maldive sono uno degli stati che potrebbero effettivamente scomparire nei prossimi secoli.

Da qui l’idea: sfruttare lo stretto rapporto con l’acqua per ipotizzare un nuovo modo di vivere e costruire la comunità.

“Il costo del non adattarsi a questi rischi di alluvione è straordinario. Abbiamo una scelta da fare: o ritardiamo e paghiamo, oppure progettiamo e prosperiamo. Uffici galleggianti ed edifici galleggianti fanno parte di questa pianificazione contro il clima del futuro.” (Patrick Verkooijen, CEO di GCA)

Esperimenti precedenti

L’esperimento delle Maldive non è nuovo. Inizialmente potremmo citare tutti gli studi e i prototipi che hanno caratterizzato un’intera scuola architettonica del Paesi Bassi. Però in Europa il tutto è rimasto al livello di speculazione e di creazione di singole unità da proporre a eventuali mercati. Unico vero esperimento anche sociale sono state le isole galleggianti nel Mar Baltico sviluppate da Blue21, società olandese.

Diverso l’esperimento Sud Coreano, con Oceanix City a Busan. Ma anche in questo caso si tratta di complessi che affiancano idealmente la vera società urbana, diventandone dei sostituti.

Il progetto delle Maldive, invece, vuole creare una città vera e propria, che abbia l’autosufficienza e la portata di una realtà urbanistica. Le vie saranno sia su mare che su litorali sabbiosi, è previsto il traffico interno come le zone adibite maggiormente agli uffici, al commercio, ai quartieri abitativi, etc., diverse fonti energetiche e struttura politico amministrativa.

Come si costruiscono e quanto costano le case galleggianti?

Per fare una città non si possono tenere prezzi degni dei prototipi architettonici. Anche in questo l’esperimento delle Maldive è diverso: la proprietà ha costi simili a quella su terra ferma, diventandone concorrente: “a partire da $ 150.000 per uno studio o $ 250.000 per una casa di famiglia“.

Ogni unità è costruita in cantiere navale e trasportata all’interno delle vie della città. Posizionata, viene ancorata a un blocco di cemento sottomarino avvitato al fondale e stabilizzato con un metodo che potremmo definire “a palafitta”.

” Nei prossimi decenni, dovremo inventare nuovi modi e nuovi sistemi volti a contrastare il cambiamento climatico. Fondamentale, diventa l’educare le nuove generazioni ad un approccio più sano e consapevole nei confronti della natura.”