Oppenheimer: un film da vedere

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Oppenheimer: un film da vedere. Se non l’avete ancora visto, sappiate che seguiranno spoiler, e ne seguiranno molti… quindi smettete ora di leggere e riprendete appena visto il film in sala.

Oppenheimer è l’ultima, e secondo molti la migliore, fatica di Christopher Nolan, con un Cillian Murphy strepitoso come protagonista (e finalmente, mi sento di dire, Nolan, dopo averlo usato come comparsa e congregario in molti film, ha deciso di dargli la vera opportunità da protagonista).

Delle sue alterne vicende, soprattutto in vista del fenomeno Barbenheimer, avevamo parlato in QUESTO ARTICOLO. Ora ne posso parlare da spettatore.

Cosa aspettarsi da Oppenheimer

Prima cosa importante: andate a vederlo in sala. La cura e la passione per la pellicola analogica in Nolan non cessa di un millimetro. Ogni scena è creata con una particolare combinazione di pellicola IMAX da 65 mm e da 70 mm, inclusi frame in fotografia in bianco e nero in IMAX. E’ un prodotto per il grande schermo e, come ogni opera d’arte che si rispetti, la riproduzione in piccolo e in digitale è sempre una perdita di senso oltre che di estetica.

E’ il miglior film di Nolan finora? Così stanno dicendo molti critici e appassionati. Secondo me no, per quanto può valere. La pellicola, a una prima visione, pecca di romanzare un po’ troppo la storia senza voler calarsi totalmente in una storia romanzata (come in altri lavori di Nolan, dove questa congruenza dava valore ulteriore al lavoro e gli permetteva ritmi narrativi perfettamente circolari e conclusi).

E’ un film da vedere? Secondo me sì, è il film che ricorderò di quest’anno, non dovrebbe essere perso finché è in sala.

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La trama di Oppenheimer

Come dicevo, ci saranno spoiler.

La trama ripercorre le memorie di Oppenheimer e le vicende che lo hanno legato indissolubilmente alla creazione delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. La storia ruota fondamentalmente su due personaggi (in verità, secondo me, su tre, ma dopo spiegherò): Oppenheimer stesso e il presidente dell’AEC Lewis Strauss (interpretato da Robert Downey Jr.) nel quale, se vogliamo banalizzare, troviamo l’antagonista principale.

Il palcoscenico sono due ‘processi’ paralleli contro i due protagonisti. Da una parte un processo farsa, organizzato contro Oppenheimer segretamente da Strauss in forza di una vendetta personale, che accusa il fisico di antipatriottismo. Dall’altra una commissione di esame per eleggere Strauss a Segretario del Commercio che gli si rivolta contro, facendo emergere il suo ruolo nel primo processo farsa.

Il finale è quanto mai ‘nolaniano’. Quello che ci era sembrato il personaggio positivo per tutto il film, seppur attraverso molti paradossi etici e morali, rivela una verità inconfessabile, e la rivela solo ad Albert Einstein.

Oppenheimer: un film da vedere

Dal mio punto di vista il film ruota intorno al concetto di colpa e responsabilità. Durante le vicende narrate la chiara colpa di aver sterminato due città di civili inermi oscilla tra il livello individuale e pubblico. Il primo vive pienamente nei dubbi di Oppenheimer, mentre il livello pubblico, di causa maggiore, vive in modo ibrido in Strauss e pienamente nel terzo fulcro di questo equilibrio, ovvero nella breve comparsata del presidente Truman (forse giustamente rappresentato come uno scocciato cowboy).

E’ intrigante, in tale lettura, vedere come le scene nelle quali Strauss è protagonista siano quelle in bianco e nero, ovvero dove due estremi opposti si incontrano. Tuttavia il motivo del bianco e nero, che sta facendo discutere molto i critici, è stato affidato da Nolan alla scelta di separare la narrazione temporale anche esteticamente… ma tant’è, l’ho trovato molto coerente con il mio punto di vista.

Questi due estremi, responsabilità personale o pubblica nello sterminio di due città, vengono esaltati al massimo livello dalla rivelazione finale. Oppenheimer ricorda che il dubbio che lo accompagnò fino al primo test della bomba era che la reazione nucleare non fosse fermabile. In tal caso l’atmosfera terrestre sarebbe bruciata interamente ponendo fine al mondo abitato. Alcuni calcoli la davano come possibilità effettiva del test.

In questo il contenuto di ‘Oppenheimer’ è molto contemporaneo, e solleva il problema che oggi affrontiamo spesso: la fine del mondo è responsabilità personale o pubblica?

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