Nuvole Solitarie: l’incursione artistica di Guido Nosari nel centro di Bergamo

Nuvole Solitarie: l’incursione artistica di Guido Nosari nel centro di Bergamo. Sono comparse senza preavviso 11 opere tessili nel centro della città di Bergamo. Noi abbiamo le parole dell’artista, Guido Nosari.

Nuvole Solitarie: l’incursione artistica di Guido Nosari nel centro di Bergamo. Sono comparse senza preavviso 11 opere tessili nel centro della città di Bergamo. Noi abbiamo le parole dell’artista, Guido Nosari.

 

Guido Nosari è uno dei nostri articolisti qui a NonSoloWork, si occupa di scovare creativi che possano risultare interessanti per collaborazioni con imprese o per dare loro la visibilità che, secondo noi, meritano.

Il suo vero e primo lavoro, tuttavia, è l’artista, unendo pittura e materiali tessili.

Nel mezzo della zona rossa che più è diventata rappresentativa di questo anno di pandemia, la città di Bergamo, ha deciso di porre in atto un’incursione artistica circondando un palazzo del centro città con opere tessili. 

 

Mi sono fatta dire come è nata questa esposizione.

Jimenez diceva che l’arte “rende grande l’attuale verità”. Ciò vuol dire che non conta quanto bui o drammatici siano i tempi che viviamo, conta l’adesso, il presente: l’unica cosa che veramente possediamo, l’unica verità, è che siamo qui adesso.

Ogni tempo deve essere celebrato e svelato, per fare questo, andando contro le impressioni, serve un atto di rivolta.

Questa è l’unica arte che conosco io, arte come rivolta verso il presente, come faro sulle possibilità dell’adesso.

Così nasce questa incursione artistica, dal mio bisogno di rivolta verso il presente.

I lavori esposti hanno una simbologia precisa.

Certo, quando si crea tutti i pensieri che si sono accumulati nel tempo vengono esposti, entrano nell’agire artistico. Si manifestano come simboli e linguaggio.

Le opere tessili esposte hanno al centro un piatto ciascuna, come su una tovaglia troppo grande per un solo convitato, e sono quindi simboli di solitudine.

Le stesse opere sono però attraversate da nuvole tratte dalla tradizione cinese, che vogliono dire ‘cambiamento’, non in positivo o in negativo, ma consapevolezza del cambiamento come principio.  

Solitudine e accettazione del cambiamento sono gli stati d’animo che più mi hanno accompagnato durante quest’ultimo anno.

Ma, ripeto, questi messaggi sono contenuti in un messaggio più importante, espresso dall’atto in sè del fare arte.

Perché “incursione artistica” e non mostra?

Ho voluto cogliere impreparata la città: da un anno non vi sono manifestazioni artistiche in Bergamo. E’ vietato prepararne e, per molti, anche pensarne.

Che rivolta sarebbe una mostra con inviti e permessi?

Che futuro c’è per l’arte?

Nessuno. Voglio essere paradossale: non vi è oggi futuro per l’arte e per gli artisti, e forse per questo l’arte sta meglio che mai.

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