Nushu: la lingua segreta femminile cinese. Per secoli le donne cinesi sono state private di una normale vita, fasciate ai piedi e rinchiuse in ali della casa senza finestre. Durante quei secoli di vera oppressione per molte di loro , hanno inventato un linguaggio segreto, solo femminile, per parlare senza essere ascoltate dall’uomo.

Questo segreto veniva tramandato da nonna a nipote, da madre a figlia, senza che nessuna rivelasse il codice.

Nushu: la lingua segreta femminile cinese

Si chiama Nushu, è un testo che risale a 400 anni, alla fine della dinastia Ming. Fu scritto nella provincia di Hunan e da lì si espanse nella regione e nei territori, sempre più conosciuto eppure segreto.

E’ un vero e proprio codice che permette di scrivere e parlare con caratteri segreti, senza che nessun uomo possa capire.
Per darsi speranza a vicenda, hanno creato un testo che gli uomini non capivano. Appresa questa lingua un villaggio poteva risuonare di canzoni che a un orecchio impreparato sembravano composte da vocalizi, ma in verità parlavano di come stare attente, di avere coraggio e non arrendersi, di come resistere o di come qualcuna non aveva resistito.

Era una pratica diffusa, infatti, legare e confinare nelle loro stanze da letto molte donne che, in tal caso, avrebbero solo avuto come aiuto quel canto che oltrepassava le mura.

Come veniva appreso il codice Nushu

E’ un codice, e come sia nato rimane un dubbio, ma possiamo ipotizzare che ci sia stata una vera e unica iniziatrice che, nel segreto, ha voluto creare dal nulla un modo per non essere intesa. Oppure un giorno qualcuna ha deciso di trasmettere in forma scritta qualcosa che un gruppo di donne aveva ormai organizzato.

Nushu: la lingua segreta femminile cinese

Veniva imparato attraverso forma scritta, in due modi: o scrivendo gli ideogrammi nella cenere o nella sabbia, per poi essere subito cancellati, o celandoli come decorazioni dei suppellettili domestici. Dove l’uomo vedeva una elegante decorazione, le donne leggevano un invito al coraggio.

“È una storia che la maggior parte dei cinesi non conosce. In letteratura, ci sono pochissime testimonianze delle vite, dell’esistenza e delle esperienze delle donne, e non mi era mai capitato di conoscerne molte: non sapevo nulla del Nushu ma sentivo che avrei dovuto” (Violet du Feng, regista di ‘Hidden Letters’, documentario sulla lingua Nushu)

Per secoli ventagli, paralumi e separè sono stati guardati dagli occhi maschili che vedevano segni di rondini, nuvole o vento. La loro vera ragione era celata.