Oggi parliamo con Michela D’Adamo, che ha scritto un libro sulla sua esperienza con il cancro. Il suo insegnamento, come vedremo, è accettare una visione più completa della nostra salute, abbinare alle cure classiche anche cambiamenti che possono rivelarsi importantissimi.

 Grazie di aver scritto un libro così empatico e coinvolgente. Parla della tua vicenda personale, vorremo che ci raccontassi cosa ti è accaduto?
 Nel 2009 decisi di lasciare l’Italia per seguire mio marito in Canada. La decisione fu molto sofferta perché andare via significava lasciare tutto: famiglia, amici, lavoro, punti di riferimento. Mi trovai all’improvviso con molto tempo a disposizione così, per riempire le interminabili ore di vuoto, iniziai a scrivere un diario di bordo dove narravo, in toni leggeri ed ironici, la mia esperienza in terra straniera. Finché un giorno la vita bussò alla porta presentandomi la diagnosi di due cancri: un adenocarcinoma all’utero e uno al seno. Mi trovai a maneggiare un trasloco internazionale, al quale seguirono altri, e due diagnosi di cancro. Voilà.

Il cancro ti ha cambiato la vita, da un giorno all’altro. E’ stato più difficile accettare tutti i piccoli cambiamenti quotidiani o raggiungere una nuova consapevolezza d’insieme?

 La malattia ti mette un muro davanti e ti costringe a fermarti. Sono una persona attiva, amo lo sport, l’indipendenza. Ciò che mi è pesato di più è stata la fase post operatoria in cui, a causa di una mastectomia e isterectomia, le azioni quotidiane, quelle che sembrano scontate e ovvie come lavarsi, vestirsi, erano diventate un’ impresa. L’intervento, durato nove lunghissime ore, ha incluso la ricostruzione del seno con l’inserimento di un espansore. A me quella fase ha fatto soffrire moltissimo per i dolori lancinanti e la perdita di mobilità del braccio che si sollevava appena. I piccoli cambiamenti quotidiani sono le nostre certezze, la nostra routine, quell’ovvio che così scontato non è.

Quale senti sia la tua missione per gli altri?

Sento che la mia missione sia quella di dare un contributo di forza, motivazione e utilità a chi in questo momento si trova in balia di una diagnosi. Il mio libro è parte di questa missione insieme alla mia pagina Feel your Life (Senti la tua vita), dove condivido informazioni sulla prevenzione e la cura, interviste di specialisti in vari settori della salute intrecciati naturalmente alla mia esperienza. Sono qui a dimostrare che si può uscire dal tunnel: se ci sono riuscita io lo possono fare tutti. E’ però necessario farsi carico della propria salute, mettere in atto cambiamenti, divenire insomma direttori d’orchestra della stessa. Come ho fatto? Mi sono chiesta cosa non andasse nella mia vita, dal cibo agli affetti. Così ho  gettato uno sguardo oltre le informazioni e le indicazioni classiche. Ho abbinato altre strategie alla medicina tradizionale: cambio di alimentazione, integrazione, gestione dello stress, omeopatia, fitoterapia, meditazione. La salute è il risultato di equilibri tra corpo, mente e anima. Occuparsi e focalizzarsi solo su uno di essi è rischioso.

Quali sono i tuoi progetti futuri e come il NonSoloWork, può aiutarti a realizzarli?

 I progetti futuri includono la realizzazione del mio brand, di un altro libro e di video professionali. Nonsolowork può aiutarmi in tutto questo: dallo studio e realizzazione del brand alla creazione grafica della copertina del libro, alla realizzazione di  video. Nonsolowork è un contenitore dal quale è possibile attingere un ventaglio di grandi professionisti.
 Ringraziamo Michela per il tempo che ci ha dedicato, il suo libro lo trovate anche  A QUESTO LINK.
Nel salutarla le auguriamo tutto il meglio e iniziamo già a pensare all’impaginazione del suo prossimo libro.

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