Dall’alta finanza alla moda etica. La storia di un’impresa di successo e della sua fondatrice, ma non solo. L’esempio di come una seconda possibilità possa fare davvero la differenza, tanto per le persone quanto per l’ambiente: è la realtà della onlus Officine Creative, fondata da Luciana Delle Donne e del progetto di economia rigenerativa Made in Carcere 2nd Chance. Minimo comun denominatore: il coraggio.

La storia

Quindici anni fa Luciana abbandona Milano e una brillante carriera ai vertici della finanza per tornare in Puglia e darsi, lei stessa, una nuova chance. La seconda vita di Luciana Delle Donne comincia dalla voglia di restituire qualcosa agli altri, in particolare alle detenute del penitenziario di Lecce.

Pensando a loro sviluppa il progetto di Made in Carcere – 2nd Chance, grazie al sostegno di Fondazione con il Sud, offrendo alle donne l’opportunità di un impiego e di acquisire competenze tecniche professionali percependo un regolare stipendio. Non si lavora per finta, i prodotti devono risultare competitivi sul mercato senza suscitare pena o invocare solidarietà. Un’impresa modello basata su principi di rigenerazione e consapevolezza delle persone in carcere che, da un lato, restituisce loro dignità e dall’altro tutela l’ambiente attraverso il recupero del materiale tessile scartato dalle imprese del territorio, che altrimenti finirebbe negli inceneritori.

 

Un circolo virtuoso che restituisce speranza e benessere.

Il progetto funziona sotto ogni punto di vista, umano e commerciale. Papa Francesco indossa un braccialetto Made in Carcere mentre aziende e imprenditori, come Santo Versace, affiancano la sartoria con donazioni e fornitura di tessuti. Le iniziative si allargano fino a coinvolgere i ragazzi detenuti al minorile di Nisida: dalle loro mani nascono allora le Scappatelle, biscotti BIO a forma di cuore realizzati con soli 4 ingredienti di assoluta qualità. I dati sono estremamente positivi: per le persone coinvolte dai progetti di Officine Creative la recidiva si abbatte quasi del 100%.

 

Forte di questi risultati il sogno di Delle Donne continua a crescere grazie al progetto Social Academy, una sorta di cassetta degli attrezzi per copiare quanto già realizzato a Lecce e avviare nuove sartorie solidali. Perché possono bastare ago e filo per ricucire la speranza, sia dietro le sbarre di un carcere che in una delle tante periferie dimenticate del nostro Paese.

Abbiamo cercato di metterci in contatto per un intervista e poter ospitare il negozio all’interno della nostra vetrina delle Arti, ci auguriamo a breve di darvi buone notizie in merito.

Per fare acquisti ecco il sito  https://www.storemadeincarcere.it/