Lo studio scopre il paradosso dello Smartworking:

” Più ore di lavoro con più ore libere.”

Il mondo del lavoro 2022/2023 è molto meno cambiato rispetto a quanto gli analisti avevano previsto solo due anni fà.

Però un nuovo studio condotto, mostra come lo smartworking abbia avuto una duplice paradossale impronta sulle vite dei lavoratori. Scopriamo in che senso.

Il ridimensionamento delle aspettative già nel 2021 sullo smartworking

Molti studi, condotti successivamente al periodo pandemico, evidenziavano come non duraturo lo shock smartworking. Ne abbiamo perlato IN QUESTO ARTICOLO, individuando le maggiori carenze di questo modello e un generale fallimento nel comportamento che produceva in maniera sotterranea.

In particolare lo smartworking viene additato come un modello che ha incrementato la produttività. Tuttavia questo incremento viene fortemente ricontestualizzato quando si esamina la situazione del lavoratore che ne è soggetto: negli ultimi anni la precarietà del ruolo e i ridimensionamenti smart hanno reso i dipendenti molto meno propensi a far valere i propri diritti contrattuali. Gli orari si sono allungati, spesso oltre i limiti di legge che, contestualmente e de facto, venivano meno per la situazione; mentre l’acquisizione delle nuove competenze (soprattutto digitali) non è stata computata nella richiesta lavorativa, aprendo le porte a un ulteriore carico orario.

Il rapporto NFON 2022 ribalta la situazione

Tuttavia, anche rimanendo consapevoli di questi comportamenti al limite della legge, l’ultimo “rapporto sul benessere nel lavoro da casa 2022” di NFON ha dato luce nuova a una situazione che non sembra dispiacere affatto.

Il rapporto ha intervistato smartworker da 6 diversi Paesi europei, i quali in generale hanno confermato che il carico di lavoro, senza un precedente nuovo accordo, è di fatto aumentato visibilmente. Questo aumento ha portato più stress e più ore lavorative: quasi 1 lavoratore su 4 dichiara un aumento giornaliero di ore, e più di 3 su 10 denunciano una richiesta più alta di produttività legata all’ora.

Lo studio scopre il paradosso dello Smartworking: più ore di lavoro con più ore libere

Tuttavia lo smartworking sembra piacere per la maggiore libertà che lascia al lavoratore.

In effetti un intervista sul campo ha svelato molti fattori che i modelli economici non avevano considerato.

Il lavoratore da remoto non ha le ore di viaggio verso il luogo di lavoro durante la giornata. Una scadenza può essere gestita durante il giorno per seguire maggiormente gli impegni legati a orari determinati (si pensi all’ora di uscita da scuola dei figli, o gli orari migliori per allenarsi). ‘L’alfabetizzazione digitale’ ha costretto un’intera generazione a conoscere programmi, app e strumenti che, inutile dirlo, se ben utilizzati facilitano gli impegni lavorativi ma anche privati.

Lo studio scopre il paradosso dello Smartworking: più ore di lavoro con più ore libere

Ne è uscito un rapporto dove più di un terzo degli intervistati riesce effettivamente a risparmiare tempo sul lavoro pur vedendosi aumentati i carichi giornalieri. Un paradosso, a ben vedere, che indica come questo grande esperimento economico sociale abbia aumentato le ore di lavoro e, sembrerebbe, anche quelle di vita privata.