Licenzia in una zoomata di gruppo 900 dipendenti: ora è lui a essere allontanato. Il 7 Dicembre Vishal Garg, CEO di Better.com, è diventato famoso in tutto il mondo della rete per una chiamata zoom di gruppo spudorata, senza alcuna pietà: “Se siete in questa videochiamata siete nello sfortunato gruppo che stiamo licenziando. Il vostro impiego termina qui con effetto immediato“. Con questo annuncio a sorpresa, durante quella che molti credevano una ‘zoomata di gruppo’ per fare gli auguri di Natale, comunicava il licenziamento a 900 dipendenti di Better.com.

La buona notizia è che, per ora, Garg è stato allontanato dalla società. Perché sia una buona notizia (forse) lo vedremo tra poco.

Better.com e la zoomata di gruppo ai 900 dipendenti

“Quello che ti serve, quando ne hai bisogno”. Questo lo slogan di Better.com, società statunitense che offre mutui online e prodotti assicurativi. Nell’ultimo anno è stata valutata oltre i 7 miliardi di dollari. A inizio Dicembre ha però deciso di licenziare in massa il 9% del suo personale, ovvero 900 dipendenti. La notizia, data purtroppo a sorpresa agli interessati, non ha intaccato la credibilità della società che, per i primi giorni dopo l’annuncio, ha confermato il suo imminente lancio in borsa.

La motivazione di questo licenziamento di massa è parecchio inquietante: “Lavorate solo due ore al giorno e siete improduttivi” (e si sta parlando di orari che erano stati concordati per lo smart work!). Se non bastasse, escono audio nei quali si sente dire “Siete dannatamente lenti, un branco di delfini sciocchi. Mi mettete in imbarazzo“.

La rivolta sui social degli ex-dipendenti

Ma la pace mediatica è durata poco. La scelta di licenziare in questo modo meschino un gruppo così ampio di lavoratori ha avuto gravi ricadute nella rete. Ogni ex-dipendente si è sentito in diritto di pubblicare sui social la chiamata di gruppo, di far vedere al mondo come un semplice CEO sia disinteressato nel mettere alla porta i propri colleghi.

Ci hanno trattato come se fossimo trasparenti. Capisco che le multinazionali licenzino, ma almeno un incontro, la possibilità di darmi del tempo per cercare un’altra occupazione

In pochi giorni il video e la notizia sono diventati virali e Better.com ha subito una batosta di comunicazione che ha fatto scappare i capitali previsti. Il lancio in borsa si è bloccato a tempo indeterminato.

Ora è lui a essere allontanato

Vishal Garg ufficialmente si è allontanato, temporaneamente, per sua scelta dal ruolo di CEO di Better.com. Al suo posto è subentrato Kevin Ryan, già chief financial officer dell’azienda. 

Better.com intanto ha contattato un revisore esterno per l’analisi dei comportamenti della leadership:

Il signor Vishal Garg ha fatto un passo indietro e si prenderà una pausa dalle sue responsabilità di ceo. Dobbiamo ancora fare parecchio lavoro“.

Chi è Vishal Garg

Nasce in India, la famiglia si trasferisce a New York, nei Queens, quando lui ha 7 anni. Studia finanza e affari internazionali, nel 2009 cerca di lanciare una sua società di investimenti ma fallisce lo stesso anno, inizia poi la carriera dirigenziale, fino alle posizioni di CEO. La sua storia è perfettamente statunitense, un ‘American Dream’, anche cucinata con un po’ di stereotipi. E’ lui stesso a presentarsi come l’indiano geniale con i numeri, il povero fattosi da solo con la fatica sui libri, ricalcando una favola che agli storytelling delle società da quotare piace tuttora tantissimo.

Licenzia in una zoomata di gruppo 900 dipendenti: ora è lui ad essere allontanato

Ma è una buona notizia?

Potrebbe essere veramente una buona notizia il suo allontanamento, se non ci fossero tanti particolari che remano nella direzione opposta. Prima di tutto i licenziati, che tali restano. Poi il suo “temporaneo allontanamento“, che sa tanto di “attendiamo che le acque si calmino“, e in internet le burrasche passano nel giro di pochi secondi. Infine, non dimentichiamo che parliamo di ‘modi’. Per molte persone ciò che conta è quanto si porta a casa a fine mese, ed essere licenziati in modi pacati o tremendi poco importa all’arrivo delle bollette.

Vogliamo poi parlare di come, paradossalmente, anche lo scandalo social sia un brutto indizio? La giustizia e le scuse arrivano solo se il problema diventa virale, se viene ripostato molte volte su canali social. La giustizia come risposta pubblica a un evento pubblico, tagliando le gambe e le speranze a una giustizia tra privati, meno social. La giustizia, poi, come tentativo a prescindere di rivendicazione, con internet che diventa una pattumiera per tutti i presunti torti subiti nella speranza che diventino virali e ripagati.

Però almeno c’è un precedente. Questo precedente potrebbe fermare (per alcuni secondi) il far divenire la freddezza di internet formalità. Essere updated, freschi e usare la tecnologia in voga non basta nel rapporto con le persone. Vederli solo attraverso uno schermo non rende i dipendenti degli avatar da trattare come in un video gioco. Avere una grafica del sito molto curata non restituisce le buone maniere tra umani. Le leadership nate sugli schermi digitali dovrebbero essere quelle con una disponibilità economica sufficiente per farne a meno di questi schermi. Mi spiace che Garg sia diventato simbolo di una pratica molto comune, ma ne è colpevole come altri, e probabilmente supererà senza troppi problemi anche questa tempesta.

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