L’affido dei bambini è il nostro futuro: Amici della Zizzi. Oggi vi vogliamo parlare degli Amici della Zizzi, associazione che si concentra sulla protezione e crescita di bambini a rischio. In Italia, come in ogni paese, si sprecano le storie di infanzie violate o disagiate. La creazione e l’aiuto verso le associazioni che di queste si occupano è fondamentale. La loro presenza nel tessuto sociale offre sia un ruolo di recupero e accoglienza che di prevenzione.

Cosa fanno gli Amici della Zizzi

Sono due i canali principali di azione: da una parte prestare aiuto alle famiglie in difficoltà, dall’altra accogliere nelle proprie strutture i minori in situazioni precarie segnalati da servizi sociali, tribunali e famiglie stesse. Nella pratica potremmo dire che la loro giornata e i loro compiti si dividono in:

  • Doposcuola: strutturato per esserci ogni pomeriggio nei periodi scolastici, da ottobre a giugno. Riescono a riunire oltre 20 bambini e ragazzi tra gli 1 e i 18 anni. Le ore passate nel doposcuola trascorrono tra giochi, attività ludiche e sportive, laboratori, sostegno scolastico e gite fuori porta. 
  • Casa estiva: situata a Orentano (PI), è la casa dove i ragazzi passano l’estate, i fine settimana e le ‘feste comandate’.
  • Mercatino: oggetti usati, vestiti, giochi, libri, soprammobili… tutto rivenduto al posto di essere buttato e trasformato in fondi per i bambini.

Come nasce Amici della Zizzi

Nasce da un bisogno, come nascono tutte le imprese che hanno cuore. In Italia contiamo migliaia di minori considerati “a rischio”, ma il numero delle famiglie disposte ad accoglierli non è invece sufficiente.

L'affido dei bambini è il nostro futuro: Amici della Zizzi

L’Associazione Amici della Zizzi nasce nel 1987 per volere di Riccardo Ripoli, in memoria della madre Anna Sofia detta “Zizzi”. Insieme a Roberta Filice, Riccardo aveva iniziato, l’anno precedente, a dare ripetizioni privatamente a bambini con disagio ma da subito nasce l’esigenza di fare qualcosa di più, accogliendoli con amore e sopperendo alle loro più importanti necessità.

Come vengono seguiti i minori. L’affido di minori in situazioni precarie è un atto che migliora il futuro

Il primo e certo obiettivo dell’associazione è accogliere senza se e senza ma. Il minore deve passare da una situazione di disagio, di precarietà, a un luogo di sicurezza, di incondizionata accettazione. Viene inserito in una rete di relazioni dove adulti esperti e altri minori interagiscono, ma per ogni nuovo arrivato viene organizzato “un progetto educativo individuale e personalizzato, in collaborazione con i Servizi Sociali, con le educatrici e con la psicologa, per guidarlo verso una graduale e sempre maggiore autonomia e abbandono di eventuali comportamenti problematici.

L’educatore si pone come figura autorevole, a connotazione affettiva, a cui il minore riconosce competenze oggettive e normative. Il sistema di regole alla base della vita di comunità costituisce il substrato per la creazione di occasioni di crescita e sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale del minore, più che come uno strumento educativo-coercitivo o di controllo del comportamento.

Vi invitiamo, quindi, a fare un giro sul loro sito, a pensare come aiutarli, a parlare di loro ad altre persone come stiamo facendo noi. Vi aiutiamo a capire, come loro hanno fatto con noi, che la parte più problematica della società è anche l’unico futuro che possiamo cambiare insieme.