“La via del Re”: la strada più antica del mondo. “La via del Re” per gli occidentali, Darb ar-Raseef, la ‘strada asfaltata’, più prosaicamente, per la lingua araba. Viene già menzionata nella Bibbia e sul suo percorso ha visto passare imperi, eserciti, popolazioni in fuga e in arrivo.

E’ forse una delle vie più antiche che l’umanità ricordi, forse la più antica. Attraversa da Nord a Sud gli altipiani centrali della Giordania, al confine della Siria e seguendo il corso del fiume Giordano. E’ la strada che ancora oggi unisce Petra alle rovine dell’impero bizantino. Sicuramente era già un’arteria di massima importanza nel periodo Nabateo, dal IV secolo a.C., ma le sue origini vanno quasi sicuramente fatte risalire all’età del ferro.

“La via del Re”: la strada più antica del mondo

Oggi le mappe la segnano semplicemente come “Highway 35”, ma proprio la Bibbia la indica come la strada che Mosè avrebbe chiesto di adoperare per portare fuori dall’Egitto il popolo israelita. Intorno alla striscia asfaltata odierna troviamo resti delle età edomita, nabatea, romana, bizantina e islamica, il tutto a suggerire che non fu mai abbandonata con lo scorrere degli imperi e dei millenni.

"La via del Re": la strada più antica del mondo

Proprio l’epoca romana, con ordine di Traiano (I secolo d.C.), la vide per la prima volta pavimentata, per permettere ai carri di nuova generazione il transito. La ribattezzò “Via Nova Traiana” per l’occasione. Sul rifacimento romano poi la percorsero i pellegrini, in cerca dei luoghi biblici come Gerusalemme, ma anche i musulmani per raggiungere la Mecca.

Da Ammam a Petra: un viaggio nel tempo

Oggi la Giordania offre vie molto più veloci per scendere verso Sud dalla capitale Ammam, ma quella che alcuni chiamano la King’s Highway è prima di tutto considerata un viaggio nel tempo.

Da Ammam si passa per uliveti, melograni in maturazione e filari di fichi d’india fino all’antica città di Madaba. Questa è tuttora una delle spine dorsali dell’agricoltura in Giordania, e Madaba lascia ancora intravedere la sua importanza di metropoli dell’epoca bizantina. Poco dopo iniziano i monti del racconto dell’Esodo biblico, e la tradizione li riconosce tutti.

Nel panorama desertico ci sono ancora le rovine degli accampamenti romani e dei rifugi monastici, un tempo circondati dalle coltivazioni di melograno.

Il castello nella città di Kerak, che divenne fortezza crociata, racconta del periodo medievale e dei luoghi del Saladino, qui vincitore e ancora glorificato. A 250 Km ci sarà Petra, oggi riverita come gioiello dell’umanità.

La cultura umana può essere anche letta in una strada.