La ‘scandalosa’ vita di Ethel Smyth (parte II). Ethel Smyth è stata un’anticonformista, bigotta, intrattabile, scandalosa, femminista e irripetibile compositrice. Come nella migliore tradizione, musica e vita si sono intrecciate e ognuna delle due ha portato disordine ed equilibrio nell’altra.
A inizio ‘900 è stata protagonista dei salotti più importanti di un’Europa che non esiste più. Amica di Virginia Woolf, amante della suffragetta Emmeline Pankhurst, attivista, radicalizzata e ideologizzata, finì anche in prigione. Attraverso tutti questi spintoni alla società, il vero filo conduttore fu sempre la sua musica.
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La ‘scandalosa’ vita di Ethel Smyth (parte II)
Ethel Smyth si sta godendo il suo successo conducendo la vita che ogni vittoriano vorrebbe. Molte relazioni e assoluta libertà, di comportamenti e composizione. Le sue opere fanno sempre più biglietti e Der Wald (La Foresta) nel 1903 le permette di essere la prima donna ad avere un’opera in scena alla New York Metropolitan Opera.
The Wreckers, il suo capolavoro
Considerato il capolavoro di Smyth, The Wreckers viene scritto nel 1902 ma viene eseguito pubblicamente solo 4 anni dopo a Lipsia. Narra la storia di una comunità timorata di Dio in Cornovaglia che vive di naufragi.
Simbolicamente viene rappresentata una Gran Bretagna isolata e isolazionista, moralmente e come usi. La Gran Bretagna, simbolo di sviluppo industriale, che ancora non può accettare i costumi sessuali ‘alternativi’, che disapprova in pubblico le condotte, e le attua in privato nei salotti benestanti.
“Un’opera femminista: parla delle donne e, in essa, loro trovano la loro voce. Il suo personaggio centrale, Thurza, cerca di liberarsi dal mondo limitato in cui è costretta a vivere. Smyth sovverte tutti i canoni classici della storia. Ha reso il cuore morale dell’opera ciò che di solito è marginale, un tipo di voce normalmente destinato ai ruoli di streghe/puttane/calzoni, e il soprano, Avis, è un personaggio davvero esuberante, non il classico trasgressore salvato da un principe azzurro.” (Still)
L’attivismo e la prigione
Nel 1910, a 52 anni, Smyth si unisce all”Unione sociale e politica delle donne’, partecipando attivamente alle manifestazioni per i lsuffragio femminile. Per due anni non scrive più musica, completamente assorbita dalla passione politica. Insieme a Emmeline Pankhurst si interessa in campagne per il voto e la sensibilizzazione, e nel 1911 riprende in mano gli spartiti ma solo per scrivere l’inno per La marcia delle donne, suonato il 21 gennaio 1911 in occasione della liberazione delle suffragette che erano state imprigionate durante una protesta dell’anno precedente.
Lo stesso anno, durante una manifestazione, rompono insieme a sassate le finestre della Houses of Parliament, vengono arrestatesono e detenute per due mesi, tra soprusi e sporcizie.
L’apoteosi e gli ultimi anni
Durante gli anni ’20, reduce dai capolavori di inizio secolo che l’hanno fatta conoscere agli appassionati, Smyth vive la sua apoteosi di celebrità. Nel 1922 diventa la prima donna a ricevere un titolo pubblico per i suoi contributi alla musica e alla pubblicazione, la prima compositrice donna ad avere un’opera in scena a Glyndebourne (esecuzione che si ripeterà nel 2019, quando Stephen Langridge assume il ruolo di direttore artistico a Glyndebourne e apre la stagione proprio con The Wreckers).
A 71 anni Ethel fa la conoscenza di Virginia Woolf, di 25 anni più giovane: “Non credo di essermi mai preoccupata mai di nessuno più profondamente“, scrive nel suo diario. Un’amicizia che durerà fino alla morte. “Quanto siamo diverse! Le nostre menti sono troppo, completamente e integralmente diverse: ecco perché andiamo d’accordo“.
Negli ultimi anni Smyth perde l’udito per una forma grave di acufene, e inizia a scrivere più che comporre. Lascia 10 tomi autobiografici prima di morire, a Woking, nel Surrey, nel 1944, all’età di 86 anni.