La ‘scandalosa’ vita di Ethel Smyth (parte I)

La 'scandalosa' vita di Ethel Smyth (parte I)

La ‘scandalosa’ vita di Ethel Smyth (parte I). Ethel Smyth è stata un’anticonformista, bigotta, intrattabile, scandalosa, femminista e irripetibile compositrice. Come nella migliore tradizione, musica e vita si sono intrecciate e ognuna delle due ha portato disordine ed equilibrio nell’altra.

A inizio ‘900 è stata protagonista dei salotti più importanti di un’Europa che non esiste più. Amica di Virginia Woolf, amante della suffragetta Emmeline Pankhurst, attivista, radicalizzata e ideologizzata, finì anche in prigione. Attraverso tutti questi spintoni alla società, il vero filo conduttore fu sempre la sua musica.

La sua musica oggi è tornata fortemente di moda. Chi sta scrivendo, onestamente, non sa quanto di questa ripresa sia dettato dalle battaglie femministe in voga in questi anni e quanto da una vera qualità musicale, il tempo lo saprà dire, ma noi siamo qui per ripercorrere una vita perlomeno singolare.

La 'scandalosa' vita di Ethel Smyth (parte I)

La battaglia con il padre e il conservatorio

Ethel Smyth nasce nel Kent nel 1858, in piena età vittoriana. La sua è una famiglia di classe medio-alta, suo padre è generale maggiore dell’artiglieria reale. Quando dalla figlia gli viene comunicato il desiderio di studiare musica si oppone. Ethel fin da piccola non è uno spirito facile: si barrica in camera per giorni senza mangiare e il padre, probabilmente sfinito più di lei, accetta. Lo studio della musica la appassiona totalmente e in pochi anni si trasferisce per studiare al Conservatorio di Lipsia, in Germania.

Già al conservatorio è in netta minoranza, e ancor di più sente questa condizione come oppressiva. Tra gli amici di studio trova Ciajkovskij, Dvořák, Grieg, fa la conoscenza di Brahms e Clara Schumann, ma non si sente accettata in quanto donna.

Uscita dal conservatorio inizia la gavetta, comune a tutti i compositori dell’epoca, solo che per lei le redazioni dei giornali e i critici sottolineano sempre un’eccessiva forza ed espressività che mal si confanno a una donna.

“(…) energica, rumorosa, virile, innaturale e sconveniente per una donna”

La carriera e i primi riconoscimenti

Nonostante le critiche, sono molti i direttori d’orchestra che riconoscono il suo talento e decidono di mettere in scena le sue composizioni. Inoltre dietro alla figura del “compositore donna” si stanno schierando molte musicologhe femministe dell’epoca, come Sophie Fuller ed Elizabeth Wood che contribuiscono a far evolvere le opere di Smyth.

Brani da camera, canzoni e grandi opere corali e orchestrali: nei primi anni del ‘900 la fama di Ethel cresce, e sempre di più viene anche chiamata come esponente di una musica “anti-maschilista”, presentandosi in scena vestita in giacca e cravatta in tweed e spesso insistendo su atteggiamenti e poetiche smaccatamente maschili.

Una vita privata “scandalosa”

Aveva alcune opinioni politiche molto forti di cui le piaceva fare spettacolo (…) aveva opinioni problematiche sulla razza e aderiva alla convinzione della superiorità dell’inglese bianco. (Probabilmente) ha reso la vita più difficile per le donne musiciste che seguivano i suoi passi. Smyth ha certamente costretto molti dei suoi critici a confrontarsi con i propri pregiudizi di genere, ma ha fatto poco per elevare o sostenere attivamente altre compositrici“.

Ethel Smyth nella vita privata è ingestibile. Sportiva alla moda, inesausta passa dall’alpinismo, al tennis, al golf. Sempre in giro con il suo cane, a casa si fa trovare dagli amici nei modi più strani, spesso ricevendoli in pigiama a letto oppure legata a un albero per correggere la sua postura da direttrice.

La sua lista di amanti riscuote grandi successi sulla stampa scandalistica e nel gossip delle città: Pauline Trevelyan, Lady Mary Ponsonby, Violet Gordon-Woodhouse, Winnaretta Singer, l’imperatrice Eugenie, Pankhurst, tutti nomi che se fossimo vissuti al suo tempo ci direbbero tantissimo, e che lasciano spazio a un solo nome maschile, Henry Brewster, amico filosofo e librettista di alcune delle sue opere. Da quest’ultimo, poi, passerà alla di lui moglie e alla cognata.

La 'scandalosa' vita di Ethel Smyth (parte I)

La vita di Smyth è la vita di un ricco gentleman tardo vittoriano (ahiloro per le tante femministe che in lei non trovano la giusta coerenza), alla ricerca di amanti ma anche di pregiudizi. Ancora di più lo sarà con l’arrivo del successo tanto atteso..

LEGGI LA SECONDA PARTE DELLA ‘SCANDALOSA’ VITA DI ETHEL SMYTH

Condividi:
Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Articoli Correlati
Poor Things (Povere Creature) è pornografia?

Poor Things (Povere Creature) è pornografia?

In molti paesi la pellicola è parzialmente censurata e alcuni parlano di "pornografia" gratuita. Sarà proprio così?
Street Art Australia

StraTour: Esplorazione delle meraviglie urbane e della Street Art in Australia 2°parte

L'articolo esplora il vibrante mondo della street art in Australia, evidenziando come il fenomeno sia diventato un punto focale culturale in diverse
street Art Australia

StraTour: Esplorazione delle meraviglie urbane e della Street Art in Australia

Questo movimento artistico, estremamente dinamico e variegato, si intreccia con la vita quotidiana, offrendo un'esperienza unica di scoperta e ammirazione in un
Fin Dac

Fin DAC: il poeta Visivo delle Metropoli, unendo arte urbana e fascino orientale

Quest'artista urbano ha lasciato il segno nelle strade di tutto il mondo, portando una prospettiva fresca e innovativa nell'arte contemporanea. Il suo
Torna in alto