La romantica e tragica vita di Lizzie Siddal: la modella più famosa della storia dell’arte (Parte 2)

La romantica e tragica vita di Lizzie Siddal: la modella più famosa della storia dell'arte (Parte 2)

Voi altri non ci crederete che creatura meravigliosamente bella ho trovato… È come una regina, magnificamente alta

E’ con queste parole, un pomeriggio d’inverno del 1849, che Walter Derevell spalanca la porta dello studio dove stanno dipingendo Dante Gabriel Rossetti e William Holman Hunt. Walter ha appena conosciuto Lizzie Siddal, quella che diventerà una delle più famose e riconoscibili modelle della storia dell’arte.

LEGGI LA PARTE 1 DELLA VITA DI LIZZIE SIDDAL

L’amore tormentato tra Lizzie e Dante

La storia d’amore tra Siddal e Rossetti è proprio quella che ci aspetteremmo in un romanzo un po’ trito. Con vere punte tragiche, per dieci anni rimangono tuttavia innamorati, ma Rossetti rifiuta di impegnarsi e non prende mai responsabilità. Lei fa largo uso di laudano e droghe varie, fino ad diventarne seriamente dipendente, mentre lui con la fama è sempre più infedele.

La carriera da pittrice

Nel 1854 anche Siddal inizia a dipingere. Il resto del gruppo guarda questa iniziativa come il capriccio di una piccola star della moda, ma la critica fin da subito si interessa ai lavori di Lizzie. E’ lo stesso Rossetti che le insegna le basi e fa vedere i suoi primi lavori ai conoscenti, come John Ruskin che la definisce un “genio”. Tuttavia, superato l’interesse iniziale, la critica comincia a snobbare e, a volte, denigrare il lavoro di Siddal. L’unico che continua a crederci è proprio Ruskin, a tal punto che le dà uno stipendio annuo di 150 sterline per permetterle di continuare a dipingere (il salario medio annuo dell’epoca si aggirava intorno alle 40 sterline).

Nel 1857 è l’unica artista donna all’Esposizione dei Preraffaelliti a Londra. Riesce a vendere un suo dipinto, Clerk Saunders (1857), a una collezionista statunitense, Charles Eliot Norton. Questo evento la rinfranca ma sembra solo essere una piccola luce nel buio.

La fuga

La salute di Lizzie è sempre stata cagionevole ma da qualche tempo sta peggiorando visibilmente. Le forze la stanno lasciando e, forse spaventata, decide di dare una svolta alla propria vita.

Rinuncia alla rendita da Ruskin e decide di lasciare Rossetti. Prende tutti i suoi risparmi e con una delle sorelle si trasferisce nella città termale di Matlock nel Derbyshire. Poi torna a Sheffield, città natale di suo padre, e resta a vivere con i suoi cugini. Dopo poche settimane si trova una piccola pensione e si iscrive alla Sheffield School of Art. Tutto quello che vuole è essere indipendente. Ha deciso che Ruskin e Rossetti l’hanno controllata per troppo tempo. Tutte le sue decisioni ruotavano intorno ai due ‘grandi artisti’ e lei ne era schiacciata. Una vita più anonima, uno studio accademico più regolare, relazioni meno complicate, ecco cosa vuole.

donna

Colpo di scena

Rossetti scopre in fretta dove si è traferita Siddal e le fa visita ogni tanto. Cerca di convincerla a ripensarci, cerca di riprendere il loro amore, ma a Lizzie iniziano ad arrivare alcune lettere da Londra. Gli amici la informano delle molte relazioni con altre donne di Dante, delle scappatelle e delle uscite, e a metà del 1858 Lizzie decide di chiudere la relazione per sempre.

Cosa abbia fatto Lizzie Siddal negli anni che seguono è un mistero. Ovvero non ne sappiamo nulla, ma possiamo immaginarla ritrovare la pace dell’anonimato. Continua a frequentare l’accademia, non ha praticamente più contatti con la capitale, non vede più le conoscenze di un tempo e la sua opera non compare in alcuna mostra.

Nel 1860, durante la primavera, arriva a Ruskin una lettera dalla famiglia di Lizzie. E’ ammalata gravemente, forse è arrivata la fine. Ruskin riferisce subiro a Rossetti che si precipita ad Hastings, nel Sussex, dove Lizzie è stata portata come convalescente. Arriva con una licenza di matrimonio già pronta e, in un giorno meno peggio degli altri, la sposa.

CONTINUA NELLA PARTE 3

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