La famiglia Nera, un’eccellenza vinicola italiana

Intervistare Simone Nera è stato come attraversare un ponte per esplorare il mondo dei vini in modo sincero e genuino. Sono stata accolta, ovviamente telefonicamente per la distanza chilometrica, con familiarità e simpatia nell’ attesa di incontrarci personalmente al Sano Festival fra pochi giorni 17-18 ottobre a Piuro (SO), dove saranno presenti con i vini della loro azienda.  

La passione del vino, dal 1940, inizia da Guido Nera viene tramandata a Pietro fino ad oggi con Simone e Stefano ed Angela ci può raccontare la vostra storia e la vostra crescita?

Il nostro papà Piero recitava spesso:” la Valtellina è il simbolo della laboriosità di una gente che si identifica col prodotto genuino della propria terra”.

Noi siamo stati fortunati ad avere un nonno come Guido e soprattutto il nostro caro papà. Siamo cresciuti in cantina ed in vigna, fin da piccoli 8/10 anni aiutavamo il nonno Guido durante le vacanze estive nelle operazioni di travaso dei vini, lavaggio dei barilotti di legno utilizzati per il trasporto o delle botti grandi per la maturazione e nel lavaggio delle bottiglie di vetro e molto altro.

Mentre in vigna eravamo attivi per la pulitura delle barbatelle, la sfemminellatura, la allegagione dei tralci, lo sfalcio dell’erba, i trattamenti con zolfo e rame (operazioni appunto svolte in estate) perché il nonno ci prometteva sempre come ricompensa i soldini per acquistare il ghiacciolo…ahimè mai visti.

Crescendo Stefano (1963) si è appassionato della terra, dei nostri vigneti e questo lo ha portato verso gli studi di enologia, oggi lui è l’enologo ed agronomo della nostra azienda agricola.

Mentre io, Simone(1964), seguendo prima il nonno e poi il papa’ Piero nella visita dei clienti ho intrapreso l’ attività commerciale ed amministrativa, ed Angela(1967) è la nostra responsabile amministrativa comprese tutte le fasi burocratiche della filiera della d.o.c.g.

Ad oggi siamo l’azienda vinicola familiare a conduzione diretta che possiede più vigneti di proprietà nelle zone classiche d.o.c.g. Sassella, Grumello, Inferno, Valgella, Valtellina superiore e Valtellina d.o.c. deteniamo la maggior produzione del vino Inferno (che è la zona più’ piccola). Le vendite sono rivolte prevalentemente al mercato locale, segue quello lombardo e nazionale. Abbiamo grosse soddisfazioni anche nei mercati esteri (Usa, Regno Unito, Giappone, Taiwan, Nord Europa, Svizzera, Belgio, Polonia, Paesi dell Est) dove ci vengono riconosciute: l’unicità’ del Nebbiolo delle Alpi e un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Vini che rispecchiamo la vostra cultura valtellinese e la cura per la vigna, con trattamenti virtuosi che tutelano l’ambiente, ci può parlare di come oggi coltivate le vostre terre?

La cultura valtellinese vuol dire rispetto per l’ambiente e per le persone che ci vivono e lavorano, noi abbiamo abbracciato questo pensiero nella nostra azienda.

Uno sguardo ai vini, quale considera il vostro vino “fiore all’occhiello”?

Come ho accennato possediamo vigneti in tutte le zone classiche del Valtellina, a prescindere dal vino sforzato, uno dei vini che prediligiamo è la denominazione Inferno, nelle sue varie declinazioni (Efesto, Riserva, la Martellina, al Carmine Riserva) poi il Cru Signorie Riserva, il Giupa Cru riserva vendemmia tardiva. Tutti i nostri vini rispecchiano in primis il DNA del Nebbiolo delle Alpi e poi la “spontaneità’ e la franchezza” del produttore.

Se si dovesse pensare fra 5 anni quali obiettivi avete per la crescita della vostra cantina?

I progetti sono differenti valorizzando in modo esponenziale l’attività di ospitalità con altri operatori. Sicuramente vogliamo valorizzare maggiormente il territorio, da parte nostra come viticultori reintroducendo vitigni autoctoni che in questi 30/40 anni son stati persi. Abbiamo già iniziato con la codifica di due nuovi cloni di chiavennasca) non abbiamo però l’intenzione di aumentare la produzione di uva, rimanendo fedeli alle pratiche enologiche “tradizionali”. Ad oggi stiamo utilizzando per le chiusure di diverse nostre bottiglie i “tappi tecnologici” NORMACORC sintetici bio, che svolgono una funzione di chiusura migliore dei naturali tappi in sughero, garantendo dei parametri di ossidazione calibrate a seconda della natura del vino.

Ringraziamo per la gentilezza Simone Nera che si è raccontato al nonsolowork  blog e per chi vuole conoscere ed esplorare  l’azienda www.neravini.com.

 

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