La bambina geniale: aperta a Londra la retrospettiva di Louise Bourgeois

La bambina geniale: aperta a Londra la retrospettiva di Louise Bourgeois

La bambina geniale: aperta a Londra la retrospettiva di Louise Bourgeois. Ha aperto il 9 febbraio la mostra di un’artista che amo particolarmente. Alla Hayward Gallery di Londra, fino al 15 Maggio, in esposizione i lavori di Louise Bourgeois, in quella che forse è la prima retrospettiva completa dell’artista venuta mancare nel 2010.

Biografia di una bambina geniale: Louise Bourgeois

Mi fa specie parlare della biografia di Louise Bourgeois, come fosse una persona che è invecchiata. Nella mia mente rimane una giovanissima bambina che ha voluto giocare con la tragedia della vita, incanalandola in una controllatissima immaturità.

Nasce il giorno di Natale del 1911 a Parigi. La sua famiglia ha un negozio di riparazione di arazzi e tappeti. Frequenta i corsi della École des Beaux-Arts della capitale francese come scultrice, e nel 1938 si trasferisce a New York per seguire la carriera. Il suo lavoro, potentemente europeo in una città in cerca di novità, la fa notare e apprezzare dalla critica, ma attira anche attenzioni non volute. Nel 1951 ottiene la cittadinanza degli Stati Uniti, ma anche il senatore Joseph McCarthy, in cerca di spie comuniste, crea un fascicolo su di lei.

La bambina geniale: aperta a Londra la retrospettiva di Louise Bourgeois

La nuova vita a New York

Nella capitale statunitense segue un percorso di ricerca molto libero, che la porta ad affiancarsi alle varie correnti sue contemporanee. Dal surrealismo parigino passa in breve alla sperimentazione dei materiali, in particolare del metallo, e la sua opera si definisce sempre più come “installativa” piuttosto che singolarmente scultorea.

Nei suoi interventi lo spazio è abitato sempre più dai rapporti tra oggetti. Il legame diventa il vero soggetto dello sguardo e ogni materiale non è più fine a una ricerca intrinseca ma fonte di suggestioni e memorie.

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Il successo internazionale

Nel 1992 ha il vero palcoscenico internazionale in Documenta, che la lancia nel mondo, alla quale segue la Biennale di Venezia del 1993.

Nella piena maturità artistica (o, potremmo dire, raggiunta la sua piena immaturità) i concetti di rapporti familiari diventano la vera linea creativa. Sesso, maternità, solitudine nel ricordo, si concretizzano in sculture che premettono il dialogo per esistere. Con grandi ragni scultorei esprime metaforicamente la presenza della madre nel mondo, che spesso custodisce gabbie di ricordi intrappolati, mentre in sculture che riproducono il membro maschile gioca con il tabù del non detto.

Nel 1997 Fondazione Prada a Milano inaugura la prima grande retrospettiva in Italia di Louise Bourgeois. Quest’ultima mostra diventa storica perché tocca opere che, fino a quel momento, venivano ritenute “minori”. La produzione tessile di Louise Bourgeois viene infatti rivalutata e acclamata, e un’intero settore della Fondazione detiene in modo permanente una sua stupenda installazione (da visitare!)

Nel 2007 è la Tate Modern di Londra a dedicarle una prima ampia retrospettiva per augurarle buoni 95 anni. La mostra gira per l’Europa, toccando anche il Centre Pompidou e la Mori Tower, a Tokyo. Nel 2010 Germano Celant le dedica una nuova retrospettiva a Venezia presso la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. Nello stesso anno la nostra artista decide di andarsene. Muore a New York all’età di 98 anni.

La bambina geniale: aperta a Londra la retrospettiva di Louise Bourgeois

La bambina geniale: aperta a Londra la retrospettiva di Louise Bourgeois

Louise Bourgeois. La bambina tessuta” è il titolo della mostra che ha aperto a Londra, alla Hayward Gallery, e presenta prevalentemente la ricerca a partire dal tessuto e dalle stoffe. 90 opere create in continuità con il vissuto del tessile, rimacinando all’interno di un linguaggio profondo materiali del ricordo quotidiano. La storia privata dell’artista che si è impressa in fazzoletti, tappeti, vestiti, come un’orma lasciata e inserita in un discorso.

A unire il tutto il lavorio dell’ago, che la riporta al laboratorio di famiglia quando era piccolissima.

Mi hanno sempre affascinato gli aghi, hanno un potere magico. L’ago serve a ricucire gli strappi. È una richiesta di perdono

Molte delle opere in mostra appartengono all’ultimo periodo di Louise Bourgeois, quando riprese le forme più semplici facendosi “perdonare” per essere stata adulta tanto tempo.

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