L’artista tedesco Johannes Heisig firma l’etichetta del Chianti Classico Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa 2018, e l’arte espressionista ci fissa e inquieta mentre mesciamo.

ANALISI DELL’OPERA DI HEISIG SUL VIGNA DOGHESSA

L’opera ritrae una sibilla piacevolmente infastidita da Dioniso: l’aria è carica di sensualità, la composizione divisa tra il chiaro di lei e l’uvaggio scuro di lui, saturo di vino.

Intorno i colori si fanno improvvisamente caldi, e c’è anche spazio per uno strappo rubato a Van Gogh, quasi a dirci che fuori, fuori dall’ebbrezza e dal vino, anche il mondo è cambiato, rivolto su se stesso.

Nella lussuria, Dioniso non sa più dove le labbra tese colgano, se nel bicchiere o tra i capelli profumati della musa. 

JOHANNES HEISIG

Johannes Heisig, 1953, è un esponente di quell’espressionismo che non mancherà mai nella cultura ‘prussiana‘, quell’impasto di materia e colori puri, tesi a caricare la realtà di espressione, mangiarla, maciullarla e riproporla al pubblico.

E così in lui troviamo le atmosfere cariche di Grosz, la trattazione della figura dei Die Brücke e la matericità di Nolde.

IL VIGNA DOGHESSA 

La bottiglia scelta è il cru più prezioso del parco vitato di Nittardi, a 450 metri sul livello del mare.

Dal 1981 si susseguono gli artisti che hanno collaborato alla creazione dell’etichetta (Guenter Grass, Dario Fo, Yoko Ono, etc.).

Ed ora, come sempre nella rubrica arte e impresa, ecco il link alla pagina del prodotto:

Casanuova di Nittardi