“It’s Corn”: la canzone che ha cambiato TikTok

"It's Corn": la canzone che ha cambiato TikTok

“It’s Corn”: la canzone che ha cambiato TikTok. Chi avesse più di 16 anni probabilmente non si è neppure accorto della settimana di fuoco (musicalmente e viralmente parlando) che c’è stata su TikTok. L’hanno definito il “Corn WeekEnd”, la “Corn-dipendenza”, il “Corntok” o “Cornweek”. Tutto nasce da un bambino e un’intervista. Quello che ci interessa è vedere un fenomeno che, con ogni probabilità, segnerà sempre di più il modo di comparire della musica contemporanea.

Cosa è successo?

C’è un video di Agosto, che sembra proprio banale. Si vede un ragazzino che parla di quanto sia buono il mais. L’intervista ottiene un certo successo per la felicità dell’intervistato nel descrivere il gusto del mais e viene vista dai The Gregory Brothers, musicisti, che la campionano e ne fanno un piccolo brano musicale, “It’s Corn” (‘E’ mais).

I Gregory Brothers non sono nuovi a questo genere di creazione: amano usare audio in tendenza sui social da campionare per metterle sulla loro pagina TikTok ‘schmoyoho’ e sul loro canale Youtube ufficiale. Sono anche i proprietari di Songify This, piattaforma dove puoi chiedere loro di campionare e creare canzoni con ogni audio trovato su internet.

Il 19 Agosto esce solo un piccolo momento dell’intervista sul mais campionato, ma ha talmente successo che fanno immediatamente l’intera intervista.

Il finimondo social: la “corn week”

Scoppia il finimondo su Tik Tok. Tutti usano questa canzone per fare qualunque cosa. Schiere di utenti se ne dichiarano dipendenti e la rilanciano milioni di volte. I Gregory Brothers si affrettano a dichiarare che divideranno i diritti d’autore con l’autore del video originale, Recess Therapy, e con Tariq, il ragazzino protagonista (mossa obbligata: davanti a questa onda è un attimo creare anche un odio incontenibile).

Per una settimana intera tutto Tik Tok, ormai vero colosso dei social, consuma ogni possibile utilizzo dell’audio che occupa pesantemente il traffico. L’hashtag “#itscorn” vede confluire una intera comunità che sbraccia per essere parte di un movimento istantaneo.

“It’s Corn”: la canzone che ha cambiato TikTok

C’è poi chi si è lanciato ad analizzare il perché di questo istantaneo successo, ricercandolo nelle parole, come fosse una canzone nel classico modo di dire. Ma è tempo perso, basta leggerle per capire che non c’è nulla sotto:

“mi piace molto il mais
cosa ti piace del mais?
è mais!
un grosso grumo con le manopole
ha il succo
non riesco a immaginare una cosa più bella
è mais
posso dirti tutto
intendo
guarda questa cosa
e poi quando l’ho provato con il burro
tutto è cambiato
(…)”

Un fenomeno che ancora spieghiamo poco, ma che va osservato

Tik Tok non è nuovo a questo fenomeno, ma una portata così grande di consenso su una cosa, diciamolo pure, tanto insignificante ha stupito tutti.

Per chi è giunto fino a questo punto della lettura, non abbiamo spiegazioni convincenti. E’ di certo un modo di fare contenuti di intrattenimento sempre meno legati a una poetica autoriale, e sempre più in balia delle tendenze. Guardare accadere questi fenomeni social ci indica due direzioni: da un parte la volontaria soppressione di ogni senso condiviso e l’inutilità di voler esprimere qualcosa di più profondo del semplice apparire del consenso; dall’altra l’inesausta necessità di essere parte di qualcosa per sfuggire alla solitudine e alla invisibilità.

I contenuti musicali, in tal senso, saranno sempre più progettati per riempire un vuoto di consenso più che un vuoto d’anima. In altre parole, sentendo un brano, l’utente sempre di più si chiederà “come esprimerà me stesso” invece di “come ha espresso me stesso“. E’ un notevole cambiamento se ci pensate!

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