ISI: un indicatore per investire solo nei progetti ecosostenibili. Si chiama ISI, acronimo per ‘indicatore di sostenibilità dell’investimento‘, è stato ideato da Ener2Crowd.com e serve per capire quanto un nostro investimento aiuta effettivamente realtà sostenibili e green.

Ener2Crowd: chi sono e cosa fanno

Ener2Crowd è una piattaforma italiana che conduce il visitatore verso le imprese più green sulle quali investire. Recentemente è stata anche selezionata dalla Banca d’Italia tra le 21 soluzioni inviate da 25 Paesi europei per la sfida della finanza green e sostenibile. Il loro lavoro e impegno si basa sul selezionare progetti e realtà che superino rigide analisi. Nella piattaforma è presente un sistema di calcolo che viene attribuito attraverso un rating (A+, A, B+, etc) ad ogni progetto, “l’EnerScore”.

L’investitore che si collega alla piattaforma trova il progetto giusto e investe solo in realtà imprenditoriali che credono nel benessere del pianeta. Ogni progetto è descritto e la sua analisi è proposta all’investitore che vedrà rimborsati gli interessi e il capitale investito.
Sulla dashboard personale si potranno poi seguire i progressi dell’investimento, e i capitali verranno dedicati in parte sempre a progetti che diminuiscano le emissione di CO2 ed aiutino a combattere il cambiamento climatico.

ISI: un indicatore per investire solo nei progetti ecosostenibili

ISI: un indicatore per investire solo nei progetti ecosostenibili

L’Indicatore di Sostenibilità d’Investimento (ISI) è un indice creato ad hoc da Ener2Crowd per indicare agli investitori quali progetti sostenere per rimanere attenti alla sostenibilità anche nel reparto finanziario.

L’indicatore analizza ogni realtà su base annuale, attraverso i capitali raccolti e la loro allocazione, la tipologia degli investimenti realizzati, l’ammontare dei flussi di cassa impiegati per acquistare, mantenere o implementare immobilizzazioni operative e i benefici ambientali generati.

Le iniziative che vedono un ISI alto solitamente hanno sostituito le fonti fossili con impianti per l’energia rinnovabile, oppure hanno implementato l’efficientamento energetico.

Grazie a questi dati riesce a rilasciare un rating di sostenibilità. Questo valore calcola la quantità ideale totale di emissioni di CO2 che un’iniziativa green debba contribuire a ridurre per ogni euro ricevuto.

I valori ISI riscontrati

Le valutazioni sono già in circolo e l’ISI sta diventando un fattore importante di presentazione del progetto ai vari investitori. In Italia, mediamente, si ha un valore pari a 13,46 kg di CO2 per Euro speso.

Questo significa che la nostra economia deve quasi dimezzare (-44%) i propri impatti ambientali in termini di emissioni di CO2. Maggiore sarà la crescita economica, maggiore dovranno essere i nostri sforzi per ridurne la carbon intensity e rispettare gli obiettivi che ci siamo dati come Paese. Creare una finanza green, partecipata e condivisa al servizio della green economy è fondamentale per alimentare la macchina trasformativa“ (Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowd.com).

ISI come nemico del ‘greenwashing’

Questo indicatore si rivelerà nel tempo sempre più importante. Le azioni di greenwashing intraprese da moltissime realtà imprenditoriali (ovvero una pratica di marketing già presente dagli anni ’70, che costruisce un’immagine ingannevolmente positiva del progetto sotto il profilo dell’impatto ambientale per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri effetti negativi per l’ambiente) puntano proprio su belle parole e concetti, ma poca reale pratica sostenibile.

Queste realtà investono capitali che potrebbero far bene all’ambiente in comunicazione falsa. Un parametro indipendente e, per quanto possibile, oggettivo è necessario agli investitori coscienziosi.

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