Isabella Seragnoli tra le 20 più ricche d’Italia

Isabella Seragnoli tra le 20 più ricche d'Italia

Isabella Seragnoli tra le 20 più ricche d’Italia. Il 2022 la incorona come una delle donne più ricche d’Italia, direttamente nella TOP 20. Oggi scopriamo chi è Isabella Seragnoli, capo d’industria, ovviamente filantropa, donna che si muove nei capitali.

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Isabella Seragnoli tra le 20 più ricche d’Italia

Secondo Forbes Italia il suo patrimonio attuale si aggira intorno ai 2,8 miliardi di dollari. Isabella Seragnoli è a capo di Coesia, gruppo specializzato in prodotti industriali e di packaging con sede a Bologna.

Nasce a Bologna il 23 Dicembre 1945. La sua non può essere definita veramente una storia dal basso: appena uscita dal liceo classico viene accolta a lavorare nel gruppo industriale di famiglia. Coesa, importantissima realtà imprenditoriale bolognese, viene fondata nel 1928 e vede la propria crescita soprattutto nel primo dopoguerra con il padre di Isabella, Enzo, insieme al di lui cugino, Ariosto Seragnoli. L’entrata nel gruppo industriale le consente comunque di continuare gli studi, fino al conseguimento del diploma in Economia e Merceologia degli Alimenti alla Facoltà di Economia dell’Università di Bologna, seguito dalla laurea in Dietistica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Chieti.

Ma la carriera di studio è comunque da affiancarsi alla ‘scalata’ all’interno di Coesa che, nel 2002, la porta finalmente alla carica di Presidentessa e unica azionista del gruppo. Coesa è oggi composto da 21 aziende, 83 impianti produttivi e 8.500 collaboratori con un fatturato da 1,76 miliardi di euro nel 2020.

Non solo a capo del gruppo: la difficoltà è mantenerlo il successo

Questa è una biografia che, forse, molte di noi troveranno scontata. La figlia del capo che diventa capo. Vero! Ma non dimentichiamo neanche che non tutto ciò che luccica è oro. Per questo abbiamo comunque scelto di scriverne qui, su un portale che parla di donne che stanno cambiando le cose.
Non solo ci sentiamo di dire che, una volta ereditata una realtà imprenditoriale, il difficile è mantenerla, ma aggiungiamo che ancora più difficile è farne uno dei gruppi più potenti, più potente ancora di come apparisse alle generazioni precedenti. Non mancano neanche le cronache di divisione degli assetti ereditari, che anni fa hanno visto il gruppo a rischio divisione tra Isabella e i cugini. Ecco, noi vogliamo qui far emergere la forza di una donna che ha saputo nella sua vita rinsaldare un potere e farlp accrescere.

La sua attività, a riprova di ciò, è presto diventata anche puramente finanziaria. E’ infatti presidente di B. Group S.p.A., società di investimenti nel private equity, e di Mais S.p.A., società finanziaria e holding di partecipazioni in società industriali e finanziarie. I suoi capitali sono sempre messi in discussione e possiamo dire che ci vuole talento per questo!

L’attività filantropica a fatti, non parole

C’è poi anche un’intensa attività filantropica, anch’essa ereditata dalla famiglia. In particolare la famiglia Seragnoli ha sempre avuto un’attenzione al sostegno di attività socio-sanitarie e medico-scientifiche. Grazie a loro sono nati l’Istituto di Ematologia e Oncologia Medica “Lorenzo e Ariosto Seràgnoli” del Policlinico S.Orsola di Bologna, il Reparto di Oncologia ed Ematologia Pediatrica L. Seràgnoli del Policlinico S. Orsola o l’Hospice Maria Teresa Chiantore Seràgnoli, centro di assistenza gratuita per pazienti oncologici non guaribili, per citarne alcuni.

Isabella Seragnoli tra le 20 più ricche d'Italia

Nel 2003 ha anche fondato una propria realtà verso il sociale, la Fondazione Isabella Seragnoli, anche quest’ultima votata al fondare luoghi di cura e accoglienza. Tra gli altri possiamo ricordare la Residenza Gruber, per la riabilitazione psico-nutrizionale e l’Hospice presso l’Ospedale Bellaria.

Perché abbiamo voluto parlare di Isabella Seragnoli?

Ecco di nuovo questa domanda. Su NonSoloWork le donne delle quali parliamo spesso hanno fatto molto partendo da pochissimo, oppure sono guerriere per parificare i diritti delle donne. Isabella Seragnoli, pur con tutte le qualità che dimostra, non rientra perfettamente in questo schema. Allora perché ne abbiamo parlato?

Secondo noi la vera forza di Isabella è stata rimanere saldamente ancorata al proprio territorio. Tutto di lei parla di Bologna, ha creato una ‘riconducibilità’ attorno alle sue attività. Si è comportata seguendo le orme di un’imprenditoria che non ha fatto a tempo a diventare anche delle donne prima di scomparire. Di lei possiamo dire molte cose, ma quando si parla “di fattidobbiamo darle ascolto.

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