Frutto della combinazione di capacità innovativa e abilità imprenditoriale, Illumia a Bologna dimostra che investendo nell’energia è possibile costruire il futuro.

Illuminare il cambiamento

La storia dell’azienda bolognese Illumia racconta di diverse forme di energia, non solo quella che illumina le nostre case. È una storia di contaminazione, cambiamento, innovazione e grande generosità. Non a caso la citazione scelta per spiegare brevemente lo spirito di quest’impresa rivoluzionaria riprende le parole con cui Maradona afferma: “I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli”. 

Fondata nel 2006 da Francesco Bernardi, ingegnere nucleare ed ex consulente per Eni e Iri, col primo nome di DSE – Defurco Swiss Energy, segue di soli tre anni l’avvio del processo di liberalizzazione del mercato elettrico in Italia. Una mossa a primo acchito azzardata, ma che si è rivelata nel tempo vincente se si considerano i 300 mila clienti in tutto il mondo e un fatturato pari a 950 milioni nel 2018.

Un’esperienza emozionale

Le ragioni del suo successo? Senza dubbio sono nella scelta di affrontare continuamente sfide coraggiose carichi di quella che definiscono “energia positiva”. Ma anche lo spazio dato ai giovani – basta pensare che l’età media dei 200 dipendenti è di 33 anni – e la capacità del fondatore di abbracciare il cambiamento, anche facendosi da parte.

Nel 2017 Bernardi, nonostante ancora perfettamente in grado di guidare la sua creazione, ha preferito lasciarla nelle mani dei tre figli: Marco, l’attuale presidente, Matteo, CEO dell’azienda e Giulia impegnata come responsabile risorse umane. Una decisione che ha molto a che vedere con la sua capacità visionaria e la consapevolezza che l’innovazione necessita di forze giovani, abili a interpretare e seguire il ritmo e le necessità del mercato.

Mentre l’inesauribile energia di papà Francesco è tutta rivolta all’avvio di un nuovo progetto. Emotional Experience, una startup dedicata questa volta al potenziamento del settore culturale.