Il corpo nudo e censurato sui social. Ci son cascati di nuovo! Ancora una volta i social più popolari scambiano arte per pornografia e, per l’ennesima volta, censurano i nudi della storia artistica.

Già abbiamo visto in più articoli come la censura, soprattutto attraverso i social, diventi miope: i musei del mondo rifiutano l’aiuto di PornHub (LEGGI L’ARTICOLO), allo stesso modo vengono censurare opere storiche di Mirella Bentivoglio (LEGGI QUI), per poi scoprire che i censori sono i primi fautori di strategie smaliziatamente filo-violente (LEGGI L’ARTICOLO SULLO SCANDALO DEI “FACEBOOK PAPERS”).

Stavolta è toccato ai musei di Vienna.

L’Ente del Turismo di Vienna sbarca su Onlyfans.com

Facebook, Instagram e TikTok hanno ripetutamente censurato la comunicazione istituzionale dell’Ente del Turismo della capitale austriaca. Con la riapertura dei musei cittadini si sono volute mettere in rete le immagini dei quadri secessionisti, fiore all’occhiello delle collezioni viennesi, e non solo. Egon Schiele, Richard Gerstl, Koloman Moser e Amedeo Modigliani non sono proprio riusciti ad avere la meglio sull’algoritmo dei social. I loro nudi sono stati tutti censurati giorno dopo giorno.

L’Ente ha allora deciso di prendere una decisione drastica (ma furba): la comunicazione istituzionale ha abbandonato i social più conosciuti ed è sbarcata su Onlyfans.

Per chi non conoscesse quest’ultimo, si tratta di un sito usato ormai quasi solamente per contenuti adulti. In questa piattaforma ogni creator può caricare materiale audio-video liberamente e, pur non essendo nato con una esplicita vocazione pornografica, ad oggi è riconosciuto come meta prediletta per abbonarsi alle star dell’intrattenimento erotico.

Su Onlyfans l’Ente del Turismo di Vienna ha potuto caricare liberamente tutte le immagini di nudo e far direttamente prenotare i visitatori. Al Guardian, Helena Hartlauer, portavoce dell’Ente, ha detto che è diventato impossibile fare comunicazione sui social più popolari se si vuole affrontare autori come Modigliani o Rubens.

Il corpo nudo e censurato sui Social

Ci sono moltissimi motivi pratici e di assunzione di responsabilità che impediscono al nudo di circolare sui social più diffusi. Gli errori (in verità sempre più presenti) nello scambiare l’arte con la pornografia possono poi essere spiegati con i limiti di un algoritmo che non sa ancora differenziare le due cose.

C’è però qualcos’altro, di più fisiologico, che ci parla della difficoltà nel far ‘penetrare’ un corpo nudo nella comunicazione social.

I contenuti fortemente sessualizzati, infatti, sono di casa su queste piattaforme, basta che non mostrino parti specifiche del corpo nude. I controlli sulla maggiore età di chi ammicca davanti alla camera con balletti sexy e outfit minimi sono praticamente inesistenti, così come mancanti sono i controlli sull’uso simbolico degli emoji, che negli anni hanno creato un vero e proprio lessico sessuale parallelo.

Il problema rimane proprio il corpo nudo o, per meglio dire, il corpo denudato.

Phaidon Lucian Freud publication | House & Garden

Il corpo denudato e censurato sui social

Il corpo denudato riporta la vista a un momento precedente, nel passato. L’occhio guardandolo premette un denudamento, un tempo nel quale il corpo era vestito. L’occhio viene calato in una dinamica precedente all’immagine, entra in un movimento durante il quale il corpo ha esibito la propria intimità, rivelata allo spettatore.

Il corpo vestito ma sessualizzato, invece, trasporta l’occhio in un tempo futuro, quello del desiderio. Lo spettatore è stimolato a desiderare l’esibizione dell’intimità, che nell’immagine non è ancora avvenuta. L’occhio, sui social, viene stimolato a desiderare, a consumare l’immagine successiva nel desiderio che sia sempre in crescendo. Il corpo sessualizzato ma vestito ci fa scorrere verso la prossima immagine.

Il corpo denudato è invece l’ultima immagine, la rivelazione dove si può trovare la fine dello scorrimento. Il corpo nudo o denudato (per l’algoritmo non cambia, e anche in questo sta il suo fraintendere tra arte e pornografia) è uno dei luoghi dove terminano i “threads” di contenuti, perché il desiderio viene premesso e manifestato.

I social, come piattaforme che stimolano il riproporsi continuo del desiderio, sono intimamente inadatti al corpo nudo perché contrari a una qualsiasi soddisfazione dell’utente.

Il corpo nudo e censurato sui social

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