Riflessioni sul Coronavirus, crisi o opportunità?

Il Coronavirus è stato imprevedibile per tutti noi anche se  fa parte di un disegno preciso studiato diverso tempo fa.

 

In questi giorni sono molte le riflessioni che sto facendo e credo di non essere l’unica.
Il Coronavirus è stato imprevedibile per tutti noi anche se  fa parte di un disegno preciso, studiato diverso tempo fa.
Ho guardato molti giornali, visto video su Youtube per poter capire cosa stesse realmente succedendo.
Mi sono informata sulle statistiche delle influenze negli anni scorsi,  che differenza c’è fra questo virus e l’influenza. Ho visto i tassi di mortalità degli altri virus e confrontato dati un pò ovunque.
Valutato le risorse nella prevenzione e ho osservato cosa si sta muovendo nelle persone a me più vicine  e poi anche in quelle casualmente incontrate a far la spesa o per strada.

Sul lavoro l’incertezza, lo sconforto, il blocco a causa di non potersi incontrare, telefonate allarmate e preoccupate che non portano che ulteriore pesantezza ma non a me.

Ho continuato ad ascoltare cosa mi stava circondando e poi ho fatto silenzio nella mente e ho sentito quella voce a me profonda, fuori dal vortice del quotidiano e una sensazione di pienezza si è fatta avanti nella parola “speranza”. 

Non tollero l’allarmismo che stanno facendo perché frutto di un precisa strategia, la paura è quella che veramente ammazza, molto più del virus. La paura è come un fantasma che agisce in modo subdolo, manda continui pensieri forvianti dalla realtà e crea degli scenari orrendi perchè non si veda via d’uscita. E così andiamo verso la deriva appesantiti dai problemi economici. 

Sveglia, non è così! Informiamoci prima di deprimerci e cominciamo a fare azioni differenti. Forse dobbiamo cambiare il modo di lavorare e allora? Si cambia se questo è necessario per una giusta evoluzione anche nella nostra realtà lavorativa.

Chiediamo aiuto e sosteniamoci , invece di fare delle “isole umane”, tanto non andiamo da nessuna parte e seppur con le dovute precauzioni non rinunciamo a ciò che amiamo fare, quello che sta avvenendo è una grande possibilità.

E chiudo con una citazione di A. Einstein: “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.  Da Il mondo come io lo vedo (1931)

 

 

 

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