I robot volanti di Anicka Yi alla Tate Modern: da vedere e capire. Fino al 16 Gennaio 2022, alla Tate Modern di Londra, più precisamente nello spazio Turbine Hall, sarà visitabile una mostra imperdibile per capire l’estetica di un tempo. Anicka Yi presenta IN LOVE WITH THE WORLD.

Yi ha preparato dei giganteschi robot volanti, in grado di spandere profumo mentre passano sulle teste degli spettatori. L’idea è quella di creare un ‘biosistema’ ispirato alle forme oceaniche.

Sono presenti due tipi di robot intelligenti, che sanno percepire spazio e visitatore. In traduzione li possiamo chiamare aerobi. Sono sfere fluttuanti che l’artista newyorkese Anicka Yi ha chiamato Planulae (pelose e bulbose) e Xenojellies (con tentacoli). Le forme richiamano essere come meduse, polpi, funghi.

Per volare sono riempiti di elio e stabilizzati e mossi da rotori a batteria. Il museo diviene un ecosistema al quale partecipa anche il visitatore.

La tecnologia dietro i robot di Yi

Le forme che lo spettatore incontra sono semplici, minimali. Eppure la tecnologia che sostiene il progetto è molto specializzata. Ogni elemento è dotato di un software che fornisce una traiettoria di volo non ripetibile. Il movimento cerca di riprodurre i processi complessi e imprevedibili della vita naturale. Gli stessi codici li vediamo utilizzati in molte animazioni ed effetti visivi.

I robot reagiscono allo spazio e alle persone che li circondano, oltre che agli altri esemplari fluttuanti, attraverso sensori elettronici: questi segnali li influenzano anche come gruppo e creano vere interazioni e schemi di ‘sopravvivenza’.

Come la danza di un’ape o la scia di profumo di una formica, gli aerobi comunicano tra loro in modi che non possiamo capire” (Tate Modern)

Probabilmente noi spettatori non possiamo capirli, sarei più scettico sugli analisti che li hanno creati… però, come ogni dichiarazione pubblica, suona bene!

I robot, infine, nel loro girovagare spandono profumi. Questa delicatezza, oltre a dare livelli sensoriali immersivi, ricorda allo spettatore la connessione diretta, penetrante, che tutti abbiamo con il nostro ambiente. Anche quando usciremo dalla Tate saremo intrisi dell’oceano di Yi.

I profumi sono ispirati alla storia dell’area di Bankside che circonda la Tate Modern. Includono profumi marini del periodo Precambriano (il più antico nella storia della Terra), odori di vegetazione del periodo Cretaceo (da circa 145 milioni a 66 milioni di anni fa), i profumi delle spezie che venivano usati nella speranza di contrastare la peste nera durante il XIV secolo e l’odore di carbone e ozono della rivoluzione industriale.

Il messaggio di Anicka Yi alla Tate Modern

 robot volanti di Anicka Yi alla Tate Modern: da vedere e capire

L’artista Anicka Yi da sempre vede nell’aria l’elemento legante della reciproca sopravvivenza e del reciproco cambiamento. Da anni le sue opere sono strutture meccaniche ed elettroniche che ‘inflatano’, si riempiono d’aria per restituirla leggermente contaminata da profumi, da movimenti. Lei, forse, aggiungerebbe “da consapevolezza”.

Contemporaneamente Yi usa i suoi aerobi per mettere in discussione le idee sull’intelligenza e la nostra convinzione del cervello come unico suo trasmettitore.

La maggior parte dell’IA funziona come una mente senza corpo, ma gli organismi viventi imparano così tanto sul mondo attraverso i sensi (…) La conoscenza che emerge dall’essere un corpo nel mondo, che interagisce con altre creature e ambienti, è chiamata intelligenza fisica. E se l’IA potesse imparare attraverso i sensi? Le macchine potrebbero sviluppare le proprie esperienze del mondo? Potrebbero diventare indipendenti dagli umani? Potrebbero scambiare intelligenza con piante, animali e microrganismi?

L’importanza di Yi per comprendere un’estetica contemporanea

 robot volanti di Anicka Yi alla Tate Modern: da vedere e capire

Non ha paura di rendere quelle cose che non ci piace vedere ogni giorno il centro di una mostra

Forse non è un caso che la carriera di Yi come artista inizi verso i suoi 30 anni, a fine anni ’90. Non ha timore nel dire che furono i suoi problemi intestinali a portarla a una certa consapevolezza nella ricerca artistica: i batteri, i virus, un’intero microcosmo che al contempo la contaminava e, con ciò, la rendeva viva.

Penso che l’odore apra un potenziale incredibile e totalizzante per l’arte. L’odore altera le nostre sostanze chimiche. Modella i nostri desideri. Può anche farci ammalare gravemente. Ci sarà sempre rischio biologico, rischio sociale, quando si parla di aria

Il pericolo del cambiamento, della malattia, come forma base dell’interazione. Negli anni entra poi la fascinazione per le macchine e l’intelligenza artificiale. Questi organismi dei quali temiamo distopiche rivolte o già avvenuti sorpassi.

Per Yi siamo ancora a un punto in cui poter creare “macchine gentili”, strumenti che si rendano sempre conto dell’importanza dell’interazione con ciò che è altro, non solo a fine analitico, ma a fine di reciproca crescita per sperare in un ecosistema comprensivo.

Questi due pericoli, paure, distopie, comunque li chiamiamo, stanno influenzando il nostro modo di pensare. Il contagio batterico e la paura delle macchine hanno imposto una contemporaneità diversa.

Ruolo dell’artista è anche sondare l’estetica della contemporaneità, riuscire a creare forme dalla paura, rendere visibile gli interspazi che esistono tra le necessità.

Yi ci presenta le nostre paure sublimate in forme cristalline, cambiate e rese possibilità.

 robot volanti di Anicka Yi alla Tate Modern: da vedere e capire

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