Hormuz: “l’isola arcobaleno” che i turisti ancora non conoscono. E’ l’isola dei colori, un diamante, rubino, zaffiro incastonato nel nostro pianeta. Ruscelli color ocra, spiagge color cremisi e grotte di sale cangiante, l’isola di Hormuz in Iran è meta di poesia e di geologi da tutto il mondo.

Hormuz: “l’isola arcobaleno” che i turisti ancora non conoscono

Hormuz: "l'isola arcobaleno" che i turisti ancora non conoscono

L’isola si trova a 8 km dalla costa iraniana nelle acque del Golfo Persico. Non è, naturalmente, un’isola dalla formazione usuale. Si ipotizza che ai margini del Golfo Persico vi fossero spessi strati di sale sedimentato fino a centinaia di milioni di anni fa. Questi strati si sarebbero a poco a poco scontrati e intercalati con sedimenti vulcanici ricchi di minerali, causando la formazione della massa continentale colorata.

Negli ultimi 500 milioni di anni, gli strati di sale sono stati sepolti in profondità da strati più giovani di sedimenti vulcanici. Poiché il sale è galleggiante, nel tempo, è aumentato attraverso le crepe nelle rocce sovrastanti per raggiungere la superficie e formare cupole di sale” (Dottor Goodenough).

A pochi chilometri sotto la superficie del Golfo Persico vi sono infatti centinaia di cupole di sale che si sono inserite nelle stratificazioni. La differenza è che Hormuz è riuscita nel tempo a emergere in tutti i suoi scintillanti colori.

Hormuz, anticamente Ormus, in farsi هرمز, è infatti una cupola di sale a forma di lacrima che compare nel mare. E’ composta da strati di scisto, argilla e rocce vulcaniche ricche di ferro. Questo offre agli occhi un panorama inattendibile, da pianeta di fantascienza: sfumature di rosso, giallo e arancione, viola improvvisi fino a blu cerulei a causa degli oltre 70 minerali trovati. Quasi ogni centimetro dei 42 chilometri quadrati dell’isola di Hormuz racconta una storia di colori e tempo.

Hormuz: “l’isola arcobaleno”

Hormuz: "l'isola arcobaleno" che i turisti ancora non conoscono

Da anni Hormuz viene anche chiamata “isola arcobaleno”, perché sono i colori la vera singolarità dell’isola, ma come in ogni cosa della natura, ciò che vediamo è più ricco di ciò che pensiamo. La terra rossa, la gelack ovunque presente a formare vere montagne, è causata dall’ematite, un ossido di ferro prezioso per scopi industriali ma anche fondamentale nella cucina locale.

Quest’isola è in verità anche un’isola di spezie, di odori e sapori. Ad Hormuz si cammina sui sensi.

La terra rossa è usata come salsa e viene spalmata sulla focaccia. Oltre ai suoi usi culinari, la terra rossa è anche usata dagli artisti locali, tintoria, creazione di ceramiche e cosmetici“.

Nel sangue degli abitanti dell’isola scorre l’isola stessa.

La Dea del Sale

Hormuz: "l'isola arcobaleno" che i turisti ancora non conoscono

Nella parte occidentale dell’isola c’è una spettacolare montagna di puro sale. La chiamano “Dea del Sale”. Al suo interno corrono grotte taglienti e dai riflessi inattesi e brillanti. Si crede possieda il potere curativo di assorbire e rilasciare qualsiasi energia negativa. Camminarvi all’interno a piedi nudi è quasi un rito di purificazione.

Poco lontano c’è la Rainbow Valley, terreni particolarmente multicolori tutti insieme: rosso, viola, giallo, ocra e blu. Qui, in pochi metri quadrati, si possono vedere ammassate ere geologiche, stratificazioni, concrezioni che creano forme e disegni fatti per stupire.

Pochissimi turisti!

Questa isola è forse uno dei posti più incredibilmente adatti all’era contemporanea, della foto compulsiva. Eppure viene tenuta riparata, quasi nascosta. Secondo la Ports and Maritime Organization of Iran, solo 18.000 visitatori sono venuti nel 2019.

Hormuz: "l'isola arcobaleno" che i turisti ancora non conoscono

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