George Miller Joji: passeggiata nella vita del più influente e sconosciuto artista degli ultimi 10 anni. Farà storcere il naso a molti, ma George Miller (Joji) è stato al passo coi tempi molto più di tanti pensatori e artisti contemporanei, eppure da intere generazioni è completamente sconosciuto o ignorato. Molti di noi non sanno neanche di averlo già visto, per caso, per noia o per meme. Nel 2013 tutto il mondo occidentalizzato faceva l’Harlem Shake, un video dove improvvisamente una tranquilla combriccola si trasformava in un gruppo di mascherati in vena epilettica. In quel video, a idearlo, a dirigerlo, a parteciparvi, c’era già lui, in tutina aderente rosa.

George Miller Joji: passeggiata nella vita del più influente e sconosciuto artista degli ultimi 10 anni

Una scarna biografia di George Miller

‘Scarna’ perché George Miller ha capito presto che per fare il suo percorso non doveva essere troppo riconoscibile, non doveva dare biografie al pubblico. Della sua vita privata ha sempre parlato poco. Sappiamo che è nato a Osaka nel 1992, padre australiano e madre giapponese. Sappiamo che si diploma nel 2012 alla Canadian Academy e nel 2014 studia al college di Brooklyn, New York.

La nascita del canale YouTube

Miller crea DizastaMusic nel 2008, che si sappia il suo primo canale YouTube, e le intenzioni sono serie: fare conoscere la musica che scrive e performa. Per 3 anni gli ascolti non sono un granché e, forse un po’ depresso, forse un po’ “sca@#ato”, inizia a caricare anche contenuti assurdi. Nel 2011 crea il suo primo personaggio, Filthy Frank, “l’anti-blogger di YouTube”, seguito da Pink Guy, semplicemente lui in una tutina rosa aderente che fa cose. Le scenette sono demenziali, provocatorie, ma centrano sempre il bersaglio: il canale diventa uno dei più seguiti di Youtube.

A causa della censura che interviene sempre più spesso e che minaccia di chiudere, crea un secondo canale, TVFilthyFrank, al quale ne segue un terzo, TooDamnFilthy.

George Miller Joji: passeggiata nella vita del più influente e sconosciuto artista degli ultimi 10 anni

2017: la svolta

Nel 2017 su Twitter, Miller annuncia che non farà più personaggi demenziali. E’ finita quella fase della sua carriera, che ormai, a sua detta, gli dava solo stress e pessimi stati emotivi. Nello stesso tempo aggiunge che il suo futuro sarà solo nella musica, con il nome d’arte di Joji.

La carriera musicale come Joji

Trip hop, alternative R&B e ballads, tutto sotto il nome d’arte Joji, come lo chiamava sua madre giapponese da piccolo. La sua immensa notorietà tra i più giovani fa arrivare a prescindere ogni suo album nelle classifiche, sia che si tratti di compilation di vecchie canzoni, sia raccolte di canzoni demenziali del periodo pre-joji, sia le sua attuali incisioni vere e proprie.

Per ora Nectar è la sua ultima pubblicazione, uscita il 25 settembre 2020  con l’etichetta 88 rising. Tra gli ospiti che hanno collaborato ci sono nomi importanti dell’industria musicale come Diplo, Benee, Lil Yachty e Yves Tumor.

George Miller Joji: passeggiata nella vita del più influente e sconosciuto artista degli ultimi 10 anni

In cosa consiste l’attrattiva che George Miller ha saputo creare e cavalcare, fino a fare quello che veramente avrebbe voluto fare fin dall’inizio?

Perché bisogna ammetterlo, guardare in faccia i meccanismi contemporanei di ascesa al pubblico: tantissimi influencer creano contenuti di livello letalmente basso e demenziale solo per entrare nella visibilità pubblica. Al pubblico digitale non può essere dato in pasto un contenuto che abbia le qualità di questo nome. Al pubblico bisogna presentarsi come un meme, travestirsi da elemento scambiabile in un discorso di puro intrattenimento. Svuotarsi di ogni contenuto e di ogni profondità per apparire sulla superficie di uno schermo touch.

George Miller Joji: passeggiata nella vita del più influente e sconosciuto artista degli ultimi 10 anni

POI, solo poi, quando ti sei garantito un’audience, puoi provare a fare ciò che potrebbe avere un senso. Il tutto, sia chiaro, solo se non hai fatto troppa strada in là, solo se non ti sei allontanato troppo dall’esercizio mentale. In tale ultimo funesto caso, quando riprenderai a fare contenuti scoprirai che ti sei abituato a una comunicazione talmente bassa che ogni cosa ti sembrerà profondissima, profonda quasi quanto le risate che farai fare a chi invece ha lavorato seriamente.

La bravura di George Miller

George Miller Joji: passeggiata nella vita del più influente e sconosciuto artista degli ultimi 10 anniLa bravura c’è, non come cantante o musicista (o almeno a me non sembra così) ma credo sia indiscutibile: George Miller è stato un vero artista del demenziale, del superficiale e del superfluo, del memetico e dell’intrattenimento istantaneo. E’ diventato una maschera che maschera non era (nessuno ha indossato le sue maschere in verità), e ha avuto l’istinto di cavalcare un linguaggio che ai più è tuttora ignoto. La sua bravura è stata interpretare una grammatica che, pur ponendosi come comunicazione, tale non è, perché tendente ad annullare e appiattire mittente e destinatari. Lui per primo, forse inconsciamente o istintivamente, ha pensato bene di annullarsi mentre (non-)comunicava, facendo suo un canale che lo ha reso icona. Credo ci sia dell’arte in questa intuizione che confina col vuoto e che ha ancora da dimostrare pienamente la sua portata.