Fiberstorming: la prima mostra di fiberart in una fiera d’arte. Sempre più spesso quando andiamo a una fiera d’arte troviamo un cartellone non solo di talk e di eventi collaterali, ma anche di mostre parallele.

Cosa è una fiera d’arte? E’ come una mostra?

Per chi fosse proprio digiuno di terminologia, e volesse tenere un tono molto pratico, la “fiera d’arte” è una raccolta di gallerie che pagano uno stand per essere presenti all’evento e vendere i propri lavori. Solitamente non ci sono temi da seguire, ogni gallerista porta i lavori che pensa faranno spiccare meglio lo stand, faranno vendere o, non ultimo, creeranno rapporti di reciproco interesse con collezionisti, curatori, altre gallerie e privati ben intenzionati.

La fiera, detto in breve, serve a vendere, non serve a parlare dello stato dell’arte o a fare ricerca. “Però – direte voi – ormai le fiere hanno curatori che danno titoli alla manifestazione, la presentano come momento di ricerca pura, spesso la accompagnano a proclami avanguardistici…“. Ma questo – dirò io – è solo il gioco delle parti.

Ritagliare percorsi all’interno

Diversi sono invece i percorsi che all’interno dell’organizzazione delle fiere riescono a ritagliarsi un’individualità, a creare vere colonie di senso all’interno del puro mercato.

E’ il caso di FIBERSTORMING, “progetto dedicato alla fiber art contemporanea promosso da ArteMorbida nell’ambito del Salone Italia 25WTA World Textile Art, che è ospite della Fiera di Bergamo in occasione di IFA e BAF – le fiere d’arte antica, moderna e contemporanea – dal 13 al 22 gennaio 2023.

Il progetto FIBERSTORMING, curato da Barbara Pavan,  viene declinato negli spazi della Fiera di Bergamo in un percorso di otto macro installazioni collocate poco oltre l’ingresso e racchiuse sotto l’unico titolo di INFERNOPARADISO. Saranno le opere di Elham M. Aghili, Mariantonietta Bagliato, Michela Cavagna, DAMSS, Lucia Bubilda Nanni, Guido Nosari, il duo Federica Patera e Andrea Sbra Perego, Elena Redaelli a raccontare una pluralità di significati e di interpretazioni di inferno e paradiso, in una crasi ortografica che rispecchia l’ambiguità di ogni definizione assoluta. Così come la classificazione di bene e male è suscettibile di una diversa valutazione a seconda della cultura e dell’epoca che la esprime, il luogo in cui l’uno trova il suo premio e l’altro la sua espiazione assumono forme e rappresentazioni differenti nella diversità di religioni, miti, tradizioni e letterature, non meno che nel punto di vista da cui si osserva un qualunque singolo evento o fenomeno condizionandone il giudizio individuale: una palude è un paradiso per le zanzare, un inferno per gli esseri umani. In un percorso che si muove lungo il crinale incerto e indefinito tra gli opposti, il visitatore attraversa questa terra di mezzo, ibrida, multiforme e stratificata.” (Per saperne di più, vai all’articolo completo su ArteMorbida)

Fiberstorming: la prima mostra di fiberart in una fiera d'arte

Fiberstorming: la prima mostra di fiberart in una fiera d’arte

Se avete letto bene capite il mio conflitto di interessi: anche una mia opera è presente in questo percorso, ma penso questa sia la prova che, a parere di chi scrive, ha sempre senso ritagliare spazi di ricerca anche nei luoghi di mercato, preservando così entrambe le fattispecie da reciproche corruzioni.

Inutile dirvi che, se fossi in voi, andrei a vedere questa mostra nella fiera finché siete in tempo.