Erik Speer: oceani in macramè

Erik Speer: oceani in macramè

Erik Speer: oceani in macramè. Erik Speer è un artista particolare, che unisce molto bene in un linguaggio riconoscibile le diverse influenze che ha maturato nel suo percorso. I lavori di Speer richiamano l’attenzione e lo stupore per il mondo naturale, sottomarino nello specifico, e per il materiale tessile, scoperta che gli ha cambiato la vita.

Gli inizi e la carriera da subacqueo

Erik Speer è nato e cresciuto nel New Mexico. A soli 15 anni si trasferisce nella Carolina del Sud dove in seguito si laurea in biologia marina, dopo un primo periodo in cui provò medicina, al College of Charleston. La sua strada sembra segnata e ricca di passione: istruttore subacqueo. Per due anni coltiva questa carriera che lo porta in giro per tutto il mondo. I panorami subacquei sono tutto ciò che lo muove veramente.

Erik Speer: oceani in macramè

È così difficile da spiegare perché sulla terraferma… non c’è niente che sia così. Perché ti senti senza peso… non puoi sentire nient’altro che il tuo stesso respiro. Così tanti sensi ti vengono portati via, ma poi sei semplicemente inondato di… nuove esperienze e visioni. (…) un lavoro davvero speciale, fantastico, vedendo cose ogni giorno che la maggior parte delle persone mai nemmeno vedrà in un’intera vita.

Dopo due anni di insegnamento il fisico non regge e i timpani collassano, facendogli perdere l’udito per 4 mesi.

La moda dopo l’incidente ai timpani

Torna allora negli Stati Uniti e si iscrive a Parsons a New York in scienze della moda, ottenendo la laurea nel 2015. Gli inizi nel settore del design e della moda non sono facili e spesso si trova in difficoltà nel gestire più burocrazie che materiali. La svolta è col tirocinio presso Rachel Zoe dove, sperimentando varie tecniche e materie, scopre il macramè.

Il macramè può essere descritto come un merletto annodato a mano e senza l’ausilio di uncinetti e aghi. La scoperta riporta Speer verso una genuinità dell’espressione e un rapporto diretto verso il fare, che coincide con lo scoprire.

Inizia a realizzare arazzi sempre più estesi in macramè e li mostra sui social media.

Erik Speer: oceani in macramè

Sono proprio i social media che gli danno la vera possibilità. La sua posizione, a fianco di Rachel Zoe, lo proietta automaticamente tra i più seguiti, il suo outing è un evento ben gestito e sul quale torna ripetutamente, così come la sua comunicazione digitale e fisica sono molto curate.

Erik Speer: oceani in macramè

Aggiungendo i suoi lavori sulle sue pagine inizia a ricevere le prime commissioni e i primi riconoscimenti di pubblico. I suoi arazzi in macramè rappresentano fondali marini, per dare a chiunque sulla terra ferma lo stupore di panorami inesplorati.

Immagino che sia un po’ il modo in cui metto insieme i miei pezzi, cercando di ricreare quell’aspetto dei fondali, prendendo fibre e piccoli materiali (…) ogni pezzo sembra estratto da un panorama marino più vasto e su scala più grande lo immagino completarsi e vivere da solo

Quasi tutti i miei materiali sono di origine naturale, con lane, sete e lino che sono i miei preferiti. Mi sforzo di utilizzare fibre e filati riciclati insieme a materiale di scarto. I miei principali metodi di costruzione includono l’annodatura, il lavoro a maglia, l’uncinetto, l’intrecciatura e la tessitura, ma cerco costantemente di superare i limiti di ciò che è possibile con i miei materiali

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