Disboscamento e deforestazione: in quali nazioni si disbosca di più? In quali nazioni la deforestazione continua a crescere esponenzialmente?

Ogni giorno sentiamo ripetere quanto la deforestazione avanzi, con numeri che ci sembrano assurdi. Però, a tutti noi, appare sempre come un evento senza luogo, che si svolge dove non abbiamo alcun controllo o consapevolezza. Questa percezione ci fà vivere in una finta bolla che sembra proteggerci da questo dramma ma solo apparentemente.

“Sapere dove accadono le cose aiuta a capirle.”

E’ fondamentale informare sempre più su ciò che ormai da anni accade sulla nostra terra e su quali saranno le possibili conseguenze delle nostre azioni se non interveniamo tempestivamente.

“Sapere dove accadono le cose aiuta a sentirle più nostre.”

Il patto dei leader contro il disboscamento funziona?

Oltre 100 leader di diverse nazioni hanno firmato un accordo nell’ambito del programma della “Dichiarazione di Glasgow sulla foresta e sulla terra” tenutosi a Glasgow lo scorso Novembre, il quale sancisce che il deforestamento irresponsabile verrà fermato entro il 2030. Tale impegno è stato sottoscritto con uno stanziamento di 19,2 miliardi dai paesi che ospitano l’85% delle foreste del mondo fra i quali Russia, Cina, Indonesia, Colombia, Congo e Brasile.

Volendo dare qualche numero della tragedia che si sta consumando, nel 2021 l’area dei Tropici ha visto abbattuti oltre 11,1 milioni di ettari di foreste, per capirci più o meno l’intero suolo del Nord Italia. Provate a immaginare il territorio dalle Alpi al Po’ completamente disboscato e vuoto, bruciato e sfruttato. Un vero dramma ecologico che, secondo i patti tra leader, non avrebbe neanche dovuto verificarsi.

Il disboscamento ha anche interessato aree tropicali primarie, ovvero foreste che non erano mai venute a contatto con l’uomo prima.

Disboscamento: in quali nazioni si disbosca di più? Ecco il report annuale

Il World Resources Institute (WRI), un’organizzazione mondiale no profit che collabora con i leader dei governi mondiali nel ricercare soluzioni che possano migliorare la qualità della vita degli individui sulla terra e le condizioni stesse del nostro pianeta, ogni anno, insieme al Global Land Analysis e Discovery Laboratory dell’università del Maryland, presenta un report per fare il punto sul disboscamento. Unendo analisi e verifiche sul campo riescono a mappare il ritiro e l’estensione delle zone boschive nel pianeta, partendo dalle foto satellitari.

Dal report di quest’anno impariamo che gli alberi abbattuti complessivamente nel 2021 avrebbero restituito al pianeta 2,5 miliardi di tonnellate di emissioni di anidride carbonica “ripulita” . Immaginate che l’intera Italia ne produce ogni anno 5 tonnellate, gli USA complessivamente 5 miliardi.

In quali nazioni si disbosca di più? Ecco il report annuale

Quest’anno la palma infame va al Brasile, con oltre il 40% della vegetazione tropicale primaria abbattuta, in particolare nella zona della Foresta Amazzonica. Seguono sul podio Repubblica Democratica del Congo e Bolivia.

Indicativamente la somma degli ettari di aree boschive persi durante l’anno è pari ai report precedenti, con annate leggermente peggiori o migliori ma, purtroppo, infrenabili.

Chi invece sembrerebbe aver cambiato strada è l’Indonesia, che diminuisce di un quarto l’opera di disboscamento, diminuzione che si ripete da 5 anni.

L’allarme del report: si avvicina un punto di non ritorno per l’Amazzonia

Il progressivo disboscamento dell’amazzonia è ormai da considerare una vera emergenza mondiale. Stiamo perdendo una superficie di foresta pluviale pari a tre campi di calcio al minuto. La foresta pluviale più importante al mondo sta perdendo resilienza e si avvicina al momento in cui, semplicemente, non sarà più in grado di formare un “habitat”.

Il disboscamento avviene per lo più tramite incendi appiccati dall’uomo per ripulire i terreni, che degenerano in incendi estesi. Coltivazione di soia ed estrazione di carbone, insieme all’allevamento, sono i maggiori motivi del disboscamento di questo report annuale.