Chi è Maria Grazia Chiuri: moda impegno e giovinezza

Chi è Maria Grazia Chiuri: moda impegno e giovinezza. La compagnia di danza L-E-V (‘cuore’ in ebraico) sbarca il 5 Aprile al Teatro Ariosto di Reggio Emilia per la stagione di Danza della Fondazione ‘I Teatri Reggio Emilia’, nello spettacolo ‘Chapter 3: The brutal Journey of The Heart‘. E’ questo un appuntamento teatrale che, chi può, non dovrebbe perdere. Si tratta del terzo capitolo di una serie di spettacoli ideati e diretti da Sharon Eyal e Gai Beahr, racchiuso in 55 minuti in scena totalmente densi e imprevedibili. Amore, sensualità, angosce contemporanee e corpi che si uniscono nell’espressione di un movimento.

I costumi sono curati da Dior, nello specifico è intervenuto il lavoro attento ed elegante di Maria Grazia Chiuri, che ha firmato tutti gli abiti di scena. Ma chi è questa donna che porta alto il nome della moda nel mondo? (potremmo anche dire della moda “italiana”, ma sospettiamo che il termine ogni anno perda un po’ di senso). Scopriamo insieme la vita e la carriera di una creativa unica.

Leggi anche le altre biografie e carriere delle donne che stanno cambiando il mondo e come lo vediamo:

Lo spettacolo della compagnia L_E_V con i costumi firmati da Maria Grazia Chiuri

Chi è Maria Grazia Chiuri: moda impegno e giovinezza

Lo spunto per parlarvi di questa icona viene dallo spettacolo di danza che vedrà gli abiti firmati proprio da Maria Grazia Chiuri, continuando una tradizione che presenta la moda a strettissimo contatto con il palcoscenico del teatro. La trama coinvolge il tema dell’abbandono, parlandoci della serietà di un corpo che rimane isolato, accompagnato dal tappeto sonoro di Ori Lichtik, eseguito in live. Ogni cosa attorno ai corpi dei ballerini è ben misurata, come l’impianto luci gestito da Alon Cohen, e in tal senso l’intervento di Dior nella persona di Maria Grazia non è casuale.

Chi è Maria Grazie Chiuri

Maria Grazia Chiuri nasce a Roma i 2 Febbraio 1964. La giovinezza non è particolare, ma la strada sembra ben chiara fin da subito. Gli studi la portano ad essere assunta nel 1989 dalla casa di moda Fendi, dove si distingue per partecipare a progetti che sono rimasti nella storia, come la “Baguette bag”. Viene notata in fretta e Valentino inizia a collaborare con lei personalmente. Nel 1999, chiamata da Valentino Garavani dopo 10 anni di gavetta, realizza con Valentino una serie di accessori e borse che la portano, nel giro di 5 anni, a diventare head creative per Red Valentino, nel 2003.

La carriera è solo all’inizio e nel 2008 insieme a Piccioli, che in parte aveva fatto entrare lei “nel giro”, viene nominata vice-direttrice creativa di Valentino. Il suo compito è supervisionare la direzione artistica del marchio, nella sua totalità.

Maria Grazia Chiuri: moda impegno e giovinezza. La consacrazione di una carriera

Chi è Maria Grazia Chiuri: moda impegno e giovinezza

Il 2015 è l’anno della consacrazione formale con il premio CFDA International Award, e il 2016 le vede ancora riconosciuto il talento con la nomina a direttrice creativa di Dior.

In qualità di direttrice artistica della storica casa di moda di Parigi, la signora Chiuri seguirà le orme di designer come Yves Saint Laurent, Gianfranco Ferré e John Galliano.” (Irish Times)

E’ la prima donna a imporsi nel settore creativo di Dior dopo 69 anni.

Il 2016 è anche l’anno in cui presenta la sua prima collezione, sempre per Christian Dior SE a Parigi.Lo stile mette in scena un’idea di femminismo tratto dal saggio di Chimamanda Ngozi Adichie “We Should All Be Feminists“, e questo sottotesto non può che mettere Maria Grazia sotto i riflettori.

Le successive collezioni impareranno da questo primo esperimento, e spesso vi saranno richiami letterari sociologici a fare da filo conduttore. Proprio questo aspetto, sempre presente, sarà alle volte motivo di attacco. La presa di coscienza in atto nelle collezioni viene spesso vista come un po’ generica, troppo ‘a occhiolino‘ verso le nuove generazioni, fino a essere criticata per un approccio quasi adolescenziale. La risposta della stilista rimane che una delle muse più importanti resta la figlia, la sua giovinezza, la consapevolezza che messaggi complessi possono essere passati anche con un linguaggio giovane e, forse, a volte un po’ idealista.

La nuova generazione ha sollevato grandi domande sul genere, sulla razza, sull’ambiente e sulle culture, che dobbiamo riflettere nella moda.

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