Che gusto aveva il vino degli antichi. Era buono il vino nell’antichità? Com’era fatto? Oggi scopriamo come lo si beveva in Egitto e a Roma.

Dopo aver imparato la ricetta e assaggiato lo SPEZZATINO PIU’ ANTICO DEL MONDO, è ora il momento di sapere come bevevano il vino nell’antichità: oggi vi parliamo, nello specifico, di Antico Egitto e Impero Romano. Aggrappatevi ai bicchieri! 

Quando nasce il vino nell’antichità

La coltivazione degli uvaggi risale al periodo preistorico, così come l’osservazione della fermentazione dello zucchero in alcool è una conoscenza che condividiamo anche con alcuni animali (ebbene sì, per esempio diversi tipi di scimmie ed elefanti attendono la fermentazione del frutto per goderne i benefici alcolici).

I primissimi coltivatori probabilmente sono stati i cinesi, nel 7000 a.C., periodo cui si data la presenza della Vitis vinifera.

Nel ‘nostro’ Medioriente, in Iran , i primi ritrovamenti sono del 5.000 a.C., passati poi in pochi secoli a Grecia e Italia.

Per la vera e propria vinificazione controllata, con tanto di cantina più antica del mondo, dobbiamo poi andare  in Armenia nel 4.100 a.C..

 

Ma che gusto aveva il vino dell’Antico Egitto?

Il primo riferimento nella cultura egizia è un bassorilievo datato circa al 2500 a.C., dove si rappresenta la pigiatura dell’uva.

Seguono poi centinaia di scene relative alla produzione e consumo di vino, oltre a veri rapporti commerciali e tabelle.

Alla fine dell’Antico Regno (2.200 a.C.) vengono riportati 5 tipi diversi di vino.

Per molto tempo si è creduto che nell’Antico Egitto si producesse solo vino bianco o leggermente rosato, con una fermentazione quasi assente (succo d’uva più che altro).

Questa credenza è data dai racconti dei viaggiatori romani, che riportavano racconti secondo cui il vino rosso era associato al sangue umano e quindi evitato se non per cerimonie.

In verità recenti studi e scoperte hanno confermato che il vino rosso, ben fermentato, era presente nella dieta degli antichi egizi, seppur non quanto la ‘birra’ (quasi considerato un alimento e molto diversa dalla nostra).

Il vino rosso egizio era molto fermentato e zuccherino, in verità poco alcolico, e spesso mischiato al succo di melagrana.

Che gusto aveva il vino dell’Impero romano

I Romani impararono l’arte del vino dai Fenici e dai Greci.

Apprendendone la tecnica, però, resero la produzione vinicola un vero e proprio settore produttivo e di esportazione nel mondo antico.

La vinificazione era ottenuta principalmente con uve nere, priva di macerazione e pertanto si avevano soprattutto vini chiari.

Il succo era semplicemente spremuto e pressato, per poi essere conservato in botti o in terracotta.

Col tempo anche il vino rosso fece la sua comparsa, e nell’impero vennero identificate zone ‘doc’, diremmo noi (la più famosa fu la zona tra il Latium e la Campania antica, dove si produceva il Falerno bianco.

Il vino degli antichi romani era molto alcolico (mediamente 13°), mescolato con erbe e minerali, laddove non con del miele (alla maniera greca).