Biscotti che passione…alla scoperta della S di Raveo

Sono biscotti dolci, friabili ma croccanti, una vera leccornia, e mangiato uno se ne vuole subito un altro (proprio mentre stiamo parlando si incomincia a sentire un profumo assai invitante di biscotti appena sfornati e… come non assaggiarli?!).
Inizio l’esplorazione del territorio carnico con una visita in un paesino di 300 abitanti, Raveo, che ospita una produzione d’eccellenza della quale è custode la famiglia Bonanni da oltre 40 anni.

Volete saperne di più? Seguitemi.

Mi trovo ad esplorare il biscottificio della famiglia Bonanni, creatore dei celebri ‘Biscotti ESSE di Raveo’.

Il biscotto Esse di Raveo è stato sfornato la prima volta dal nonno Emilio Bonanni nel 1923: riutilizzando un’antica ricetta carnica, ha mantenuto la particolarità della forma a ‘S’, data dal gesto di impasto delle donne che lavoravano a mano il biscotto, “la foto allegata ne è una testimonianza”- mi racconta la nipote Letizia, che ora insieme a Ludovico e Lucrezia gestisce l’azienda di famiglia mentre Laura, si occupa della filiale austriaca.

   Foto storica dei primi biscotti

Molta parte del successo dell’azienda lo si deve alla seconda generazione, papà Aldo, che in anticipo sui tempi ha ottimizzato ogni passaggio produttivo, rendendo il biscotto ESSE una eccellenza. Anche oggi Aldo, seppur in pensione, controlla e predispone la nuova sede austriaca, che tuttavia non sposterà il centro di distribuzione da Raveo: per questa famiglia la storia e la famigliarità rimangono capisaldi importanti.

Mentre mi raccontano le vicende aziendali, mi accorgo anche che a contraddistinguerli come famiglia è una spiccata propensione e passione verso la tecnica: “Noi siamo nati tecnici e troviamo soluzioni per arrangiarci. Il forno è stato smontato più volte in questi anni e rimesso a nuovo” – mi dice Lodovico mentre sta preparando il forno per la produzione giornaliera.Ma scopriamo come vengono fatti i biscotti

L’impasto viene creato con l’impastatrice, scegliendo solo prodotti di alta qualità (farina, zucchero, uova, burro, vaniglia), viene passato al macchinario per dare la forma e infine arriva il momento della cottura, ma attenzione: lo stesso impasto non è sempre uguale e quindi la cottura cambia.

Perché questo???

Ludovico mi spiega che “Se cambia la temperatura esterna non si riesce ad avere mai la stessa cottura, da noi comanda il tempo: quando il tempo è brutto l’umidità può danneggiare il biscotto appena uscito perché, quando si raffredda, con troppa umidità diventa molle. E’ così che appena uscito e raffreddato il biscotto deve essere impacchettato immediatamente e questo avviene artigianalmente perché ogni biscotto viene rigorosamente confezionati a mano.

Letizia e Ludovico Bonanni
Letizia e Ludovico Bonanni

Il risultato di questa produzione sono biscotti dolci, friabili ma croccanti, una vera leccornia, e mangiato uno se ne vuole subito un altro (proprio mentre stiamo parlando si incomincia a sentire un profumo assai invitante di biscotti appena sfornati e… come non assaggiarli?!).

Purtroppo non posso farli assaporare anche a voi, ma posso portarvi alcune foto e una piccola leggenda: sembrerebbe che da come si sente il profumo dei biscotti che avvolge il paese di Raveo si possa determinare la direzione dei venti. Anche se questa leggenda è, come ogni buona storia, un po’ inventata e un po’ no, sicuramente questo profumo ricopre l’aria e sembra di essere in un luogo incantato.

Da ex cittadina di una metropoli, lo stupore e l’apprezzamento di questa intervista è unico, come l’emozione di vedere la perseveranza e la passione nel far crescere una piccola attività, l’impegno quotidiano della famiglia Bonanni in una produzione giornaliera di ben 35.000 pezzi, confezionati manualmente e che raggiungono l’intera Italia e il mondo.

“La mia più grande soddisfazione è l’apprezzamento della gente: è bello sapere che il proprio prodotto piace così tanto, che regali dei momenti di felicità alle persone. Sicuramente continuerò per questa strada, garantendone la bontà e la qualità senza compromessi.” Aldo Bonanni

Per chi volesse assaggiarli può scrivere a  www. aldobonanni.com

 

 

 

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