Oggi parliamo di StreetArt e di chi ci parla della StreetArt: Barbara Picci è una blogger specializzata in arte, artista lei stessa ha deciso di diffondere in rete cultura e sensibilità verso realtà spesso sottovalutate.

Gestisce un blog sempre più di successo, ha un occhio attento per le novità e…. a questo punto non resta che iniziare con le domande:

Ci parleresti di te, dei tuoi inizi, del tuo essere sia artista che blogger

Tutto ha avuto inizio circa 10 anni fa quando pubblicai il mio primo libro. Un amico mi consiglió di aprire un blog per avere un dialogo più intimo coi lettori, uno spazio dove condividere appunti di vita, racconti e ogni diavoleria che mi fosse passata per la testa. Così disse. Io storsi il naso, non sapevo manco cosa fosse un blog. Poi, alla decima volta in cui me lo ripetè, cedetti e feci il gran passo. Iniziai così la mia attività di blogger e nello stesso periodo ripresi a disegnare dopo diversi anni di pausa, e poi a dipingere. I miei contenuti, peró, non mi bastavano più per cui, quando mi imbattei per la prima volta nell’arte contemporanea, seppi di aver trovato gli stimoli che cercavo. Ogni nuova scoperta era una gioiosa sorpresa, ma ancor più elettrizzante era la ricerca e lo studio sugli artisti. In particolare, la street art, che vedevo diffondersi sempre più anche nella mia città, mi colpì per la sua genuinità, il suo partire dalla strada per comunicare dei messaggi che riguardavano problemi che mi stavano particolarmente a cuore.

In questi 10 anni sul blog, oltre alla street art, si sono alternate rubriche di ogni tipo: fotografia, arte contemporanea a 360°, diari di viaggio, curiosità, foto storiche e bizzarrie di varia natura. Ma anche racconti a puntate, poesie, recensioni di libri, citazioni. È stato divertente.

Per quanto riguarda il mio doppio “ruolo”, credo sia un arricchimento sia come artista, perché l’attività sul blog nutre costantemente la mia immaginazione e genera una visione più ampia e diversificata del mondo che mi circonda; sia come blogger, perché riesco a immedesimarmi più facilmente negli artisti di cui parlo.

Tuttavia, considerando che il lavoro che mi sfama è un altro, il blog rappresenta un hobby piuttosto impegnativo che toglie spazio a tutto il resto. Diciamo che è tutto bilanciato, per ora resisto.

Nel tuo blog ti occupi molto di Street Art, argomento che interessa anche i nostri lettori. Saresti in grado di dirci 5 nomi da conoscere assolutamente? (e se vuoi, anche il perché)

Colpo basso, gli artisti che vorrei citare sono sicuramente di più. Banksy non conta perché è scontato, ok? Fra quelli che mi vengono immediatamente in mente c’è sicuramente l’italiano Peeta che, con le sue opere anamorfiche, cambia il paesaggio urbano creando nuove sorprendenti architetture. Fra gli italiani anche Millo e i suoi personaggi poetici che emergono dalla quotidianità. Senza scordare lo stile delicato di Alice Pasquini; Amo il portoghese Add Fuel coi suoi giochi armonici di azulejos danzanti; lo spagnolo Gonzalo Borondo per il suo stile vibrante e immediato; le colorate ecosculture del portoghese Bordalo II; i manifesti pungenti dello statunitense Obey Giant; gli animali contaminati del francese Ardif; i personaggi nostalgici dell’australiano Fintan Magee; le atmosfere malinconiche degli uruguaiani Colectivo Licuado; i colori abbaglianti del brasiliano Eduardo Kobra; i ritratti forati del portoghese Vhils; la poesia tenera della catalana Eliza Capdevila… potrei continuare per ore.

Seguo con vivo interesse anche la street art russa e quella messicana e sudamericana.

 

Continuiamo con la Street art. Citando la tua passione per “lo stupore” e “l’ironia”, bisogna dire che nella scena Street Art questi sono due elementi imprescindibili. Ogni opera ne utilizza per spiccare sul paesaggio urbano. Riguardo a questo, pensi che le opere street debbano fondersi con le architetture, diventare elegantemente parte del paesaggio per arricchirlo, o sfidarlo, staccandosi, decontestualizzando i palazzi e le pareti?

Secondo me dipende, ogni luogo è diverso. In linea di massima direi la prima ma mi è capitato di apprezzare delle opere che creavano contrasto col paesaggio pur arricchendolo.

“La street art deturpa le strade delle città”… quante volte abbiamo sentito questa frase? Tu cosa ne pensi?

Penso che sia poco saggio generalizzare. Una delle prime regole che mi insegnarono sulla street art, almeno in teoria, è che i muri scelti dovessero essere fatiscenti o autorizzati. Poi, però, c’è chi queste regole non le segue, chi riempie di tag protagonistiche ogni angolo delle città. Chiunque può prendere in mano una bomboletta e vandalizzare un muro ma non significa che sia un artista.

Esistono seri progetti di rigenerazione urbana di quartieri tramite la street art, senza andare lontano Tor Marancia a Roma, ma anche il Bairro de Padre Cruz e Marvila in Portogallo, che finiscono per attrarre anche un turismo legato all’arte di strada.

Ad Atene, invece, la street mi è sembrata l’unico elemento rassicurante in diversi quartieri devastati dal flagello economico.

Com’è il pubblico che segue il tuo blog? E’ molto specializzato o noti che gli ‘argomenti dell’arte’ appassionano in maniera trasversale?

Credo che il pubblico del mio blog sia eterogeneo. Ho sempre cercato di utilizzare un linguaggio semplice, che fosse accessibile a tutti, non solo agli addetti ai lavori, proprio perché l’intento era quello di avvicinare più persone possibili all’arte contemporanea e di conseguenza, visto che ne è spesso veicolo, a tematiche importanti quali l’ambiente, l’emergenza climatica, le disuguaglianze sociali. Credo che l’arte contemporanea possa avere un bacino d’utenza più ampio se si spiegano le ragioni degli artisti, ció che si nasconde dietro le loro opere.

I miei lettori, almeno così li immagino, sono persone comuni come me, attratte dalla stessa curiosità e ricerca della bellezza.

 

Ringraziamo Barbara, è stata chiarissima, e in questo preciso momento invitiamo tutti i nostri lettori a tornare alle seconda domanda e cercare sul google almeno 4 degli artisti che ci ha citato (vi rifarete gli occhi, ve lo promettiamo, e avrete un’idea più profonda della scena street contemporanea).