Carla Bruni : come osare bistrattare un artista

La vera premier dame d’Italie Carla Bruni, durante una sfilata della moda di Parigi, si mette a tossire per finta e a ridere sul Coronavirus in Italia, portandosi dietro un discreto numero di indignazioni e, devo dire, anche a ragione.
Ogni tanto il mio caro amico Guido Nosari, mi scrive qualche articolo inusuale- ricordate i suoi post dalla Cina?- Sicuramente Guido commenta in modo originale…vediamo cosa ci scrive di questo personaggio: Carla Bruni
Buona lettura, Paola 
Sono tempi strani e difficili per tutti.
Fare un articolo di costume in questi giorni è un puro intrattenimento, tuttavia anche in situazioni come queste ci sono piccoli interruttori che scattano vedendo cose che, altrimenti, non sarebbero successe…
Oh, sia chiaro: quella che stiamo per raccontare è una storia molto stupida, superficiale e di poco interesse, magari però sarà lo spunto per mettere in discussione delle certezze per quando tutto sarà tornato alla normalità.
La vera premier dame d’Italie Carla Bruni, durante una sfilata della moda di Parigi, si mette a tossire per finta e a ridere sul Coronavirus in Italia, portandosi dietro un discreto numero di indignazioni e, devo dire, anche a ragione.
Sorvoliamo sul fatto che il parere e in generale le esternazioni di un personaggio come Carla Bruni non dovrebbero interessare… ma soprattutto non dovrebbero aver mai interessato, ma tant’è.
A me interessa invece una cosa che ho visto e sentito l’altra sera in TV, a seguito dello sfortunato siparietto.
Un programma di intrattenimento popolare (inizia con ‘Striscia‘…), dopo aver mostrato le immagini delle grasse risate dell’elite parigina, chiosa il servizio con il video di una delle performance musicali recenti di Carla Bruni, dicendo “…magari come comica sarà più brava che come cantante!“, e giù risate! (beh, sì, la frase più o meno è quella).
Cosa è successo?
Quello stesso programma, a mia personale memoria, aveva incensato Carla Bruni come cantante, e al contempo i critici le hanno srotolato tappeti rossi per anni, e nessuno aveva mai osato parlare tanto male della “grande artista e chansonnier” internazionale….
I critici improvvisamente hanno cambiato idea? Si sono divincolati da catene estetiche che impedivano di dir la verità? Stanno esprimendo il loro giudizio sincero adesso, o lo esprimevano prima? Come facciamo a saperlo?
Dai, lasciatemi prendere lo spunto per dire una cosina sui critici, e poi possiamo tornare ad affacciarci alla finestra.
Non chiedevi quali critici avessero ragione, o se avessero ragione prima o adesso.
Non è la ragione che cercano, e siete voi a sbagliare se ne chiedete.
Chiunque pensi che il ruolo del critico sia quello di dare una spiegazione all’opera, di mostrarne la verità, sta proprio fraintendendo le carriere! Il critico serve a dare risposte al pubblico (o per meglio dire, serve a dare risposte alla sete di risposte del pubblico). Il critico che fa carriera, poi, è il critico che azzecca le risposte che il pubblico vuole… qui la verità o la coerenza non c’entrano niente…

Ieri il pubblico voleva avere un punto fermo nell’elite internazionale, e il critico ha risposto “Carla Bruni è un’artista”.

Oggi il pubblico vuole avere un bersaglio per il dito puntato, e critico ha risposto “Carla Bruni è un pagliaccio”.

Quando tutto sarà finito, i pochi che saranno d’accordo con me smettano di ascoltare il giudizio dei critici, ve ne prego.

Una piccola aggiunta, un vademecum che magari servirà a qualcuno: i veri ‘artisti’ li si riconosce anche quando, pur facendone di cotte e di crude, risultano difficili da attaccare, o almeno non così facili da svilire come il caso di cui stiamo parlando. Personalmente, infine, la Bruni mi era indifferente prima e mi ancora più indifferente oggi.

Guido Nosari 

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