Tiziana Colombo: la mia storia mi ha reso una Don Chisciotte

Ognuno ha la sua storia, intrecciata di emozioni e sensazioni che raccontano dell’esistenza e dei nostri cambiamenti, sicuramente Tiziana è una donna tenace e forte con un grande cuore e la sua intervista lo rivela.

Incontro Tiziana nella sede della sua Academy, un luogo accogliente con una grande cucina. L’empatia è immediata e lo scorrere del tempo insieme ci permette di dialogare con familiarità dei nostri vissuti. Ognuno ha la sua storia, intrecciata di emozioni e sensazioni che raccontano dell’esistenza e dei nostri cambiamenti, sicuramente Tiziana è una donna tenace e forte con un grande cuore e la sua intervista lo rivela.

Grazie Tiziana di avermi concesso questa intervista, la tua storia ti ha portata ad aprire prima il blog e poi un’academy di cucina e un blog, mi racconti un po’ di te?

10-12 anni fa ero molto diversa. Dal 2002 sono cambiata letteralmente perché sono passata attraverso molte disavventure. Mia nipote, la figlia di mia sorella è mancata a 19 anni. E’ stato a quel punto che ho incominciato a dire che dovevo “pensare a mia sorella”.

Sai, da quando eravamo piccole lei mi ha fatto da mamma, era la maggiore, seppur di pochi mesi, e quando siamo restate orfane mi ha fatto da mentore e mi ha sempre sostenuto. Ora era il mio turno di aiutarla e contraccambiare quanto lei aveva fatto per me.

Il mio tempo ora era dedicato a mia sorella e a farla uscire da questa tragedia. Io avevo solo lei e adesso lei aveva me. Questo è stato l’inizio nel quale ho iniziato lì a vedere il mondo in maniera differente. In seguito anche mia sorella si è ammalata di una lunga malattia, ed è venuta a mancare nel 2012.

Da lì tutto la svolta definitiva, che altro dire…. la mia vita è stata così ma tuttavia non sono più riuscita ad arrabbiarmi, ho cercato di aiutare tutti, il mondo intero, ho fatto della generosità uno stile di vita, ho capito che non era più tempo di arrabbiarsi con nessuno e di prendermela per problemi che non erano tali.

Parliamo un po’ di prima di questi eventi

Ho iniziato a lavorare che avevo 16 anni: ho dato il cuore e l’anima dove lavoravo e poi nel 1988 ho preso la decisione di farlo per l’azienda di mio marito, lavoravo molto tutti i giorni ed il pensiero di fare qualcosa d’altro mi era estraneo.

Ero direttrice di azienda, però alla notizia della perdita di nostra nipote sono andata da mio marito e, semplicemente, gli ho detto che non avrei più perso tempo.

Con mia sorella avevamo sempre avuto tanti desideri, tanti sogni. Uno di questi era la cucina, e adesso era il tempo di metterlo in pratica. Il tutto è diventato così presente al momento del ricovero di mia sorella. Ero sempre presente, sognavamo di viaggiare insieme e sfogliavamo ricette da preparare, per tenerla curiosa e creativa.

La malattia è avanzata e io, per fortuna, ho avuto la mia famiglia accanto: i miei tre figli hanno deciso da soli di essere presenti, uniti davanti a quello che stava succedendo intorno.

Quando apri il blog?

Nel 2004 ho aperto il blog ma non era molto seguito, era una cosa che facevo più che altro nel tempo libero e che occupava i miei spazi domestici e che mi aiutava a tradurre i geroglifici che mi inviava mia sorella sulla carta. Forse è stato proprio quest’ultimo aspetto a dare un’ulteriore spinta al progetto: mio marito, stanco di avere la casa come un porto di mare o un banco alimentare, ha deciso che avrebbe dovuto esserci uno spazio adibito, uno spazio ufficiale e professionale.

E così, dopo il blog, è nata anche l’Accademia.

Esatto. Nel 2012 è nata l’associazione Il Mondo delle Intolleranze grazie alla quale diamo sostegno a chi soffre di intolleranze alimentari e promuoviamo una corretta e sana alimentazione. Visto il suo successo abbiamo deciso di creare uno spazio dove organizzare conferenze, convegni e corsi di cucina dedicati alle intolleranze alimentari sia per cuochi amatoriali che professionisti: è così che nel 2018 abbiamo inaugurato l’Accademia. Tengo a dire che è dell’associazione di cui sono presidente, ma sono gli associati i veri direttori: non è mia o della mia famiglia, e chiunque volesse venire qua a usare questo spazio, se è un associato può farlo e, anzi, deve!  

Chef Danilo Angè e Tiziana Colombo

Per poi passare a scrivere libri. Hai il dono della scrittura, quando hai deciso di farlo?

In effetti sì, ovvero, quando scrivevo insieme a mia sorella sul blog dovevamo curare molto la comunicazione, ma non era il suo mestiere, lei non era fatta per scrivere. Io allora le aprivo i fogli Word e li facevo da capo, scrivevo anche poesie, mettevo in bella scrittura tutto quello che mi piaceva.

Fu lì che mia sorella mi chiese perché non avrei dovuto fare solo quello, ma il tempo non c’era (ovvero io decidevo che non ci fosse): lavoro, figli, le priorità c’erano sempre e ogni giorno erano nuove, non avevo neanche una vita privata e, invece, mia sorella continuava a spronarmi, continuava a dirmi perché non facessi un libro. Quando lei è mancata ho sentito che le dovevo questo, che le dovevo che scrivessi un libro da dedicare a lei e al suo ricordo.

In questa fase evolutiva, cosa dedicheresti a lei di quello che stai creando?

Le ho dedicato il mio primo libro sull’intolleranza al nichel, che era un tema a lei molto caro, e che oggi con orgoglio posso dire che è oggetto di studio del progetto scientifico “Non ti tollero”, sostenuto e promosso da Il Mondo delle Intolleranze. Ora le dedicherei un libro che parli di alimentazione sana. Creare un progetto che sia incentrato su questo argomento, parlare anche in giro per l’Italia e negli ospedali delle varie ricette che si possono creare rimanendo ligi alle limitazioni da reparto.

In altre parole, portare in giro l’esperienza di quando cucinavo per lei e per la sua vicina di letto.

E se ci fosse una lampada di Aladino, e fosse il Nonsolowork, cosa ci chiederesti?

Che tutte le persone possano essere a conoscenza di cosa vuol dire alimentarsi in modo sano: la gente non lo sa e continua a mangiare in modo sbagliato, anche, alle volte, per colpa di dottori che conoscono poco le materie alimentari e non conoscono le varietà del cibo. Fermerei tutte le persone che si informano da sole sul web, credendo a ogni tipo di bufala e di disinformazione, le fermerei dall’ andare poi in società a parlare di queste loro certezze che non arrivano da fonti certe e sicure.

Alle volte mi sento proprio una Don Chisciotte, perché devo portare davanti alle persone ogni giorno nuove prove contro delle convinzioni che si sono fatte da sole.

Io e Tiziana ci siamo parlate molto di più di quanto è stato scritto, un grande abbraccio ha chiuso il nostro incontro con la promessa di rivederci.

Per conoscere Tiziana https://www.ilmondodelleintolleranze.it/  

https://www.nonnapaperina.it/

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