Milo Manara: ci dice cosa può essere la virtù

Se in questa rubrica, nel tempo, troverete uno spunto, un libro o una proposta che vi interesserà, non dovrete far altro che cercare questo titolo, ma cercatelo usato prima!

Ospite graditissimo sul Nonsolowork blog, Guido Nosari ormai tornato dalla Cina e che ha ripreso a frequentare con grande piacere la mia casa. Passiamo ore progettando dall’arte alla scrittura e non mancano i momenti di “grandi risate” e fantasticherie .

Mi ha mandato questo articolo ed è un piacere condividerlo con voi tutti.

Buona Lettura 

Abbiamo deciso di aprire una bancarella digitale di libri usati. Proprio così. Questa rubrica vi parlerà di quei tesori che altre persone hanno lasciato andare, dei libri che più facilmente troverete negli scaffali dell’usato, di quelle pagine che sono già state lette, magari sottolineate e dedicate a qualcuno, prima di finire nelle vostre mani.

Se in questa rubrica, nel tempo, troverete uno spunto, un libro o una proposta che vi interesserà, non dovrete far altro che cercare questo titolo, ma cercatelo usato prima!

Visitate il Libraccio, è dove di solito compro i libri usati. Qual’è la differenza con i libri nuovi? Stupiscono di più, compaiono all’improvviso titoli che hai sempre cercato, fai rivivere libri che altri hanno deciso di lasciar andare e, ovviamente, costano di meno.

Oggi negli scaffali ho trovato PIN-UP ART, scritto da Milo Manara e a cura di Vincenzo Mollica, pubblicato da Einaudi nel 2002, almeno per la mia versione.

E’ una vera sorpresa: sfogliandolo velocemente prima di comprarlo si colgono solo dei disegni erotici fatti da Milo Manara che, seppur con tutta la loro classe e stile, tendono a far passare questo libro come un piccolo catalogo da lasciare chiuso nella libreria.

Invece no: a pagina 93, affiancato all’immagine di “Frine davanti all’Aeropago”, da Sensualitarts, trovo queste parole:

“Le pin-up sono diventate una parte importante nella mia carriera, iniziata come fumettista, quando ho sentito il bisogno di fare il pittore. Così sono ripartito dalle pin-up, che in fondo sono modelle, figure sempre esistite nella storia dell’arte. L e modelle erano di fatto ragazze da appendere, anche se prestavano il loro corpo a operazioni culturali e pittoriche. Alcune di loro, poi, avevano il dono di mettere di buonumore non solo di far pensare.
Una delle modelle più famose della storia si chiamava Frine, era la modella di Prassitele, uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Venne accusata di prostituzione e portata in tribunale. Il suo avvocato, anziché pronunciare arringhe, la spogliò davanti alla corte lei viene assolta perché era bella.
Con questa assoluzione i giudici hanno stabilito una cosa importantissima: la bellezza è una virtù. Le pin-up in fondo non fanno altro che continuare a rappresentare questo principio.”

Ora avete capito che piccolo tesoro sono riuscito a scovare e mi viene da chiedermi una cosa abbastanza semplice a dirsi: la bellezza è una virtù nella società contemporanea?

Virtù, da un lato, significa eccellere in qualcosa e, in effetti, la bellezza, secondo questa definizione, dovrebbe rientrare nella virtù. Ma, quando pensiamo alla virtù, ci accorgiamo di quanto sia ancora legata alla sua radice latina di Vir, ‘uomo’, uomo in quanto essere attivo all’interno della società: da qui la nostra idea classica di virtù, e cioè un’idea di comportamento attivo verso l’eccellenza, cosa che invece esclude la bellezza.

A questo si aggiunga che la bellezza non può essere imitata: guardando chi è bello non diventiamo più belli, anche sforzandoci! Non gode quindi del concetto di imitatio, così caro anche alla nostra cultura cristiana. Per tale motivo spesso siamo pronti a condannare la bellezza solo perché è innata e non merita, a nostro giudizio, lo stesso valore delle eccellenze conquistate in vita.

Le parole semplici e schiette di Manara ci riportano un attimo su un binario diverso, in cui la bellezza ci rende completamente passivi, in quanto lo spettatore della bellezza è passivo, ma con questo ci toglie anche molte responsabilità: ci attira rendendo la vita più facile, più bella, più leggera; la bellezza ci permette di guardare il mondo senza troppi schemi mentali, di apprezzarlo e di accettare la bellezza per quello che è, anche se innata, senza bisogno di idee, di giustificazioni.

La bellezza non è, quindi, una virtù di chi è bello ma è una virtù che può essere cresciuta è imitata da chi osserva la bellezza e sa coglierne il valore.

Viva la leggerezza. Viva la virtù. Viva la bellezza.

Guido Nosari

 

 

 

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