Giulia Fidilio: finance coach ed esperta di finanza comportamentale

Giulia e il suo team lavorano per aiutare chi ha problemi nella gestione dei propri soldi, andando a lavorare sulle distorsioni cognitive che si creano nelle menti di ognuno di noi. La ringraziamo per la possibilità che ci offre di conoscere il mondo della finanza comportamentale. Il denaro deve essere un mezzo per sostenerci, non causa dei problemi.

Un benvenuto nella Community da parte dello staff del Nonsolowork blog a Giulia Fidilio. Giulia si laurea in Marketing presso la Metropolitan University di Londra, dove vive per 9 anni. A Londra, come anche prima di partire, vive un rapporto particolare con il denaro: “Non importava quanti soldi guadagnassi, l’unica cosa certa era che li avrei spesi tutti.”

Oggi è una Coach iscritta all’Associazione Professionale Nazionale del Coaching  e si è specializzata in Finanza Comportamentale. Inoltre è docente presso alcuni istituti bancari e presso Kaidan, la piattaforma online dedicata al Consulente Finanziario.

Autrice del libro “Missione Possibile – Come la gestione consapevole del denaro ha cambiato la nostra vita” (Gribaudi, 2019). https://investmentacademy.it

Avevi problemi col denaro e ora aiuti gli altri a gestirlo. Come è avvenuta questa trasformazione?

Ho deciso di studiare finanza comportamentale proprio per il pessimo rapporto che ho avuto con i soldi.

Per prima cosa ho ricordato e datato il primo contatto che ho avuto con il mondo del denaro: avevo 12 anni, l’anno era quello di uscita di Pretty Woman, tutte le mie amiche volevano il principe azzurro, io invece volevo le carte di credito, volevo spendere, trattare me stessa da principessa.

Questo primo episodio mi ha segnato molto, fino a tarda età, e in Inghilterra mi ha messo nei guai. E’ stato il mio punto di partenza.

Ho cominciato a osservare le persone intorno a me e a leggere libri sull’argomento, a raccogliere dati.

Mi sono accorta che non era un problema solo mio, ma un problema diffusissimo che riguarda gli uomini quanto le donne: il 95% delle decisioni che prendiamo riguardo agli acquisti avviene in maniera istintiva.

Ho continuato a leggere e a studiare e la mia paura di perdere è stata una svolta per me a livello lavorativo. Prima ho aiutato me stessa, ora utilizzo la mia esperienza per aiutare gli altri.

Perché gli individui hanno problemi nella gestione delle proprie risorse?

La gente vuole investire, guadagnare, creare rendita passiva.

Le strategie finanziarie contano il 20%, il restante 80% sta nell’ atteggiamento mentale della persona: ciò che conta in ambito finanziario sei TU.

Le strategie d’investimento, di per sé, non sono così difficili: quello che succede è che entrano nella testa delle persone delle dinamiche per cui, ad esempio, pensano di poter rischiare maggiormente perché pensano di esser diventati super esperti dopo aver portato a termine una buona transazione, ma si sbagliano.

Le distorsioni cognitive vengono dalla psicologia e ti portano a pensare che stai facendo delle scelte razionali, dove invece non sei razionale.

Se una cosa la puoi riportare facilmente alla memoria allora per te è vera, questa è una delle basi della finanza comportamentale: si chiama ‘euristica della disponibilità’.

Ogni giorno, ogni essere umano ha centinaia di decisioni da prendere, quindi il nostro cervello crea delle scorciatoie in base alle esigenze e, per rispondere a queste esigenze, crea delle euristiche che spesso, in questo campo, ci portano a sbagliare.

In che modo tu, come coach, aiuti le persone nella gestione del proprio denaro?

Nel mio lavoro ci sono diversi approcci: l’approccio della ‘spinta gentile’, che consiste nello sfruttare le distorsioni cognitive del cliente proponendogli, nel suo interesse, solo azioni che lo mettano a suo agio, facendogli da ‘filtro’.

Il metodo che uso io, invece, è quello di togliere queste distorsioni: una delle strategie che funziona meglio, per esempio, è aiutare le persone a decodificare il processo decisionale, cioè far associare ad ogni azione finanziaria del cliente i suoi sentimenti o cosa prova quando la attua, facendogliela scrivere.

A questo punto il cliente, soprattutto quando ha preso una decisione che si è rivelata efficace, ha qualcosa a cui tornare. Lo scenario tipo è che la persona fa una scelta giusta e coerente con il suo obiettivo, poi succede qualcosa nella sua testa: mette in discussione la scelta fatta fino a invertirla alle volte. Questo accade perché la sua mente è stata condizionata da trend di mercato, o da qualsiasi altra cosa, e lo porta a sbagliare. Io cerco di formare le persone in modo da evitare che succeda.

Non è detto che una persona che ha un’istruzione o una cultura superiore alla media abbia una capacità di gestione del denaro superiore alla media.

Se il NonSoloWork Blog fosse la tua lampada di Aladino, cosa chiederesti?

Il mio desiderio sarebbe quello di far capire a più persone possibile che, spesso, basterebbe gestire bene sé stessi e ciò che si ha per vivere meglio. Per “vivere meglio” intendo essere più felici, sereni.

Nella vita delle persone non esistono obiettivi finanziari: l’essere umano ha obiettivi di vita, gli obiettivi finanziari devono essere solo a sostegno di quelli di vita.

Giulia e il suo team lavorano per aiutare chi ha problemi nella gestione dei propri soldi, andando a lavorare sulle distorsioni cognitive che si creano nelle menti di ognuno di noi. La ringraziamo per la possibilità che ci offre di conoscere il mondo della finanza comportamentale. Il denaro deve essere un mezzo per sostenerci, non causa dei problemi.
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