Google dedica a Ruth Pfau il suo doodle, chi era e cosa vuol dire il nome Ruth

Ruth Pfau è conosciuta come la “Madre Teresa del Pakistan”, avendo fondato lungo la sua preziosa vita circa 157 cliniche per la cura dei malati di lebbra. In occasione dei 90 anni dalla sua nascita Google ha deciso di dedicarle il Doodle.
Chi era Ruth Pfau?

Ruth Pfau è nata il 9 settembre 1929 a Lipsia, Germania, da famiglia protestante. Negli anni Cinquanta si iscrive alla Facoltà di Medicina dell’Università di Magonza. Durante l’università conosce una donna sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti che, dopo questa inumana esperienza, aveva deciso di dedicare la sua esistenza alla predicazione dell’amore e del perdono. Ruth accetta questo percorso e lo abbraccia e nel 1957 entra a far parte della Società delle figlie del Cuore di Mariacongregazione di suore dedicata all’ istruzione e all’ educazione dei giovani.

Da qui inizia la sua storia: 50 anni in India, Pakistan e ovunque servisse il suo aiuto, fino al 2017, anno della sua morte.

Cosa vuol dire il nome Ruth?

Ruth deriva dall’ebraico Re’hut, latinizzato in Ruth, e vuole dire ‘amica’. L’onomastico viene festeggiato il 16 agosto in ricordo della bisnonna del Davide biblico.

Il nome esprime vicinanza alle ferite, pazienza e disponibilità verso il mondo.

Stavolta è proprio azzeccato!

LO SAI CHE IL TUO NOME E COGNOME PUO’ ESSERE LETTO IN UN MODO CHE NON CONOSCI?

Scopri cosa vuole dire il tuo nome abbinato al cognome mandandoci una richiesta a https://nonsolowork.com/richiedi-la-tua-intervista/ 

Compila i campi e noi ti chiameremo per informarti di come puoi conoscere qualcosa di te attraverso il tuo nome anagrafico.

Ogni lettura è personalizzata creata da Stefano Filippi vuoi sapere di più?

Ma che cosa è?

Il nome che portiamo è un mantra, un’impronta. Attraverso la natura delle nostre lettere, del loro  valore simbolico e dei rapporti che si creano tra esse, si apre l’immagine di una tessitura, di una mappa che può servire da orientamento per direzionare il proprio cammino.

Un sogno e poi tre,

una rivelazione, un codice, un gioco, una pratica,

una chiave per accedere a dimensioni sottili e rivelatrici.

In semplicità e condivisione,

nel piacere e con la cura,

nel rispetto del libero arbitrio e di ogni forma di pensiero,

sentire,

appartenenza,

un’occasione per scoprirsi e attingere a nuove risorse e possibilità.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You May Also Like