Avv. Bernardo Lancia, scrittore e poeta

Attraverso il suo poetare sublime ci fa riflettere sul senso della vita, sugli affetti più cari e sulla fragilità dell’essere umano. Bernardo Lancia si è concesso alle nostre curiosità raccontando di sé, la sua storia e la sua scrittura al Nonsolowork Blog.

Bernardo Lancia, avvocato romano di 52 anni, vive in Umbria con la moglie Rita e il figlio Luca, fin da piccolo coltiva la passione per la scrittura, in particolar modo per le poesie.

Passione che l’ha portato a pubblicare anche la silloge poetica Sabbia nel 2017 e Memoria nel 2018.

Attraverso il suo poetare sublime ci fa riflettere sul senso della vita, sugli affetti più cari e sulla fragilità dell’essere umano. Bernardo si è concesso alle nostre curiosità raccontando di sé, la sua storia e la sua scrittura al Nonsolowork Blog.

Buona lettura!

Quando è nata la sua passione di scrivere, lo ricollega ad un avvenimento, un pensiero, un momento preciso della sua vita?

Mi sento di dire che ho sempre avuto questa passione. Da bambino mi piaceva tanto scrivere in un quadernino qualche mio pensiero, o magari qualcosa di più di un pensierino, e lo chiamavo racconto. Da adolescente tenevo un mio diario, dove finivano mie riflessioni su quello che mi circondava, su fatti di cronaca, o dove mettevo nero su bianco i miei primi…”rossori” d’amore. Ricordo che finivo spesso con il dare consigli a me stesso su come parlare a quella ragazza che mi piaceva molto, ma alla quale non riuscivo (e non riuscii) a manifestare il mio sentimento. Divenendo adulto ho iniziato a cimentarmi particolarmente sulle poesie, ma non ero mai soddisfatto del risultato poiché pensavo di non riuscire a rendere scorrevole e “musicale” il verso. Mano a mano cercavo di approfondire la conoscenza dei classici della poesia italiana, soprattutto con riguardo a Dante e alle grandi Scuole poetiche medievali, ma mi è sempre piaciuto anche leggere i componimenti di Shakespeare, i versi dei “poeti maledetti” e, ancora, i versi romaneschi del Belli, del Trilussa e di altri importanti poeti della mia Roma. Mi chiedevo, e mi chiedo spesso ancor oggi, se ero (e se sono) capace di dare una precisa forma metrica alle poesie, e allora sono cominciate a uscire dalla mia penna (scrivo molto a mano), sonetti, madrigali, ballate, canzoni, terzine dantesche, sestine…Scoprire che la metrica non “ingabbia” il poeta ma, al contrario, esalta le qualità di un testo, ovviamente se testo e metrica sono ben impostati, è stato per me veramente importante. Con la composizione, poi, di versi romaneschi, dopo aver scritto per tanto tempo in italiano, ho scoperto le straordinarie potenzialità del dialetto, in termini di musicalità come di trasmissione di sentimenti, stati d’animo e contenuti. Per concludere, ricordo la passione con cui seguivo la Lectura Dantis, presso la Casa di Dante a Roma, a Trastevere (negli anni del liceo e dell’università), e oggi cercare di comporre versi “ordinati”, e allo stesso tempo densi di messaggi da trasmettere, è come rendere omaggio a quella mia giovanile passione, che peraltro dura ancora.

Che cosa ama esprimere nella sua scrittura e cosa vuole trasmettere?

Desidero esprimere e trasmettere i miei sentimenti ma, ancor di più, mi piace raccontare storie e descrivere le passioni, i turbamenti, le gioie, i sogni, gli stati d’animo dei personaggi più vari. Quando scrivo penso innanzitutto al lettore, a colui che dedicherà anche solo cinque minuti del suo prezioso tempo a leggere qualcosa che gli ho proposto. Cerco di donare  un’opera ben fatta, che abbia contenuti sostanziosi, consapevole che ogni storia da me narrata è necessariamente elaborata da chi legge o ascolta, passa anche attraverso la storia personale di chi prende in mano il mio libro. Amo le mie opere, perché sono un po’ come mie figliuole, ma una volta che sono in mano al lettore sono di quel lettore, il quale le vive e le interpreta secondo la propria personalità: tutto ciò è magnifico. Fino a questo momento ho pubblicato tre raccolte di poesie (“Sabbia” e “Memoria” con la Leonida Edizioni e “Mille e più versi romaneschi. Sonetti” con la EDDA Edizioni di Daniela D’Agosto). A breve uscirà, sempre pubblicata dalla EDDA Edizioni, un’altra mia raccolta di poesie, in italiano. Ho pubblicato anche la commedia musicale in romanesco “Tutto s’aggiusta”, le cui musiche sono state scritte dal Maestro Riccardo Gambacorta, sempre edita da EDDA Edizioni.

Oggi è anche co-autore di un’opera, “Tutto s’aggiusta”, con il Maestro Gambacorta: come è nata fra voi questa sinergia d’intenti?

Ci siamo trovati subito in sintonia. Riccardo è un giovane pianista e compositore, che avrà sicuramente una brillante carriera. Lui, umbro, è rimasto affascinato dai miei versi e dalla mia prosa in romanesco (come io, dal mio canto, sono attratto dai dialetti umbri e, naturalmente, dalla competenza musicale di Riccardo). Da questa collaborazione è venuta fuori la commedia, dove si trovano anche tanti dei miei sonetti romaneschi, e che conta qualcosa come trentadue brani musicali, tra canzoni, intermezzi e musiche di sottofondo. La storia narrata dalla commedia è una relazione d’amore tra due ragazzi, Violetta e Gaspare, contrastata pervicacemente da un uomo che insidia Violetta. Sullo sfondo ci sono le piazzette di Roma, i Mercati Generali, un circo, il carcere. L’opera andrà in scena a Roma nel 2020 e sarà interpretata dalla Compagnia teatrale “Er core de Roma”, per la regia di Claudio Fabi. In proposito, ho il piacere di ringraziare la EDDA Edizioni, in particolare il suo Direttore Generale Dott. Vito Manduca, per aver creduto nelle potenzialità dell’opera e per avermi supportato nella difficile ricerca di chi la potesse mettere in scena. Il mio ringraziamento va ovviamente anche alla Compagnia teatrale che, con competenza e passione, ha già iniziato a lavorare alla commedia, in particolare ringrazio il regista e attore Claudio Fabi e l’attore

Un’opera che rappresenta un viaggio al centro del cuore dell’uomo-umanità, dei suoi alti sentimenti quanto dei suoi abissi più reconditi, mi può spiegare meglio questo messaggio?

Volentieri. Mi sono trovato d’accordo con quanto ha scritto il prefatore, Prof. Sergio De Vincenzi, che ringrazio di cuore anche per aver scritto la prefazione dei miei sonetti romaneschi. In effetti la commedia vuole mettere in luce quanto di sublime e quanto di oscuro c’è nel cuore dell’uomo: vi troviamo l’amore, la stima, il senso dell’amicizia, la fedeltà, il coraggio, ma anche l’odio, il disprezzo, l’indifferenza per il prossimo, l’infedeltà, la viltà. Vi sono personaggi che amano e sperano, e qualche volta cadono in crisi e disperano, come Gaspare; c’è chi, amando, è fedele e coraggiosa, piena di speranza, abbandono in Dio, saggia, come Violetta; c’è chi odia ed è vile allo stesso tempo, come Leon Peppe; c’è chi aiuta il prossimo e rischia in prima persona per un amico, come Nunzio; c’è profondità di sentimento in Nando; purezza e comicità in Oreste; capacità di consiglio e sostegno a chi ha bisogno negli amici di Gaspare e Violetta, e così via.

Se il Nonsolowork Blog fosse la lampada di Aladino, cosa chiederebbe?

Onestamente in questo momento mi sento di dover ringraziare Lei, Sig.ra Santini, e Nonsolowork, per l’opportunità che mi è data di parlare delle mie opere. Non devo tanto chiedere quanto fare i complimenti a Nonsolowork, per l’importante opera di diffusione della cultura che svolge, dando modo ai nuovi autori di emergere. Approfitto dell’occasione per confidare a Nonsolowork una cosa a cui tengo molto: sto scrivendo un poema in romanesco. Chissà, ne parlerò in una futura intervista che rilascerò a Nonsolowork. Grazie e auguri per tutto. Nonsolowork, grazie e…alla prossima!

E’ un piacere per il Nonsolowork Blog concedere spazio e voce ad artisti  di questo calibro. Bernardo Lancia è un uomo che trasuda emozioni attraverso i suoi versi. Non possiamo che consigliare a tutti voi la lettura delle opere fino ad ora pubblicate e farci sapere cosa ne pensate.

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