Consuelo Valenzuela: Voglio cambiare il Mondo – 18 Donne che hanno segnato la Storia

L’incontro con Consuelo Valenzuela mi ha notevolmente incuriosita, perché la sua storia lavorativa   trascorsa per 20 anni in una  multinazionale, è stato un importante stimolo per scrivere libri di notevole spessore.
L’incontro con Consuelo Valenzuela mi ha notevolmente incuriosita, perché la sua storia lavorativa   trascorsa per 20 anni in una  multinazionale, è stato un importante stimolo per scrivere libri di notevole spessore:   Guida alle più belle case di artisti in Italia (uscito nel 2016 e l’ultima creazione) e Voglio cambiare il mondo – 18 donne che hanno segnato la Storia ( marzo 2019) entrambi pubblicati con Ed. Stampa Alternativa.

Un argomento a me caro, è quello delle donne dimenticate dalla storia, credo fermamente che vi siano delle figure che con il loro esempio non sono state riconosciute nè nell’ambito sociale nè in quello professionale: artiste, cantanti, musiciste, dottoresse, scienziate, ricercatrici, missionarie.
Perchè hanno dedicato la loro vita a percorrere valori che sentivano nel cuore, impegnate quotidianamente a rendere tangibile la loro missione. Quindi quando ho visto il titolo di questo libro ne sono rimasta attratta, tanto da invitare Consuelo a donarci un’intervista.
Da dove nasce l’idea di scrivere questo libro, così diverso da quello precedente?

Da diverso tempo mi interesso alla storia delle donne, così poco diffusa e scarsamente conosciuta. Per curiosità anni fa feci un corso di studi alla Casa Internazionale delle Donne a Roma, dove ne conobbi due, che sono state le protagoniste del mio libro,  il mio interesse verso le imprese straordinarie al femminile non è mai venuto meno. Da sempre ci sono state eccellenze femminili, in tutti i campi, che sono state abilmente cancellate: non se ne trova traccia in nessun libro di testo e a noi ci hanno mantenuto per anni all’oscuro delle loro esistenze. Per fortuna, da qualche tempo, stanno uscendo diversi libri e film dedicati a importanti donne del passato che evidentemente vengono a colmare un vuoto che c’è stato per troppo tempo. Penso ai casi eclatanti come  “Amelia”, film del 2009, dedicato ad Amelia Earhart, la prima aviatrice a sorvolare l’Oceano Atlantico in solitaria, dopo l’impresa di Lindbergh, o al film più recente “Il diritto di contare” che racconta le vicende della matematica e scienziata afroamericana Katherine Johnson che, all’inizio degli anni ’60, insieme alle colleghe scienziate partecipò attivamente alla NASA alla missione Apollo 11, subendo ogni tipo di discriminazione razziale e di genere e non solo.

Nel libro parli di donne determinate e libere. Che valore dai alla libertà, spesso data per scontata nella teoria, ma molto meno scontata nel concreto?

La libertà delle donne non è affatto scontata ed è un bene prezioso da proteggere.  Ci sono voluti secoli di lotte affinché le donne potessero raggiungere i diritti politici, civili e la libertà di cui godono attualmente, almeno in Occidente, ma dobbiamo avere ben chiaro, come diceva Simone de Beauvoir, che queste libertà possono essere perse se abbassiamo la guardia e smettiamo di lottare. Non dobbiamo dimenticare che nella gran parte del mondo la condizione femminile continua ad essere terribile.

Cosa vuoi trasmettere attraverso il racconto di queste diciotto fantastiche donne che hanno fatto la Storia?

Vorrei ricordare che non esistono campi di studio o lavori preclusi alle donne che possono fare tutto.

Perché, secondo te, queste donne sono state inizialmente seppellite nell’oblio e solo successivamente le loro storie sono emerse dalle pieghe della storia?

Purtroppo, è un dato di fatto che per molto tempo, la storia delle donne non sia stata scritta e di conseguenza, non sia conosciuta ai più: ricordo che nei miei libri di testo a scuola non c’era quasi traccia di donne scienziate, scrittrici, artiste, politiche, e così via.

È stato solo in tempi relativamente recenti che si è cominciato a scrivere delle donne che hanno contribuito a lasciare un segno nella storia, prima nella letteratura specializzata, e penso agli scritti femministi e di genere e poi, in tempi più recenti. Probabilmente, grazie al grande successo di un libro come “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie” di Francesca Cavallo e (Mondadori 2017) che ha avuto il merito di aiutarci a capire che forse è il caso di smetterla di raccontare alle bambine la favola del principe azzurro.

Se il Nonsolowork fosse la tua lampada di Aladino, cosa chiederesti?
Sarei felice se riuscissi a vedere pubblicato in un’altra lingua, inglese o tedesco, il mio primo libro dedicato alle case degli artisti in Italia, intitolato “Guida alle più belle case di artisti in Italia”, pubblicato nel 2016. Credo che l’arte, le case degli artisti e l’Italia sono degli argomenti che possono interessare un vasto pubblico straniero, amante delle bellezze del nostro paese.
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