Intervista a Luis Fusaro: l’Essere Umano Interabile

Nella vita succedono eventi che sembrano incredibili all’occhio umano, ma che in realtà hanno in sé un esperienza molto più ampia che porta a guardarsi interiormente per sviluppare la propria parte talentuosa. L’esempio di Luis è questo. Da un’avversità una crescita, nella crescita il poter donare la sua esperienza agli altri e la costruzione della  Interable Research Foundation.
Nella vita succedono eventi che sembrano incredibili all’occhio umano, ma che in realtà hanno in sé un esperienza molto più ampia che porta a guardarsi interiormente per sviluppare la propria parte talentuosa. L’esempio di Luis è questo. Da un’avversità una crescita, nella crescita il poter donare la sua esperienza agli altri e la costruzione della  Interable Research Foundation.
Seguendolo attraverso questa intervista abbiamo approfondito il suo percorso. 

 “L’impossibile non esiste.. ” è una frase che ricorre nel tuo messaggio di vita, ci spieghi perché?

Perché quando meno te lo aspetti, può accadere qualcosa che ha dell’incredibile come è successo a me. Vivo con una pallottola che mi è stata sparata dritta nel cervello, ed ora si trova sotto la ghiandola pineale.

I medici di allora (quando avvenne l’episodio, nell’anno 1976) dissero, ai miei genitori, che non riuscivano a spiegarsi scientificamente, dal punto di vista medico, come io sopravvivessi ad un trauma d’arma da fuoco. C’è da dire che il cervello, organo nobile, complesso e straordinario del nostro corpo, può resistere, ad un colpo di questo genere, al massimo, 5 minuti.

Dopo di che, cessano tutte le attività circolatorie e subentra la morte. Io, invece, resistetti a tale perdita di sangue per circa 1 ora e superai l’evento. Stavo rischiando di morire più per la copiosa perdita di sangue che per la pallottola, conficcatasi nel cervello.

La frase che, con me, porto sempre, l’ho presa in prestito dal grande Cassius Clay che diceva: “Impossible is nothing”. “Impossibile che sia rimasto in vita con una pallottola nel cervello”, “Impossibile che tu possa correre la maratona di New York”, “Impossibile che tu riesca ad allacciarti i lacci delle scarpe con una sola mano”, eppure sono riuscito a fare queste cose e tante altre. La cosa divertente è che, ogni giorno, denoto come tanti altri Esseri Umani Interabili riescano a fare cose che gli altri reputano impossibili: eppure ci riescono.

Molte volte, quando relaziono nei miei corsi, grazie alla nostra Fondazione Interable Research Foundation, in cui aiuto ogni individuo a trasformare la propria vita inseguendo le emozioni di ognuno e facendo cose “Impossibili”, cito sempre non solo quegli esempi di vita che mi hanno accompagnato, bensì tanti altri esempi di Esseri Umani Interabili che ho aiutato a distinguersi per non estinguersi, o di altri individui a me cari, che hanno realizzato anch’essi l’impossibile.

La vita stessa è dono meraviglioso poiché forza strepitosa. Impossibile non esiste? Eppure viviamo ogni attimo della nostra quotidianità. Da dove ci deriva questa forza? Da qui la mia convinzione.

La tua biografia in un libro “Luigino ti sparo”, una storia profonda ed emozionante.

Sai, cara Paola, prima di pubblicare questo libro, in cui mettevo a “nudo” la mia storia, sono passati venti anni. Perché?

Ho dovuto affrontare me stesso molte volte, pensavo che, a raccontarmi, mi sarei vergognato, perché non mi accettavo. Accettare se stessi, con tutti i pregi e i difetti, è la prima cosa che trasferisco con questo libro. Venti anni fa, fu Gianni Golfera (Autore, Ricercatore e Ideatore Metodo Golfera – il quale ha scritto la prefazione di “Luigino ti sparo – una sconvolgente storia vera con un insegnamento per trasformare la tua vita”) a darmi il “richiamo”.

Un giorno, mi disse: “Luigi, tu hai una storia incredibile. Sei stato miracolato più volte. E’ giusto che trasferisci questo messaggio, che porti la tua storia a chi ne ha bisogno. Scrivi un libro”.

Solo che, allora, non ero pienamente convinto che sarei riuscito a scriverlo. Infatti, non sapevo da dove iniziare. Continuai a lambiccarmi il cervello sul perché dovessi raccontarmi. Ero combattuto. A chi poteva interessare la mia storia? Chi avrebbe letto le mie sofferenze, le mie paure, le mie sconfitte, le mie delusioni amorose e tutto il resto? Queste furono le domande che arrovellarono la mia mente. Provai a scrivere i miei pensieri tantissime volte. Ogni tentativo svaniva nel nulla. Non avevo uno scopo preciso. Per questo motivo, desistetti.

Fu dopo venti lunghi anni che  decisi di scrivere il mio libro perché, con questo risultato, dovevo conseguire una certificazione. Iniziai a salire sui palchi in giro per l’Italia e a raccontare la mia storia. Ebbi migliaia di testimonianze da parte di coloro che leggevano il mio libro. Compresi che con la mia storia, intensa ed emozionante, riuscivo ad ispirare tantissime persone che riuscivano a trarre forza nel conseguire i propri risultati.

Oggi, sono felice di vedere che le persone mi scrivono, mi telefonano, mi salutano, mi ringraziano e mi dicono: “Grazie Luis, perché attraverso la tua storia ho imparato qualcosa di importante. “Luigino ti sparo”, per chi intenda averlo con dedica, può richiederlo direttamente a noi. Chi vuole acquistarlo subito,  può trovarlo su Amazon. L’intero ricavato, dalla vendita di questo libro, è interamente devoluto in beneficenza alla nostra Fondazione Interable Research Foundation, e servirà anche per la diffusione del termine interabile.

 

Neologismo Interabile da dove nasce questa sensibilità.

Immagina questa scena. Un professionista che utilizza entrambe le mani e le braccia, un giorno per un incidente gli viene ingessato totalmente il braccio e la mano destra. Lui, che utilizza la mano destra nel suo lavoro, per un periodo di tempo di circa 40 giorni, si ritrova ad essere impedito nei movimenti e nel suo lavoro.

In questi 40 giorni, si ritrova a vivere una condizione “limitante”. Eppure, in qualche modo, dovrà svestirsi, lavarsi, mangiare, fare i suoi “bisognini” e tutto ciò che concerne la sua quotidianità. Insomma, in qualche modo dovrà pur fare o trovare delle soluzioni. Gli altri, per questa sua temporanea situazione, potrebbero etichettarlo con il termine handicappato o con altri epiteti offensivi.

Comunque, lui mette in atto le sue abilità per vivere quel periodo. Come questo, potrei citarti tanti esempi di persone che nascono o che, per incidenti, diventano disabili o diversamente abili o diversabili o handicappati o invalidi civili o… potrei continuare all’infinito con i vari termini che ledono la dignità dell’individuo.

Il termine Interabile viene coniato dal Maestro d’Arte Alfonso Pietro Caravetta, mio carissimo amico. La mia richiesta era quella di trovare un termine che potesse essermi congeniale, per evitare di sentirmi diverso dagli altri. Partimmo dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che mette la dignità di ognuno al primo posto.

Per questo motivo il neologismo interabile (fra persone abili) unisce e mette sullo stesso piano chiunque. Accolto nella Comunità dei parlanti è un termine inclusivo di un linguaggio benefico per chiunque. Noi siamo abili fra gli abili, in quanto le nostre abilità le mettiamo in primis a beneficio di noi stessi, e poi le mettiamo a beneficio degli altri. Ecco, quindi, che, nel mondo, siamo tutti Esseri Umani Interabili. Per questo neologismo, nel 2014, sono stato insignito Cavaliere di Grazia Magistrale dal Principe Paolo Francesco Barbaccia di Viscardi per la nobile opera che sto portando avanti nel mondo come Ambasciatore di Umanità.

Quando hai fondato Onlus IRF e di cosa si occupa questa fondazione? Come aiuta concretamente le persone interabili?

La Interable Research Foundation, che sta a significare Fondazione di Ricerca scientifica per gli Esseri Umani Interabili, nasce il 19 ottobre 2019 a Corigliano Calabro (Cs) per mia volontà, insieme con altri 7 soci fondatori, per aiutare le persone interabili attraverso i tre punti della nostra organizzazione, che riguardano il miglioramento della qualità di vita mediante: ricerca scientifica sul termine interabile (degno di nota è il contributo in tal senso del Dr. Aldo Stefani, attuale Segretario Generale della IRF, dal punto di vista linguistico e semantico, il quale sta dedicandosi alla realizzazione di un’opera poetica di grande importanza) tramite ausili tecnologici, forme di comunicazione multimediale, e da un punto di vista linguistico e sue applicazioni; formazione in ambito comunicativo e tecnologico; e inserimento nel mondo del lavoro nonché la valorizzazione del lavoro stesso.

Attualmente, abbiamo costituito lo Sportello Interabile che è il punto di partenza per qualsiasi richiesta che possa giungere, e offrire così soluzione immediata con risultati concreti aiutando chi non riesce a risolvere vari problemi, inerenti l’interabilità.

Se il Nonsolowork fosse la tua lampada di Aladino, cosa chiederesti?

A chi è sensibile verso tali tematiche, semplicemente, di darci aiuto concreto per la diffusione del neologismo interabile e di sostenere le attività della nostra quotidianità con donazioni, sponsor e partnership che possano consentirci di realizzare l’Istituto Internazionale Interabili, che ha per scopo quello di promuovere il benessere fisico e mentale, mediante attività formative, sportive, lavorative di rilievo internazionale.

Per chi voglia chiederci informazioni può inviarci una mail a luis@luisfusaro.it oppure visitare la pagina Facebook Istituto Internazionale Interabili.

https://www.facebook.com/pg/interabile/community/?ref=page_internal

https://www.luisfusaro.it

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