Veraroad un progetto Lifestyle, un mondo di colori e unicità

È un brand di lifestyle, non di abbigliamento, perché la mia idea è quella di creare uno stile di vita per aiutare le persone a riequilibrare il proprio in relazione a concetti molto più green e legati alla sostenibilità. La mia filosofia è questa: vivere la vita con uno spirito più zen a livello interiore, vivere la vita in modo più, eco-sostenibile anche per se stessi.

In compagnia di Caterina Girardi , che ci parlerà del suo progetto Veraroad, una collezione di abbigliamento dinamica, straripante di unicità, energia e colore. ma non solo… sentiamo la sua storia . 

Come nasce il tuo progetto?

Il progetto Vera Road prende forma a partire da qualche anno fa nella mia mente, in relazione all’esigenza che avvertivo di creare qualcosa di unicamente mio, frutto della mia sola creatività. Volevo che fosse qualcosa che fosse in grado di divertirmi, dato che nel mio lavoro ho sempre trovato molta soddisfazione, e al tempo stesso sentivo il bisogno di esprimere tante cose che avevo dentro tramite la creazione di qualcosa che mi appartenesse davvero.

Riesci a spiegarmi il bisogno di novità? Cioè, il nuovo è riferito ad una nuova te stessa, o nelle collezioni che tu crei c’è qualcosa di nuovo che appartiene in maniera universale?

Sicuramente intendo esprimere una maggiore consapevolezza in relazione alle proprie scelte, anche per quanto riguarda gli acquisti, o le scelte che una persona decide di fare nella vita. Considerando la mia età e le scelte che ho intrapreso nel mio percorso, ho voluto inserire anche tutto quello che rappresenta la mia filosofia di vita, per cui la collezione non comprende unicamente abiti ma al tempo stesso anche una parte di accessoristica con l’utilizzo di molto colore, pieno della sua energia contagiosa.

Parliamo di colori. La scelta di quelli utilizzati nelle tue collezioni, da dove deriva?

Sicuramente la scelta arriva dai colori della natura, dall’ osservare qualcosa di colorato, capace di trasmettere allegria. In Italia siamo abituati a vedere sempre gli stessi colori:  grigio, nero, bianco, beige… siamo molto classici nel modo di seguire la moda, la gente ha sempre paura di mostrarsi con indosso colori forti. Per me, i colori che una persona decide di scegliere, rappresentano la personalità dell’individuo stesso.

Noi tutti sappiamo che ogni colore nasconde dei significati che appartengono a sfere diverse sia del corpo che della mente. Utilizzare i colori con consapevolezza e decisione significa avere una visione del mondo non unicamente in bianco e nero.

Non hai qualche evento particolare da raccontare che riguardi qualche scelta di colori, qualcosa che ti ha ispirato e guidato nel processo artistico?

Mi sono ispirata molto al mondo inglese, essendo per metà inglese e avendo vissuto gran parte della mia vita in Inghilterra. Questi tessuti dal design floreale e semifloreale mi appartengono profondamente, perché rappresentano marcatamente la tradizione inglese, che com’è facile intuire, avverto molto mia. Si tratta di tessuti molto tradizionali ma al tempo stesso estremamente chic. In questo periodo sto lavorando a dei sert, con stampe di chiara origine inglese, probabilmente Liberty, Morris, con una loro storicità.

Mi dici che la vita va vissuta come un’opera d’arte un viaggio che continua, qualcosa che si muove fluido, che cambia proprio come i colori, la seta e le stampe. Esplichiamo maggiormente questi contenuti.  Con “la vita va vissuta come un’opera d’arte” intendi il processo creativo?

Intendo che la vita va scoperta giorno per giorno e va vissuta e assaporata come la creazione di un’opera d’arte. Non si può pensare di vivere tutti i giorni nello stesso modo, scadendo in una routine sterile, senza progettare qualcosa di nuovo che non sia abitudine. Ogni giorno è un’opportunità unica e differente da cogliere ed essere trasformata in qualcosa di straordinario. Il concetto della vita come “opera d’arte” è simbolico del fatto che ogni vita è diversa, unica, con la propria impronta di personalità e significato, proprio come lo è un’opera d’arte.

Oggi c’è bisogno di una radice salda che ci aiuti e ci supporti in questi cambiamenti sempre più repentini e allo stesso tempo epocali. Questa radice comprende la vera conoscenza di noi stessi, la comprensione di chi siamo in realmente e la capacità coltivare questa nostra parte profonda che ci distingue e ci rende unici.

Come si concilia l’unicità con le creazioni che tu fai?

L’unicità si riferisce al fatto che questi capi sono molto particolari, non sono per tutti. Sono pensati e progettati per persone che hanno una forte personalità e non hanno paura di mostrarsi anche con qualcosa  di appariscente, diverso e colorato. Quando decido di creare qualcosa, non è detto sia già presente sul mercato.

Quando penso ad un modello, un vestito, una stampa, seguo molto il mio istinto e il mio gusto, un gusto in termini di stile personale ma non seguo propriamente i ranghi della moda.

La mia non è una collezione di moda, ma una collezione di stile, ed essendo questi capi molto particolari ne produco pochi, non sono fatti per essere divulgati in quantità enormi.

Ed intendo mantenere questa modalità. Non puoi vestire tutte le donne in uguale maniera, perché alle donne piace essere diverse dalle altre, devono avere la scelta di vestirsi con qualche cosa che non trovano necessariamente dietro l’angolo.

Vera Road nasce come uno slow-fashion brand, che non intende puntare sulla velocità, sulla quantità e sulle sovrastrutture che seppelliscono o sovraccaricano in qualche modo il nostro guardaroba, ma che avvale della qualità e unicità di ogni capo per durare nel tempo, creato  con passione e intriso di esperienza.

Cosa intendi con “non intendo puntare sulla velocità”?

Oggi il grosso problema che ci troviamo ad affrontare, è che la gente al posto che comprare poco investendo sulla qualità, compra tanto e di qualità pessima. intendo dire che la gente si basa sull’avere tutto subito (basti pensare all’impero di Amazon) piuttosto che  poco, ma in grado di trasmettere una soddisfazione superiore. Tutte queste catene, Zara, H&M, Primark ne sono l’emblema. I clienti vogliono cambiarsi e cambiare stile ogni mese, avere qualcosa di nuovo nell’armadio ogni settimana spendendo il meno possibile. Io vado in controtendenza assoluta con questo trend, perché credo che ci sia un sovraccarico di merce che ci sta seppellendo e creando problemi con la sostenibilità. In tutto questo si perde il valore delle cose, perché oggi è disponibile davvero di tutto per tutti e se questo da una parte è democratico, dall’altra ha creato una perdita di valore della merce. Io credo che questo brand abbia un grande valore per chi lo capisce, e si tratta solo di comunicarlo al meglio.

Una cosa sulla sostenibilità: una parte dei tuoi capi è in seta, avete inserito la maglieria ma sempre con lo stesso criterio?

 Oggi c’è questa grande tendenza alla sostenibilità, che io condivido, ed è la via del futuro per cui qualunque cosa realizzata da chiunque sulla Terra deve diventare sostenibile, altrimenti vedremo davvero morire il nostro pianeta.

Di terra ce n’è una sola, e mi immagino che la situazione sia molto grave. Sostenibile significa tante cose: avere una filiera sostenibile non è facile, è molto complesso e complicato. Non è qualcosa che si può fare da soli, è un impegno finanziario sconvolgente per una piccola attività e possono permetterselo solamente le grandi aziende, perché si tratta di investire a riguardo dei capitali enormi. Il che è un grande controsenso tra l’altro, è come andare in un negozio biologico e spendere tre volte tanto quello che si spende in un supermercato generico per avere una pera non trattata con agenti chimici, è proprio un’assurdità. Ad ogni modo, nel mio piccolo posso fare qualcosa: utilizzare tessuti puri certificati al 100%, che provengono da una filiera sostenibile, cotone, seta, che al tatto non danno problemi. Come sappiamo le fibre chimiche danno problemi anche a livello cerebrale, per cui il fatto di indossare tessuti di altissimo livello qualitativo ti fa stare bene anche a livello mentale. Come sappiamo mente e corpo sono collegati, e questa è una grande cosa. In secondo luogo, produco proprio vicino a casa, quindi non ho problemi di trasporto come chi importa ad esempio dalla Cina.

Quindi è proprio un Made in Italy?

Sì, si tratta di un made in Italy, più precisamente made in Toscana. I pigiami sono realizzati a 5 km da casa mia, e gli abiti a 25. È stata una mia scelta, altrimenti dovrei andare in India, spendere 5 euro a capo per realizzarli, al posto che 35,40 o 50.

Si è trattato di una scelta molto difficile, e tutto è stato gestito in maniera estremamente etica. Ho fatto una scelta coraggiosa, ovvero quella di assumere dei dipendenti, cosa che avrei potuto evitare e fare tutto da sola grazie alle agenzie interinali. Sono state fatte scelte molto forti per tenere insieme un organico di qualità, in modo da poter dare anche un servizio di qualità. Recentemente mi sono iscritta ad una piattaforma abbastanza famosa, che gestisce aiuta le aziende di moda o arredamento a creare connessioni tra le aziende che seguono la via del sostenibile. Mi sono stati forniti dei questionari e solo infine ho ottenuto “la farfallina” da applicare a tutti i miei capi, simbolo della mia sostenibilità.

Parliamo un po’ di come nasce il logo della mia collezione: il fiore della vita.

Il fiore della vita è stato un’intuizione che  un giorno mi è apparsa, e da lì non mi ha più lasciata. È un simbolo che mi segue dovunque, tanto che l’ho utilizzato nella mia etichetta e lo sto utilizzando ovunque. Ultimamente ho realizzato lampade e gioielli ispirate ad esso.

Quindi stai creando una linea di prodotti vera e propria?

Esattamente. È un brand di lifestyle, non di abbigliamento, perché la mia idea è quella di creare uno stile di vita per aiutare le persone a riequilibrare il proprio in relazione a concetti molto più green e legati alla sostenibilità. La mia filosofia è questa: vivere la vita con uno spirito più zen a livello interiore, vivere la vita in modo più, eco-sostenibile anche per se stessi.

Il logo da dove nasce?

Il logo I’m Vera è nato per un’altra intuizione, molto simile a quella del fiore della vita, mentre Vera Road è il marchio ufficiale. I’m Vera è il pay-off di Vera Road. ( www.veraroad.com )

Caterina  ci ha regalato un tuffo nella moda e nella filosofia ecosostenibile, che ci ha permesso di comprendere come e quanto la conquista e la crescita di un proprio stile personale sia un grande atto di amore, in primo luogo verso sé stessi e infine, verso il nostro meraviglioso Pianeta.

 

 

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