Il potere terapeutico della musica

Accompagna la nostra vita, la sentiamo per divertirci, per rilassarci e per emozionarci, unisce persone diverse, ci fa piangere e riflettere, la musica è una componente fondamentale della nostra storia e della nostra esistenza.

Sin dai tempi antichi è stata un’arte amata e rispettata dai più grandi intellettuali ( Aristotele la credeva capace di purificare l’animo umano), si è evoluta nel tempo spaziando in diversi generi e stili.

Eppure molti non sanno che la musica ha altri “poteri” oltre a quelli sopra citati.

Il corpo umano infatti tende a reagire ai suoni, con diversi effetti esaminati dalla medicina moderna. La musica riesce ad influenzare  l’asse ipotalamo-ipofisario, il sistema nervoso autonomo (che governa le azioni involontarie del nostro organismo) e addirittura il nostro sistema immunitario.

Tutto questo è dovuto alla forte influenza delle frequenze sul cervello umano, con ogni diverso grado di frequenza che produce un effetto diverso.

L’effetto sicuramente più noto della musica è quello della produzione delle endorfine che potremmo descrivere come gli ormoni del buonumore, quelli che appunto producono il benessere che deriva dall’ascolto di una canzone. Numerosi esperimenti poi hanno mostrato come la musica riesca a diminuire i livelli di stress, di ansia e di rabbia nelle persone.

Riesce inoltre ad aumentare la creatività e le capacità cognitive. Nonostante l’ultimo punto sia molto dibattuto, sono numerosi gli scienziati che consigliano l’uso della musica nello studio.

Parlando invece del suo impiego in campo medico, numerosi studi hanno dimostrato la sua utilità con i pazienti affetti da Alzheimer. La musica funge da “catalizzatore” per il cervello e attraverso alcuni brani i pazienti sono riusciti a recuperare alcuni dei loro ricordi legati proprio a quello stesso brano. L’uso della musica inoltre viene usato durante l’insegnamento con bambini affetti da dislessia o autismo, dato che riesce a stimolare la concentrazione.

Numerosi neurologi hanno scritto libri sull’argomento, uno dei più importanti è “Musicofilia” di Oliver Sacks, in cui lo scienziato mostra lo stretto legame tra cervello e suono, dove alcune particolari frequenze o ritmi sono in grado di stimolare o addirittura risvegliare alcune parti del cervello.

Sacks presenta alcuni casi straordinari, come alcuni pazienti afflitti da ritardo mentale ma capaci di suonare perfettamente centinaia di opere al pianoforte. Ricordiamoci inoltre che numerose persone, afflitte da balbuzie sono in grado di cantare perfettamente senza interruzioni.

Questo perchè seguendo il ritmo della musica riescono a superare il loro problema e ad annullarlo completamente per quei 3 minuti di canzone.

La musica dunque, oltre ad allietare la nostra vita può compiere miracoli come questi. E un giorno chissà con lo sviluppo delle nuove tecnologie , potremmo trovare soluzioni sempre più efficaci  di guarigione con i suoni. 

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