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La quercia, una pianta amica dell’uomo

La quercia simboleggia la forza e la robustezza fin dai tempi più remoti: il genere botanico (Quercus) significa “albero bello” dalla traduzione celtica, mentre la specie che definisce la quercia comune (Robus) indica “forza”, che esprime chiaramente la grande resistenza della pianta.

Raggiunge talvolta i 40-45 metri d’altezza e sfoggia fiori sia femminili (verdi) che maschili (gialli). Ama i terreni drenati e soleggiati ma tollera anche le zone d’ombra.

La quercia Inoltre rappresentò il luogo sacro scelto per l’unione tra Zeus ed Era, nonché il luogo per eccellenza delle profezie delle Ninfe.

Per molti popoli la quercia è stata fonte di nutrimento poiché le ghiande sono state considerate il primo alimento degli uomini. Essiccate, sbucciate e macinate, servivano a preparare un pane lungamente consumato in Europa, nei secoli di carestia.

Nella “ Storia Naturale”,Plinio il Vecchio si sofferma a parlare del frutto della Quercus Cerris, il leccio, le cui ghiande migliori sono quelle prodotte dalla pianta femmina perché più dolci e morbide di quelle delle altre querce a foglia larga, ed infine che in Spagna, vengono consumate dopo essere state tostate nella cenere per esaltare la loro dolcezza.

La sua  longevità ed imponenza insieme ai suoi tanti doni sia per l’uomo che per gli animali, non poteva che ispirare agli Antichi grande rispetto, tanto da considerarla la presenza del divino in terra. Per i Celti era considerato “l’albero degli alberi”, colui che sosteneva e alimentava il mondo e che un giorno sarebbe finito, se il suo tronco volto a sorreggere il cielo si fosse spezzato, mentre molti popoli indoeuropei associarono la quercia al dio creatore risiedente in terra.

Il suo legno era spesso utilizzato come combustibile per i fuochi sacri, e ai piedi di una quercia, i druidi amministravano la giustizia, i riti religiosi e divinatori.

La quercia è associata inoltre alla festa di Lughnasadh, la festa della luce, che corrisponde al primo Agosto. Ad essa è attribuito il simbolo della forza, della protezione e dell’energia cosmica.

 

La quercia viene sfruttata per le sue note qualità astringenti antisettiche (disinfettanti), vasocostrittrici, antivirali ed analgesiche, seppur blande.

In fitoterapia vengono utilizzate ghiande, corteccia, gemme, amenti e radici e si ricavano quantità diverse resine, pectine e flavonoidi.

Viene consigliato l’impiego dell’estratto di quercia per trattare disturbi quali i geloni, l’iperidrosi di mano e piede e l’ipersecrezione sebacea del cuoio capelluto.

Le gemme sono invece utilizzate per regolarizzare la funzionalità intestinale, come tonico e stimolante durante i periodi di convalescenza e, e contro l’astenia sessuale.

 

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