100 anni di cinema con Marisa Merlini

100 anni di cinema con Marisa Merlini

100 anni di cinema con Marisa Merlini. E’ stato uno dei volti riconoscibili del cinema italiano in bianco e nero, e possiamo dire che il conto delle donne che hanno avuto questo privilegio è davvero esclusivo. A fianco di Sordi, Totò, De Sica, interpretava figure spesso sfuggenti alle dinamiche della narrazione femminile nel grande schermo, rispondendo a tono, con occhiate sarcastiche e ruoli divertenti.

Nasceva 100 anni fa esatti, e a noi di NonSoloWork sembra giusto ricordare chi ha fatto il nostro cinema.

Gli inizi di Marisa Merlini. Una commessa che si fa notare

Il 6 agosto 1923 nase a Monteverde vecchio, Roma, Marisa Merlini, originariamente Merlin ma con quel finale troppo veneto da coprire. La famiglia di Marisa ha chiare ambizioni sui 5 figli (Marisa e 4 fratelli) e li fa tutti studiare alla scuola di recitazione della contessa Serra, per iniziarli al palcoscenico fin da giovani. Le prime esperienze le hanno con al Teatro dei fanciulli, oggi Teatro Flaiano.

Proprio mentre si abituano al palco, quasi una ovvia sceneggiatura neorelista interrompe i sogni di gloria. Il padre abbandona la famiglia e lascia tutti senza soldi. I figli si convertono immediatamente in lavoratori per sostentare casa e Marisa inizia a lavorare a tempo pieno in un emporio di profumi.

Qui la trova Mariuccia Giuliano, moglie di Macario, o almeno così viene raccontato da entrambe. In cerca di soubrette da inserire nella sua rivista, nota questa commessa della quale tutti parlano nel quartiere, una bellezza vera che si fa notare senza riserve. La mette subito nelle file dello spettacolo e nel 1941 esordisce al Teatro Valle.

Primi ruoli, la guerra e i grandi successi di Marisa Merlini

Finalmente di nuovo il palcoscenico e Marisa, non ancora ventenne, viene scelta come modella per le illustrazioni del settimanale Signorina da Gino Boccasile. La guerra interrompe gli spettacoli stabili ma fa proseguire le tourneè di rivista, e nel 1943 è Totò a chiamarla con Anna Magnani per lo spettacolo “Che ti sei messo in testa?” dopo averla vista l’anno prima al suo esordio sul grande schermo in “Stasera niente di nuovo” (1942), di Mario Mattoli, seppur in ruolo secondario.

100 anni di cinema con Marisa Merlini

Sempre meno proiettata al palcoscenico, è il cinema che la vuole. Dal 1944 partecipa a sette film, tra i quali Totò cerca casa (1949), L’imperatore di Capri (1949), Totò cerca moglie (1950).
 Iniziati gli anni 50, con una bellezza ormai fiorita e un volto conosciuto, iniziano i grandi successi che ancora oggi ricordiamo. In “Pane, amore e fantasia” (1953) viene scelta da Luigi Comencini per interpretare la bella levatrice che vuole conquistare il maresciallo Vittorio De Sica. Si aggiudica un NAstro d’Argento per “Tempo di villeggiatura” (1956) di Antonio Racioppi e sbanca i botteghini con Il vigile, insieme ad Alberto Sordi (1960).

Dal cinema bianco e nero degli anni ’60 all’oscurità dei ’90

Dagli anni ’60 in poi la sua figura, che per un breve periodo aveva lambito anche ambizioni realiste, si fonde indissolubilmente al cinema di commedia. Tognazzi, Sordi, Scola, Corbucci, non possono che pensare a lei nei ruoli delle giovani mogli o delle amiche femminili sarcastiche. E’ a questi ruoli che dobbiamo il tuttora presente ricordo del viso di Marisa Merlini come autrice di un cinema non impegnato ma fondatore di una visione popolare.

100 anni di cinema con Marisa Merlini

Gli anni ’80 vedono l’arrivo del film spudoratamente disimpegnato, tra Pierino contro tutti e L’onorevole con l’amante sotto il letto. Il lavoro non manca, di certo manca l’autorialità che non tornerà nei ’90, dove i Vanzina impostano uno scarto ulteriore tra cinema e cinepanettone. Vacanze sulla neve, Teste di cocco, forse non il peggior cinema che abbiamo avuto, ma in grado di convertire ogni atto interpretativo in macchietta.

100 anni di cinema con Marisa Merlini

Il suo ultimo ruolo sul grande schermo è in La seconda notte di nozze (2005), di Pupi Avati. A 84 anni muore nella sua casa sulla collina Fleming, vicino a piazza Vescovio, sempre fedele alla sua Roma, profonda ma anche smaccatamente superficiale.

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