Incontro con l'Arte

Donne nell’arte: Miriam Schapiro

Il contributo delle Donne nell’Arte è stato nel corso dei secoli sicuramente notevole e credo che insieme a Paola abbiamo assieme tracciato una linea che dava voce ad artiste meno conosciute. Oggi  toccheremo oggi la figura di Miriam Schapiro e devo ammettere che le sue opere e la biografia sono decisamente avvincenti.

Ciò che mi preme, tuttavia, non è porre l’accento sulla sua storia, perché l’approfondimento sulla sua vita non è di difficile reperibiltà, quanto piuttosto sollevare uno spaccato emozionale che fa da giusto cappello al nostro breve excursus.

Durante un’intervista rilasciata ad Adriana Langtry la Schapiro ha affermato

«…tutti i miei lavori sono autobiografici. Riguardano i desideri e le aspirazioni di una donna che tanto tempo fa decise di fare la pittrice. Qual è il prezzo che una donna deve pagare per una tale decisione? Quali sono i personaggi della sua storia? Come si è costruita lei stessa come persona? A cosa assomiglia? Me lo sono chiesta per anni…».

Questa frase ha richiamato alla mia mente una questione sollevata da Paola, che è lei stessa pittrice, in uno dei nostri articoli e che riporto

…quando esprime il suo spazio più intimo usando l’espressione del colore Lee che cosa ci voleva comunicare in realtà?…

Per quanto riguarda Miriam Schapiro, la scelta di percorrere una carriera votata all’Arte, cosa di cui anche nel suo caso come in quello di Lee Krasner ha consapevolezza sin dalla sua primissima infanzia, ha comportato sia un’introspezione continua, che spesso l’ha posta in crisi rispetto ad un corpo di cui lei stessa si è sentita prigioniera, sia ad un ruolo che poneva un conflitto fra il suo essere moglie e madre ma sentirsi nel profondo una pittrice.

Questo ha comportato certamente difficoltà che ha scelto di superare utilizzando proprio le sue capacità espressive ed andando oltre, dando possibilità anche ad altre donne di affermarsi in un mondo ancora una volta ritenuto appannaggio del genere maschile, elevando l’operato che accomuna la storia di molte donne nello spazio e nel tempo a vera e propria attività artistica. Per fare questo ha sdoganato i manufatti, quali trine, nastri, pizzi, inserendoli nei propri lavori in accostamento alla materia pittorica con l’intento di rendere onore al lavoro silenzioso delle donne nel corso dei secoli e di dare spessore a qualcosa considerato banale.

Miriam si spese anche nel tentativo di svegliare la coscienza femminile in campo artistico anche tramite seminari e creando anche un vero e proprio spazio di lavoro a loro dedicato, la WomenHouse, con l’aiuto di un’altra importante artista, Judy Chicago.

Concludo il mio intervento, chiedendo a Paola di esprimere le sue impressioni, con un’ultima frase detta dalla Schapiro nel 1977 a Paula Harper: “Gli uomini pensando che i sentimenti non siano importanti, le donne invece sì. Alcuni uomini sopprimono i loro sentimenti mentre le donne li esplorano. Il sentimentalismo è per me un’idea ricca di potenzialità”.

Non voglio fare discriminazioni di genere con questa citazione, che aveva valore nel suo contesto storico, ma porre l’accento su come l’Arte abbia il potere di veicolare le emozioni di ogni essere umano.

“Marta, io ammiro Schapiro in quanto donna-pittrice con tutte le contraddizioni e il sentimentalismo di una donna che ha fatto un periodo storico importante e molto frenetico nell’evoluzione.

Mi piace questo sua modalità di dipingere “colorata” ma sempre con un particolare che richiama l’attenzione ed esprime una parte di se stessa ancora inesplorata, una parte che vuole fare emergere benchè il quadro manifesti altro.

Riporto sottostante le opere che hanno colpito il mio occhio quando le ho ri-conosciute e voglio pensare a Schapiro, alla sua forza di donna-pittrice in tutta la sua manifestazione e insieme alle sue contraddizioni frutto di una ricerca che non si è mai spenta.”

 

Pagoda 1982

 

Assieme Vi chiediamo di esprimerci le Vostre sensazioni nel guardarle…perché per noi il Vostro parere è fonte di crescita…

 

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