Incontro con l'Arte

Berthe Morisot – Impressioni d’artista

In questo percorso che ci porta a riscoprire il ruolo delle Donne nella storia dell’arte ci siamo trovate a riflettere sulla Magia che ogni artista e opera sprigionano, ossia quello di riuscire a perdere e ritrovare una parte di noi stessi, talvolta sepolta o dimenticata o anche solo per un momento accantonata ma che è capace di mettere le persone in dialogo emotivo e al di là dei confini spazio-temporali, riuscendo invece a catturare il costante fluire delle sensazioni ed è meraviglioso trovare un momento per fermarsi e condividerle.

Proprio ieri rileggendo la biografia di Berthe Morisot, definita giustamente la Donna degli Impressionisti, ma ciò che ci ha colpito è stata la somiglianza che la accomuna al nostro percorso .

Berthe era una donna e in quanto tale non era ammessa all’Ecole des Beaux-Arts, che aprirà le porte al genere femminile solo a partire dal 1897.

Tuttavia la sua famiglia, spiccava per la sensibilità legata al fermento culturale dell’epoca, lasciando le figlia libere di prendere lezioni di pittura, anzi, incoraggiandole a seguire questa strada, aprendo spesso le porte della loro casa di rue Franklin a numerosi artisti, pittori e musicisti e arrivando persino a far costruire per loro un vero proprio atelier nel giardino dell’abitazione dove le due sorelle possono prendere lezioni e creare.

Lady at her Toilette, The Art Institute of Chicago 1875

 In realtà in questo il nostro percorso è leggermente differente’. Siamo entrambe figlie di persone legate al commercio ma mentre Paola, abile di mano e sensibile di occhio, ha potuto approfondire gli studi artistici a livello superiore, mio padre, un po’ più rigido in questo senso, mi ha obbligato a studiare lingue. Tuttavia in casa non sono mai mancate le occasioni di approfondimento dello studio dell’arte e dopo alcuni anni trascorsi nella ricerca scientifica ho potuto lanciarmi nel campo artistico. Ricordo che un giorno, dovevo avere otto o nove anni, ero in gita con la famiglia a Venezia e mio padre ha proposto a mia madre di scegliere un manufatto vetrario. “Mamma, scegli quello!”, ho esclamato. E mio padre ha sottolineato che, fra tutti gli oggetti, i miei occhi avevano catturato il più bello.

julie-daydreaming

Come per Paola, e per Berthe, in noi il colore è qualcosa che vibra, che guizza, che ha un continuo richiamo emotivo. Ammiriamo entrambe il coraggio di persone che, come la Morisot, “hanno la capacità di vivere la loro pittura e dipingere la propria vita”, facendo nostra una citazione di Paul Verlaine. A modo nostro è quello che stiamo cercando di fare, in questo percorso che ci guida nell’Arte. Entrambe ci stiamo mettendo in gioco, come ha fatto Berthe.

Vi chiediamo di farci sapere come state vivendo il vostro sogno nell’arte, ci interessa condividere le sensazioni che provate componendo, dipingendo, o anche solo leggendo o osservando. Perché le emozioni non hanno luogo, né tempo, né età.

 

2 Commenti

  1. Taryn

    Molto interessante…condivido quanto dite…soprattutto mi è piaciuto l’atteggiamento anti-conformista della famiglia di Berthe!!! Sono convinta che l’apertura mentale sia un pregio e inizi dal mettersi in gioco anche se questo significa andare contro i canoni della società! Brave, grazie per questa condivisione. Taryn

  2. Danila

    Cara Marta, grazie al tuo prezioso stimolo, mi sono  “precipitata” a leggere sul vostro sito:  ne sono rimasta subito piacevolmente sorpresa ed entusiasta, sia per quanto scritto che per il Vostro lodevole intento.
    Ti ringrazio moltissimo per avermene resa partecipe e avere un’ulteriore opportunità  di allargare i miei orizzonti! Perché, come si suol dire, c’è sempre qualcosa da imparare…

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