Incontro con l'Arte

Attraverso il mondo donne nell’arte : incontrando Lee Krasner

Incominciamo , io e Marta, un excursus, attraverso il mondo donne nell’arte ,incontrando Lee Krasner.

Lee Krasner, nata a Brooklyn nel 1908 in una famiglia di immigranti.  E’ un nome il suo che è stato troppo a lungo oscurato da quello del marito, Jackson Pollock, mentre lei aveva già ben chiaro, a soli tredici anni, di voler stravolgere il panorama artistico, con scelte fatte nel segno di una vera e propria rottura sia per quanto riguarda l’ambito sociale che quello di continua sperimentazione. Un compito non facile, data la misoginia ancora imperante all’epoca, tanto che l’artista decise di identificarsi con lo pseudonimo Lee, un nome che poteva essere maschile, anziché firmarsi con il suo, Lenore. A dimostrazione della discriminazione si cita, ad esempio, l’elogio sarcastico  che uno dei suoi maestri, Hoffmann, ebbe a fare del suo lavoro, definendolo talmente eccellente che non si “direbbe sia stato realizzato da una donna”. Inoltre, sebbene il suo talento le permise di accedere a una delle più prestigiose scuole d’arte della Grande Mela, la National Academy of Design, dovette più scontrarsi con docenti che cercavano di reprimere il suo temperamento, ritenendolo troppo indipendente e inadatto al suo stato sociale.

 

Lee Krasner

Lee Krasner

Nonostante ciò Lee non si arrese, dando prova di caparbietà e versatilità non indifferenti, che contribuirono al rinnovamento artistico dell’Espressionismo astratto.

Il legame con Pollock, in maniera indiscussa uno dei più importanti esponenti della scena newyorkese degli anni Quaranta, frenò ulteriormente l’emergere del suo astro. In realtà il rapporto fra i due era di grande intesa e scambio, pur mantenendo entrambi uno stile e modo di pensare indipendenti. Grazie alla borsa di studio concessa da Peggy Guggenheim a Jackson, i due acquistarono una casa colonica a Long Island, che divenne luogo di incontro per numerosi artisti. Nel 1946 Pollock trasformò l’ampio fienile nel suo studio privato, dove perfezionò la sua tecnica più nota, il dripping, mentre  Lee ricavò il suo spazio creativo  al piano superiore. Grazie alla moglie Jackson riuscì anche a riscattarsi per un periodo dal demone dell’alcoolismo e dalle turbe psichiche che lo attanagliavano dall’età di 15 anni.

A seguito della prematura morte del marito la pittura di Lee vide un incupirsi del tratto e del colore, che riacquistò col passare del tempo vitalità e spinta sperimentale.

Krasner-and-Pollock

 

A partire dalla fine degli anni Sessanta, grazie al movimento femminista, il suo lavoro iniziò ad essere riscoperto, influenzando enormemente artiste raffinate quali Miriam Shapiro, cui dedicheremo spazio in uno dei prossimi articoli. Nel 1983 il mondo dell’Arte le regalò un vero e proprio tributo, cui Lee fece in tempo ad assistere e con questa consapevolezza si spense l’anno successivo. Ma il suo genio si spinse ben oltre.

 

La donna creò la Pollock-Krasner Foundation, tramite cui moltissimi giovani artisti hanno modo di trovare risorse per portare avanti il proprio sogno, così come Lee ha fatto per tutta la sua intensa vita.

 

 

 

 

Grazie Marta che ci arricchisci della storia, ed ora alcune foto dell’artista che fanno capire bene la sua personalità e la sua forza.

Lee dipinge anche con le mani perché il colore è materia e come tale va vissuto .

I momenti nei quali dipinge, essendo per natura più loquace e vitale del marito Pollock, esprime le sue domande senza risposta e il suo bisogno di comprendere tratti e colori che anche per lei sono da scoprire.

 Sono artista e so cosa significa, so anche che la storia ti incasellerà in un movimento storico artistico, ma quando si dipinge, nessun artista pensa al “dopo”. In realtà Lee stessa, che era attiva nell’espressionismo astratto, ha percorso nella sua vita varie tendenze e i suoi tratti si sono modificati seguendo il suo stato d’animo.

Ci chiediamo: quando esprime il suo spazio più intimo usando l’espressione del colore Lee che cosa ci voleva comunicare in realtà?

Probabilmente il suo momento e la sua immagine che passa a Pollock per aiutarlo ad esprimere anch’esso parti di sé. Quando Jackson conosce Lee, lei era già un’artista affermata e i loro scambi non erano solo verbali, erano scambi dove il colore ha portato una ricchezza espressiva ed animica profonda, oso dire quasi terapeutica, se si pensa che Pollock riesce a guarire dai suoi demoni più profondi grazie anche al suo supporto.

lee-krasner-1908-1984-artists-michael-rosenfeld-

Grazie Paola, per averci fatto provare almeno in parte quello che un artista cerca di comunicarci attraverso le sue opere

A voi alcune le foto di questa storia e ovviamente ci aspettiamo i vostri commenti…..

 

 

 

 

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